Sofia, fermati 5 tifosi italiani
ROMA - Cinque italiani sono in stato di fermo a Sofia dopo i disordini scoppiati prima e durante l'incontro di calcio Bulgaria-Italia. I tre tifosi sono stati fermati per «vilipendio alla bandiera» bulgara, riferiscono fonti diplomatiche. Dopo aver visionato i filmati del match, dove si vede appiccare il fuoco allo stendardo bulgaro sugli spalti dello stadio di Sofia, gli inquirenti hanno individuato i presunti responsabili e si è proceduto ai fermi. L’ambasciata italiana in Bulgaria segue il caso.
LA RUSSA - Sul comportamento di alcuni tifosi italiani, che hanno dato vita tra l'altro a marce e cori di ispirazione fascista, è intervenuto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Se fossi stato lì - spiega al telefono - mi sarei vergognato. Non c'è nessuna giustificazione storico politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari». CRIMI - «È una vergogna del calcio, anzi dello sport italiano, ma non la caratterizzerei in maniera politica» aveva detto in precedenza Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo sport. Per Crimi la connotazione politica dei tifosi è «irrilevante». «Perché la verità è che ci sono tifosi violenti di destra, di centro e di sinistra che cercano solo di sfruttare la ribalta mediatica del calcio. Occorre isolarli - conclude Crimi - e il ministro dell'Interno Maroni sta facendo il massimo. Ma il problema non è semplice anche perchè stiamo svuotando gli stadi e la conseguenza è anche in uno spettacolo privato di parte del suo fascino».
RISSA - La pessima serata dei tifosi italiani era iniziata prima del match, con una rissa in un bar centralissimo di Sofia con alcuni supporter della squadra di calcio bulgara del Cska. Circa 30-40 persone di nazionalità italiana si sono improvvisamente alzate dal cortile del bar in cui erano sedute trascinando con loro sedie ed altri oggetti e si sono scagliate correndo contro un gruppo di altre persone di nazionalità bulgara. La Polizia presente sul luogo (a un passo dalla sede del Parlamento bulgaro) è intervenuta a separare i facinorosi. Uno degli italiani coinvolti, di circa 30 anni, ha spiegato ad Apcom: «Siamo un gruppo misto, proveniente da tutta Italia, sempre al seguito della Nazionale». A motivazione della rissa ha spiegato: «Ce la prendiamo con quelli del Cska perché sono comunisti, noi invece siamo fascisti e siamo amici del Levski». I cori dedicati al Duce sono poi continuati all'interno dello stadio.
http://www.corriere.it/politica/08_o...4f02aabc.shtml




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