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    Predefinito Italiani più poveri operai verso destra

    http://www.repubblica.it/2008/03/sez...ggi-demos.html

    Il sondaggio Demos-Coop evidenzia l'incertezza sul futuro
    Il 46% si sente "ceto popolare". Studenti e pensionati preferiscono il Pd

    Italiani più poveri
    operai verso destra

    di FABIO BORDIGNON e LUIGI CECCARINI



    UNA SOCIETÀ che si sente in affanno, e soffre di incertezza se guarda al futuro. Il sentimento di declino accompagna le prospettive non solo delle classi popolari, ma anche del ceto medio: per entrambe le componenti è cresciuta, in questa fase, la percezione di scivolare verso il basso, nella scala sociale. Si tratta di un clima di opinione diffuso, che inevitabilmente intreccia il dibattito pre-elettorale. E' quanto emerge dai risultati della 17sima indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale, curata da Demos per Coop, che ha approfondito il tema delle classi sociali.

    Erano il 40%, nel 2006, gli italiani che ritenevano di appartenere al ceto popolare o alla classe operaia, oggi sono il 46%. Quanti si "sentono" ceto medio sono diminuiti dal 54 al 49%. Si è ulteriormente assottigliata anche la componente di chi si definisce ceto superiore, che comprende appena il 5% della popolazione. Chi lavora come operaio tende, prevedibilmente, a posizionarsi nella parte bassa della gerarchia sociale. Ma, in misura maggiore rispetto ad altre categorie, ritiene di essere arretrato: nel 2006 gli operai comuni che si definivano ceto popolare/classe operaia erano il 71%, oggi sono l'84%. Lo stesso avviene per quelli specializzati: il dato è salito dal 58 al 68%. E' una tendenza che non si registra tra chi lavora in modo indipendente.

    Questa "sindrome del declino", dunque, colpisce in modo diverso le componenti della società italiana. Dal 2006 a oggi la quota di cittadini che ritiene peggiorata la situazione economica personale è salita dal 36 al 51%. E' una valutazione che tocca in particolare quanti sentono di appartenere alla categoria dei ceti popolari: ne soffre il 63% (era il 44% due anni fa). Lo stesso andamento si registra presso i ceti medi (42%) e in quelli superiori (38%), ma in misura più contenuta rispetto al dato generale.


    Nell'opinione degli italiani, ciò che differenzia maggiormente la classe operaia dal ceto medio non è tanto la considerazione e l'immagine sociale, che perde importanza come fattore di distinzione (dal 26 al 18%), ma aspetti tangibili. La ricchezza economica oppure il pos***** di beni come la casa sembrano, rispetto al passato, discriminare maggiormente: averli o meno condiziona, infatti, il benessere delle famiglie in situazioni di difficoltà.

    Se la valutazione retrospettiva non è buona, quella sul futuro non si presenta migliore. Il sentimento di incertezza compromette la progettualità delle famiglie e la voglia di guardare avanti in ottica costruttiva. Secondo i dati Demos-Coop, il 54% degli italiani ritiene inutile fare progetti impegnativi per sé e per la propria famiglia. Tra quanti si ritengono ceto popolare/classe operaia si arriva al 60% e al 50% nelle classi medie. La quota si abbassa solo fra chi ritiene di essere parte del ceto superiore (29%).

    Un quadro di questo tipo si riflette, inevitabilmente, sull'agenda dei problemi da affrontare. Secondo i cittadini, le tematiche economiche sono, oggi, la priorità: aumento dei salari e delle pensioni, controllo dei prezzi, riduzione delle tasse. I ceti popolari indicano anzitutto l'incremento del reddito (52%) e la lotta all'inflazione (36%). Quest'ultimo punto è sentito in egual misura anche nel ceto medio. Più trasversale è la riduzione delle tasse.

    Il sondaggio ha indagato infine, sugli orientamenti di voto delle categorie socio-professionali: risultati che disegnano un quadro in parte noto, in parte leggermente ridefinitosi rispetto alle precedenti consultazioni. Gli operai, in particolare, sono tornati a votare in maggioranza (come prima del 2006) per la coalizione che sostiene Berlusconi (46%), che mantiene, allo stesso tempo, un margine ampio in altri settori: fra i lavoratori autonomi e gli imprenditori (58%), innanzitutto, ma anche fra i liberi professionisti (54%) e le casalinghe (53%). Pdl e alleati risultano in vantaggio anche presso il ceto medio dipendente del settore privato (circa sei punti di scarto tra tecnici e impiegati), mentre i lavoratori del settore pubblico, secondo tradizione, si orientano maggiormente verso il Pd. La coalizione di Veltroni, infine, sopravanza lo schieramento avversario fra gli studenti (44%) e i pensionati (46%).

    (Da oggi è disponibile il nuovo sito di Demos&Pi dove è possibile trovare i risultati e le analisi tratte dalle indagini svolte dall'istituto in ambito politico e sociale, su scale locale, nazionale e internazionale)

    (21 marzo 2008)

  2. #2
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    sarà anche colpa della tv.
    ma il CSN si prenda le sue colpe.
    ha una classe dirigente adatta a parlare alla city, ma sempre meno alla provincia povera italiana.

  3. #3
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    Non so perchè, ma alcuni dati sulle intenzioni di voto non mi convincono (da una parte e dall'altra)

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Arthur Visualizza Messaggio
    sarà anche colpa della tv.
    ma il CSN si prenda le sue colpe.
    ha una classe dirigente adatta a parlare alla city, ma sempre meno alla provincia povera italiana.
    Completamente d'accordo. L'andamento delle ultime tornate elettorali infatti è sempre stato questo: centrosinistra benissimo in città e malissimo in provincia e nei piccoli centri. Comunque, trattandosi di un elettorato debole, anche la TV ha fatto sicuramente la sua parte.

  5. #5
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    Anch'io sono d'accordo, si deve tornare fra la gente abbandonando i bei salotti, saper ascoltare e soprattutto agire per dare risposte concrete ai loro bisogni.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Completamente d'accordo. L'andamento delle ultime tornate elettorali infatti è sempre stato questo: centrosinistra benissimo in città e malissimo in provincia e nei piccoli centri. Comunque, trattandosi di un elettorato debole, anche la TV ha fatto sicuramente la sua parte.
    Perchè, studenti (che in Italia sono in maggioranza studenti umanistici), pensionati e lavoratori pubblici sarebbero un ceto forte?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Perchè, studenti (che in Italia sono in maggioranza studenti umanistici), pensionati e lavoratori pubblici sarebbero un ceto forte?
    Sicuramente più di Operai e Casalinghe

    e per inciso il dato sui Pensionati è proprio uno di quelli che non mi convince

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Completamente d'accordo. L'andamento delle ultime tornate elettorali infatti è sempre stato questo: centrosinistra benissimo in città e malissimo in provincia e nei piccoli centri. Comunque, trattandosi di un elettorato debole, anche la TV ha fatto sicuramente la sua parte.


    sarà.
    ma non la sopravvalutiamo.
    a sin. c'è un deficit di capacità propagandistica notevole. tant è vero che uolter l'hanno dovuto chiamare soprattutto per questo. c'è gente che quando va in tv è preoccupata solo del giudizio dei circoli finanziari mondiali o delle elite intellettuali, così dice cose incomprensibili per la gran parte della gente.
    a destra sono macchine da guerra.
    persino "gli acculturati" come tremonti vanno in tv a fare propaganda usando senza ritegno argomenti che inorridiscono gli intellettuali ma fanno presa enorme sul pubblico maggioritario intellettualmente debole.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Arthur Visualizza Messaggio
    sibili per la gran parte della gente.
    a destra sono macchine da guerra.
    persino "gli acculturati" come tremonti vanno in tv a fare propaganda usando senza ritegno argomenti che inorridiscono gli intellettuali ma fanno presa enorme sul pubblico maggioritario intellettualmente debole.
    Intellettualmente debole sarai tu e i tuoi e tutti gli spocchiosi della sinistra italiana.

  10. #10
    Aurora86
    Ospite

    Arrow Non E' Una Novità...



    Non è una novità che gli operai votano a destra in maggioranza, e questo travaso è avvenuto esattamente da quando a sinistra-centro hanno sostituito i proletari del quarto stato dipinti nel celebre quadro di Pelizza Da Volpedo, con "ingegneri tangentisti rei confessi" e "illustri calzolai"...


 

 
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