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  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
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    Post Amici Liberisti siamo alle solite (Tremonti)... di O.Giannino



    Amici liberisti siamo alle solite


    Scritto da Oscar Giannino Saturday 08 March 2008


    nel momento in cui si tratta di contarsi per decidere chi comanda. Di conseguenza, già pochi siamo, noi quattro gatti liberali e liberisti. E siccome ce le suoniamo tra noi quando bisognerebbe in qualche modo far fronte comune, gli altri vincono meglio. E godono, al vedere i liberal-liberisti che battibeccano pubblicamente tra loro, ognuno pronto a dire che l'altro non è liberale per niente e anzi è un'apostata che ha perduto senno e intelletto. E anzi, nell'Italia di oggi, gli "altri" - quelli a cui piace uno Stato iperinterventista e che non condividono l'impostazione individualista nel diritto naturale come la conseguente diffidenza verso lo Stato che tende a impicciarsi di tutto e soprattutto di ciò di cui non deve - sono maggioranza anche nei grandi giornali che in teoria si definivano "borghesi", prima di essere occupati e diretti dai maestri e figli della contestazione. Di conseguenza, "gli altri" godono in particolar modo nel dedicare i Cari quattro gatti di amici liberal-liberisti, e non vi adontate se dico che siete-siamo in quattro, visto che ci conosciamo tutti. Non vi piacerà quel che segue, ma lo dico lo stesso. Riflettete, prima di cadere nella solita trappola di mettersi in prima fila per dare a Tremonti del protezionista, autarchico, demestriano, neofascista. È la solita storia. Individualisti siamo. Nella lotta, rifiutiamo qualunque prassi tra noi solidale. Come invece fanno da sempre collettivisti e statalisti, abituati a stare spalla a spallamprovvisamente titoli e paginate che di solito ai liberali negano, solo per riportare con più enfasi le accuse e le scomuniche che nella loro foga fratricida i liberali si lanciano l'un l'altro. Capita così su Corriere e Repubblica, capiterà sul Sole 24 ore.

    Ora, carissimi amici che siete intervenuti in questi giorni nel "dagli al Tremonti", caro Dario Antiseri, caro Alessandro de Nicola, carissimo fratello Alberto Mingardi – ci conosciamo tutti, appunto, e potrei continuare, peraltro per non molto a lungo, con Lo- renzo Infantino, Carlo Lottieri, Dino Cofrancesco e non troppi altri.... – carissimi tutti, possibile mai che non sia chiara la trappola in cui rischiamo di ficcarci? Siete tutti troppo intelligenti e raffinati per non capire che i pareri, le interviste e gli articoli che improvvisamente vi chiedono, per meglio dipingere Tremonti come un vecchio arnese dell'Iri nemico degli scambi internazionali, non sono affatto motivati dall'illuminare il lettore sulla preferibilità della scuola austriaca di Mises e Hayek, di quella scozzese di Adam Smith e Ferguson, o da quella americana di Public Choice o dell'Economic Analysis of Law. Lo sapete meglio di me, che le speculazioni dottrinarie che tanto ci sono congeniali non fregano un piffero secco, a chi è solo inteso a descriverci come un branco di intellettualini tanto altezzosi e presi dal senso della propria superiorità sul mondo da finire più facilmente di ogni altra cosa in rissa tra noi, prima che con gli altri.

    Già posso prevenire, a questo punto, molte delle vostre obiezioni. Mi pare di sentirle. Ma Tremonti ti paga, per questa sua difesa? No, per niente. Ma l'hai letto il suo La paura e la speranza , quando alcune delle conclusioni e analisi tremontesche non sono proprio quelle che scrivi ogni giorno su Libero e Liberomercato? Vero, anzi verissimo. E allora? Dove sta scritto che tra liberali bisogna omologarsi e marciare all'unisono? Ci sono da sempre, nel liberalismo, distinzioni anche fondamentali tra il ruolo da attribuire allo Stato in particolar modo di fronte ad alcune emergenze - e Tremonti ritiene che la crisi finanziaria in corso lo sia - o quando sono gli Stati stessi ad aver misurato male l'effetto di proprie decisioni, come avvenuto nel Wto sulla Cina. Qui casca l'asino, sento che alcuni di voi mi azzannano. Ma come fai a non capire, te e il tuo bel Tremonti, che in questi anni la Cina ha sorretto la crescita comprando dollari, e che oggi è già un'occasione più che una minaccia, col suo maximercato da miliardi di consumatori che si apre a tutti? E qui vi rispondo che forse il libro - come il precedente Rischi fatali, che su questo già anticipava tutto - allora forse non l'avete letto voi. Perché Tremonti non ha mai invocato la nostra chiusura al commercio cinese. Ha solo detto per tempo che la fretta con cui gli Usa vollero l'ingresso di Pechino nel Wto ha impedito di scandagliare fono in fondo il rispetto delle clausole di rispetto del mercato che si pretendono da ogni altro Paese. Col bel risultato che rispetto alle importazioni cinesi scorrette, tessili e di scarpe, è stata l'Europa ad adottare poi tardivamente sanzioni unilaterali e a tempo, proprio come diceva Tremonti prima. Tra gli applausi sui media italiani di chi prima accusava Tremonti di essere un autarchico antistorico.

    Per carità, direte a questo punto che se Tremonti mira a tener buono un po' di voto statalista, fatti suoi. Come quando Berlsuconi fa capire che Alitalia può restare pubblica. O quando non assicura un ministero a D'Amato perché in Confindustria i grandi gruppi lo odiano. Direte che queste sono preoccupazioni elettoralistiche di basso conio, alle quali gli intellettuali liberali veri non possono prestare orecchio. È proprio per questo, penso io, che alla fine, nei momenti topici della storia italiana, i liberali veri stavano a Losanna come Pareto invece di dare buone idee a Giolitti, o insegnavano in America come Bruno Leoni, o si dividevano tra crociani ed einaudiani. Senza contare mai un cappero, perchè grazie ale loro divisioni vincevano sempre gli altri. Che alla fine, se gli Ichino si candidano nel Pd e se Giavazzi e i Boeri fanno il tirassegno a Tremonti tale e quale fosse uno di Rifondazione, scusate, ma è proprio vero che non dipende dal fatto che noi liberali siamo incapaci di fare fronte comune? Che cosa terribile e spietata, il senso di sé come eterno viatico alla sconfitta.

    Da Libero
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  2. #2
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    Grande articolo!
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  3. #3
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    Molto bello questo articolo di giannino, raccoglie con maestria tutti i piccoli-grandi difetti di noi liberali. Se avevo qualche dubbio su chi votare, vedendo le liste (nel pdl ci sarà il candidato sindaco della mia città che è arrivato al ballottaggio con l'uscente sindaco Ds, un risultato storico per la mia città comunista) e il dibattito liberale in corso, non ho piu dubbi. La teoria, cari amici liberali, ci ha bruciato i timpani e non filtriamo piu i giusti rumori, proveniente dal sottobosco statalista, dalla dolce melodia del pragmatismo liberale. O ci sporchiamo le mani, e allora ne abbiamo ben donde di criticare le derive poco simpatiche del PDL, oppure dalla nostra torre d'avorio possiamo lanciare invettive, strali e dardi infuocati sulla folla che disprezziamo, ma non cambieremo mai nulla. Siamo troppo individualisti per contare qualcosa in gruppo, e troppo elitaristi per unirci in massa. Siamo destinati ad un'esistenza di puro spirito. A voi la scelta, se contare qualcosa facendo compromessi, oppure cullarsi su Von Mises, Hayek, Friedman, Rothbard, Smith e Bastiat. Mentre là fuori, cresce la nebbia statalista.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Rochefoucauld Visualizza Messaggio
    Mentre là fuori, cresce la nebbia statalista.
    Vincerà Berlusconi e si infittirà ancora di più.
    Il 13 e 14 io mi imbosco, Giannino o no.

  5. #5
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    Meglio che non vi dicca cosa ho sentito dire al Signor Giannino in un' intervista a proposito di Keynes e della grande depressione del 29.....sembrava più Socialista di Tremonti......poveri noi....ma in che mondo viviamo??????


  6. #6
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    naaaa Giannino è uno serio, non ci credo John, avrai sentito male
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    naaaa Giannino è uno serio, non ci credo John, avrai sentito male
    Giannino è stato repubblicano e lo conosco molto bene....bravo lo è sempre stato..proprio serissimo magari no..è stato sempre abbastanza opportunista da scendere e montare su cavalli diversi come il miglior Frankie Dettori...comunque Tremonti l'ho sentito in una lunga intervista ieri su Cnbc Class e mi sembra che a forza di ragionare sui massimi sistemi planetari stia andando un po' in confusione...ad esempio proporre di creare un grande tavolo per risolvere i problemi di questa che è una delle peggiori crisi finanziarie di tutti i tempi coinvolgendo ovviamente anche la Cina(perchè oggi la liquidità è solo in Asia e nel Golfo..) e allo stesso tempo misure protezionistiche contro la Cina la vedo dura da mettere insieme...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    naaaa Giannino è uno serio, non ci credo John, avrai sentito male
    Io lo trovo abbastanza serio, sicuramente più di Tremonti, ma ti assicuro che a proposito del 1929 ha le idee più Keynesiane di questo mondo...e ho sentito benissimo cosa ha detto, se trovo il video ti mando il link. Aveva ragione Renzo Audisio, gli mancano proprio le basi della Libertà. Non per niente si definisce Liberista. Lottieri a leggera quell'articolo, che ho letto su Libero il giorno che è stato pubblicato, deve aver avuto un mal di pancia istantaneo.


  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da IX Febbraio Visualizza Messaggio
    Giannino è stato repubblicano e lo conosco molto bene....bravo lo è sempre stato..proprio serissimo magari no..è stato sempre abbastanza opportunista da scendere e montare su cavalli diversi come il miglior Frankie Dettori...comunque Tremonti l'ho sentito in una lunga intervista ieri su Cnbc Class e mi sembra che a forza di ragionare sui massimi sistemi planetari stia andando un po' in confusione...ad esempio proporre di creare un grande tavolo per risolvere i problemi di questa che è una delle peggiori crisi finanziarie di tutti i tempi coinvolgendo ovviamente anche la Cina(perchè oggi la liquidità è solo in Asia e nel Golfo..) e allo stesso tempo misure protezionistiche contro la Cina la vedo dura da mettere insieme...
    Giannino è Repubblicano e continua ad avere una sedia nel direttivo del PRI. E' certamente serio e bravo, e non credo in tutta questa sua smania di salire nel carro del vincitore, altrimenti non starebbe nel PRI e manco andrebbe alle manifestazioni del Movimento Libertario, stringendo ottimi raporti con gli Anarcocapitalisti Italiani. Piutosto trovo che sia un arguto osservatore delle nuove tendenze popolari.

  10. #10
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    Ieri sera c'era tremonti a otto e mezzo e ha detto cose condivisibili e altre meno. Ha parlato dei temi del suo libro, di globalizzazione, della cina e della povertà. Tra le tante cose, dice bene quando parla dell'ingresso della cina nel wto, fatto in fretta e furia, che ha destabilizzato l'economia. Meno bene quando propone l'intervento della politica per regolare il mercato....quando è stata la stessa politica ad accelerare il processo di globalizzazione che il mercato (ovvero il libero scambio) avrebbe gestito in un tasso di tempo piu lungo. Molto male quando attacca il libero mercato, e dovrebbe prendersela con i suoi amici politici e con sè stesso.

 

 
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