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  1. #1
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    Predefinito 69 - A proposito della Repubblica laicista di Francia e della società multietnica

    A proposito della decadenza europea, riporto un articolo molto indicativo sulla non fattibilità assoluta della società multietnica, riferito ai fatti delle periferie parigine di qualche tempo fa


    Brucia la Francia e con lei l’utopia di una società multietnica

    "Multietnica”, un termine che si vuole considerare tipico delle società moderne. I fatti che stanno avvenendo in Francia dimostrano, invece, che è ancora un’utopia.
    Eppure la Francia è considerata un paese in cui l’integrazione di cittadini stranieri è avvenuta con successo, molto più che in altri paesi europei, quasi un modello di come sia possibile assimilare, all’interno di un contesto sociale moderno e strutturato, delle minoranze etniche.
    Certo, anche là esistono zone problematiche, periferie dove il lavoro viene a mancare, famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, delinquenza che trova terreno fertile offrendo, soprattutto ai giovani, un’alternativa alla miseria, un modo in apparenza facile e immediato di riscattarsi dal disagio in cui sono cresciuti, una vita migliore anche se al di fuori dalle leggi dello stato. Ma ben poco contano le leggi di uno stato per chi fatica a riconoscerlo come proprio.
    Questo sentimento di estraneità ha radici profonde. I diritti sociali, l’uguaglianza, sono valori importanti, fondamentali, ma non bastano a spiegare quello che sta succedendo.
    In ogni paese ci sono quartieri più poveri dove si annidano criminalità, perdita di fiducia nelle istituzioni, collera repressa che aspetta solo un’occasione per esplodere, non dappertutto però questa sfocia in proteste così cruente e distruttive come sta accadendo in Francia.
    Sicuramente, in questo caso, la componente etnica ha un grosso peso nell’alimentare le motivazioni e la spinta emotiva che genera questi scontri. Come succede quando ci sono situazioni di disagio, le differenze si acuiscono e vengono percepite come cause scatenanti di reali o presunte ingiustizie subite, di mancate concessioni, di persecuzioni e sfruttamenti.
    Si viene a creare una spaccatura fra i componenti di una minoranza e il resto della popolazione, le caratteristiche di ciascun gruppo (culturali o religiose) vengono esaltate ed esasperate dai suoi membri. A questo punto diventa inevitabile uno scontro che spesso, però, finisce per perdere di vista il problema reale che l’ha scatenato.
    Diventa uno scontro di culture che non cerca uguaglianza ma vuole solo enfatizzare le differenze. Ogni azione, ogni gesto, ogni risposta ricevuta diventa un pretesto per nuovi scontri, nuove violenze, per arroccarsi sulle proprie posizioni che non si sa più nemmeno quali siano ma si sa per certo che devono essere opposte a quelle dell’altra parte.
    Le periferie parigine in fiamme sono ben altro che un tentativo di attirare l’attenzione del governo sulle problematiche sociali che indubbiamente le affliggono. Sono piuttosto un atto di ribellione di una parte della popolazione che non si considera tale e vuole punire uno stato che la ospita ma dal quale non si sente considerata alla pari del resto della popolazione.
    Non sono azioni volte a stimolare un dialogo o volte direttamente all’ottenimento di una qualche reale concessione, sono atti di violenza fine a sé stessa che mirano a disturbare una realtà nella quale si vive da emarginati.
    Il profilo tipo di chi prende parte a questa guerriglia urbana si può delineare così: sono giovani, anche adolescenti, che si muovono per lo più spinti da un desiderio di emulazione, dalla voglia di mettersi in mostra, di vedere le proprie gesta in TV, di far parlare di sé. Non sono gruppi organizzati e non seguono un programma, cioè non compiono azioni volte ad un fine, anche se è plausibile pensare che nell’ombra si muovano figure occulte in grado di manovrare il malcontento e fomentare le violenze con l’ intenzione di ottenere dei benefici.
    Non c’è ideologia politica e nemmeno di religione.
    Mancano prospettive.
    Si colpisce indistintamente tutto ciò che si riconosce come simbolo dello stato: edifici pubblici, scuole, uffici postali, autobus. Si colpisce col solo fine di mettere in atto un’azione eclatante, senza pensare che quei gesti danneggiano il proprio stesso quartiere, con i suoi abitanti, le scuole dove chi studia lo fa per costruirsi un futuro, le piccole industrie dove lavorano persone comuni.
    Si da fuoco a tutto come se non ci fossero più alternative, è una violenza cieca che non sembra lasciare spazio alla speranza di un domani diverso.
    Si bruciano i simboli di un meccanismo di integrazione che ha fallito nel suo intento.
    E’ un quadro che rappresenta la disillusione ma anche la mancanza di qualcosa che non è solo materiale. Al di là delle spiegazioni socio-economiche che si è cercato di dare, manca a queste persone un’identità precisa, il senso di appartenenza ad un gruppo, il sentire che quello che li circonda è un patrimonio comune. Manca un valore condiviso da loro e dagli altri.
    Nonostante la convinzione di vivere in un’epoca dominata da valori materiali, l’elemento di coesione di un gruppo, di un popolo, non può che essere un’idea, qualcosa di comune in cui credere, per cui sentire il desiderio, il bisogno, di essere uniti. Trovare questo elemento è la sfida che si deve vincere per poter dire di aver dato vita a gruppi eterogenei in grado di vivere in armonia.

    Solo allora si avrà una società multietnica.

    http://www.tesionline.it/approfondim...p?id=112&sID=6

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  2. #2
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    Che nostalgia degli splendori del Regno di Francia e del Re Sole:





  3. #3
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    Predefinito ...e nel febbraio 2008 la Danimarca replica alla grande

    DANIMARCA/ ANCORA ATTI VANDALICI IN PERIFERIE URBANE, 11 ARRESTI

    Copenhagen, 17 feb. (AP) - L'ondata di atti vandalici che da una
    settimana sta colpendo la Danimarca non si ferma: questa notte
    sono stati arrestati undici giovani in diverse città della
    Danimarca. Avevano dato alle fiamme scuole, auto e bidoni della
    spazzatura in quartieri periferici abitati…


    http://keypivot.com/danimarca-ancora...ane-11-arresti

    Amici, l'identità europea sta andando a farsi friggere, a furia di buonismo e tolleranza.

  4. #4
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    Predefinito

    Carissimo MaxRed

    condivido che l'identità europea stia diveendo un' utopia per eccessivo buonismo e tolleranza.
    quello che manda oltre all' ideale elemento unitivo è il concetto di persona, che non è solo presupposto culturale ma elemento determinante per l' identità prima della persona ( autocoscienza sociale, chiamala come vuoi) e poi dell' essere fondati su radici comuni.

    Non sono i partiti ad unire perchè rappresenteranno sempre solo una fazione.
    Nobis tuo Bizzzarrro

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da MaxRed Visualizza Messaggio
    DANIMARCA/ ANCORA ATTI VANDALICI IN PERIFERIE URBANE, 11 ARRESTI

    Copenhagen, 17 feb. (AP) - L'ondata di atti vandalici che da una
    settimana sta colpendo la Danimarca non si ferma: questa notte
    sono stati arrestati undici giovani in diverse città della
    Danimarca. Avevano dato alle fiamme scuole, auto e bidoni della
    spazzatura in quartieri periferici abitati…


    http://keypivot.com/danimarca-ancora...ane-11-arresti

    Amici, l'identità europea sta andando a farsi friggere, a furia di buonismo e tolleranza.
    Citazione Originariamente Scritto da bizzzarrro Visualizza Messaggio
    Carissimo MaxRed

    condivido che l'identità europea stia diveendo un' utopia per eccessivo buonismo e tolleranza.
    quello che manda oltre all' ideale elemento unitivo è il concetto di persona, che non è solo presupposto culturale ma elemento determinante per l' identità prima della persona ( autocoscienza sociale, chiamala come vuoi) e poi dell' essere fondati su radici comuni.

    Non sono i partiti ad unire perchè rappresenteranno sempre solo una fazione.
    Nobis tuo Bizzzarrro
    Intanto non riesco a capire di quale identità state parlando. L'unico punto su cui l'Europa può sentirsi unita per similitudine da est ad ovest, e da nord a sud sono le radici cristiane dei diversi popoli. Le stesse radici cristiane, che non abbiamo voluto inserire nel documento di costituzione. Sfido chiunque a trovare un altro punto comune così livellante e non invasivo, perchè è chiaro che anche l'Impero Romano è stato "un punto comune" ...ma di altra natura !

    Poi viene la retorica del vogliamoci bene, non facciamo più la guerra tra noi, siamo tutti fratelli ed altre amenità simili (scusami caro bizzzarrro la franchezza...)
    Sappiamo benissimo che l'Europa si regge sulla finanza, sugli interessi dei più forti, tra i quali noi italiani siamo chiamati a presenziare quando interessa gli altri ecc. ecc.
    Non c'è da stupirsi se prima o poi il castello crolla su se stesso, perchè non vi sono motivi di sangue, di tradizione e di cultura che possono tenere assieme popoli tanto diversi quanto i 25 d'europa in così poco spazio. Siamo mezzo migliardo di persone diversissime tra noi che di sfronte ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo dagli anni '60 in avanti cercano artificiosamente di arginare la marea fingendo d'essere uniti.
    Un esempio in piccolo l'abbiamo avuto con la Guerra dei Boxer ad inizio 900... finito il pericolo, finita l'unità d'intenti.
    Ora questo pericolo, che si chiama riorganizzazione multiraziale ed Islam, non sono eliminabili (senza una guerra condotta espressamente per quello scopo)ed allora l'Europa pasciuta degli interessi, continua a reggersi sulle stampelle per tentare di far fronte ai pericoli.
    I più ipocriti pensano sia possibile o credono di essere credibili pensare che, rimodellare una società (l'Europea) fatta di 25- 30 popoli diversi sotto ogni punto di vista, sottoposti ad immigrazioni extraeuropee martellanti e a pesanti infiltrazioni ed ingerenze islamiche estremiste ...in una società multietnica in perfetta pace e tolleranza. Senza scossoni pure !!!
    Io non lo credo, e questi piccoli tafferugli che abbiamo visto a Parigi due anni fa, gli odierni disordini in Danimarca, come le nostre sempre più frequenti difficoltà nei quartieri periferici delle nostre grandi città (ricordate i cinesi a Milano) credo siano invece l'inizio del caos che prossimamente dovremo vivere, sperando di sopravvivere al mutare degli eventi futuri, che non sarà per nulla pacifico.
    Spero di sbagliarmi...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Intanto non riesco a capire di quale identità state parlando. L'unico punto su cui l'Europa può sentirsi unita per similitudine da est ad ovest, e da nord a sud sono le radici cristiane dei diversi popoli. Le stesse radici cristiane, che non abbiamo voluto inserire nel documento di costituzione. Sfido chiunque a trovare un altro punto comune così livellante e non invasivo, perchè è chiaro che anche l'Impero Romano è stato "un punto comune" ...ma di altra natura !

    Poi viene la retorica del vogliamoci bene, non facciamo più la guerra tra noi, siamo tutti fratelli ed altre amenità simili (scusami caro bizzzarrro la franchezza...)
    Sappiamo benissimo che l'Europa si regge sulla finanza, sugli interessi dei più forti, tra i quali noi italiani siamo chiamati a presenziare quando interessa gli altri ecc. ecc.
    Non c'è da stupirsi se prima o poi il castello crolla su se stesso, perchè non vi sono motivi di sangue, di tradizione e di cultura che possono tenere assieme popoli tanto diversi quanto i 25 d'europa in così poco spazio. Siamo mezzo migliardo di persone diversissime tra noi che di sfronte ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo dagli anni '60 in avanti cercano artificiosamente di arginare la marea fingendo d'essere uniti.
    Un esempio in piccolo l'abbiamo avuto con la Guerra dei Boxer ad inizio 900... finito il pericolo, finita l'unità d'intenti.
    Ora questo pericolo, che si chiama riorganizzazione multiraziale ed Islam, non sono eliminabili (senza una guerra condotta espressamente per quello scopo)ed allora l'Europa pasciuta degli interessi, continua a reggersi sulle stampelle per tentare di far fronte ai pericoli.
    I più ipocriti pensano sia possibile o credono di essere credibili pensare che, rimodellare una società (l'Europea) fatta di 25- 30 popoli diversi sotto ogni punto di vista, sottoposti ad immigrazioni extraeuropee martellanti e a pesanti infiltrazioni ed ingerenze islamiche estremiste ...in una società multietnica in perfetta pace e tolleranza. Senza scossoni pure !!!
    Io non lo credo, e questi piccoli tafferugli che abbiamo visto a Parigi due anni fa, gli odierni disordini in Danimarca, come le nostre sempre più frequenti difficoltà nei quartieri periferici delle nostre grandi città (ricordate i cinesi a Milano) credo siano invece l'inizio del caos che prossimamente dovremo vivere, sperando di sopravvivere al mutare degli eventi futuri, che non sarà per nulla pacifico.
    Spero di sbagliarmi...
    Caro Alberto, hai ragione quando dici che il Cristianesimo è la base di tutti i popoli europei, e condivido il tuo sdegno sul fatto che i burocrati di Bruxelles in nome di chissà quale idea hanno rinunciato ad inserirlo nella carta comune. L'identità di cui parlo comprende ovviamente anche la religione cristiana, oggi più che mai minacciata dai laicisti idioti più che dagli islamici: sono infatti le maestre d'asilo italiane a decidere autonomamente di non fare il Presepe e di non celebrare il Natale per "non urtare la sensibilità delle altre religioni" (come se istruissimo kamikaze negli asili). Oltre a questo ci sono le nostre tradizioni popolari, magari diverse anche nella stessa Italia ma così sacre e così importanti, ora purtroppo non più sentite a causa dello smarrimento di valori da parte della componente giovanile e della società multietnica disgregatrice, voluta solo dai big della finanza per modellare i popoli a loro piacimento e per imporre il denaro come unico dio (ciò permette loro di chiamare orde di immigrati per avere manodopera a costi bassissimi e impoverire gli autoctoni che rimangono sempre più precari o disoccupati). Purtroppo in futuro si andrà di male in peggio, io garantisco che continuerò a mangiare polenta e a credere nella Santa Chiesa.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Intanto non riesco a capire di quale identità state parlando. L'unico punto su cui l'Europa può sentirsi unita per similitudine da est ad ovest, e da nord a sud sono le radici cristiane dei diversi popoli. Le stesse radici cristiane, che non abbiamo voluto inserire nel documento di costituzione. Sfido chiunque a trovare un altro punto comune così livellante e non invasivo.....
    Infatti, ma l' Europppa è un pò come la repubbblica: una grande truffa.
    Tre, tra loro, sono le differenze:
    • con la repubbblika, la balla del bene del popolo nascondeva le mire di ideologie e partiti ben noti
    • con l'Europppa, la balla del bene dei popoli nasconde gli interessi immensi dei potentati economici e dei loro mercenari
    • l'Europa, grazie alla repubblica che ha annullato ogni valore e sentimento civile e spirituale nella maggior parte dei paesi cosidetti avanzati, non ha nemmeno bisogno di ricorrere all'infamia di brogli referendari per truffare volontà e sentimenti dei popoli

    Amen.
    Per cosa parlare di radici o quant'altro? Questi popoli saranno ancor meglio truffabili se senza coscienza di se stessi, ancor più facilmente avviati alla miseria e all'impölosione se, senza coscienza di spiritualità propria, verranno mescolati e rimescolati con etnie i figli delle quali, resi cittadini europei, sono tanto utili al profitto dei pescecani della finanza.
    E riamen.

  8. #8
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Certo, Michele, sono della Tua opinione. L'unione è un calderone senz'anima e, quel che è peggio, che prima o poi si rivelerà esplosivo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Fante d'Italia Visualizza Messaggio
    Certo, Michele, sono della Tua opinione. L'unione è un calderone senz'anima e, quel che è peggio, che prima o poi si rivelerà esplosivo.
    ...magari pure con l'aggiunta della Turchia che non c'entra una mazza. Mannaggia a Bruxelles

 

 

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