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  1. #1
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    Predefinito Politologi, il PD e la Questione Socialista

    ---------
    Ha scritto qualcuno che il 15 aprile ci sarà il possibile decesso (che comunque spero non avvenga) del socialismo italiano che avrà però, mandanti e sicari ben precisi individuabili nel Pd, come hanno ben commentato di recente Massimo Franco, Enrico Rusconi ed Ernesto Galli della Loggia.

    In effetti, si supera o non si supera la soglia del 4%, dopo il 15 aprile la questione socialista in Italia si riproporrà nella sua intatta drammaticità: l'intrinseca debolezza e la persistente frammentazione di un'area socialista che non riesce a trovare e costruire il soggetto politico che la possa rappresentare nella sua totalità sociale ed elettorale.

    Sul Corsera di ieri nel bell'articolo di Massimo Franco - L'Europa di fronte all'anomalia parallela del sistema italiano - si legge: “…la polemica mette in ombra che a livello europeo viene attribuita all'Italia una doppia anomalia. Una riguarda il Pdl berlusconiano; l'altra il Partito democratico di Walter Veltroni, seppure per motivi molto diversi. Il Pd rischia di trovarsi ad affrontare problemi di identità non irrilevanti, in prospettiva. E non per la questione del fascismo o del comunismo, ma per il suo profilo continentale tuttora indefinito. Se si dovesse eleggere adesso il Parlamento di Strasburgo, il Pd avrebbe parlamentari iscritti a gruppi separati: in uno, quello dell'Alde (Alleanza liberali e democratici europei), gli ex della Margherita; nel Pse, gli ex diessini.
    Fra un anno si voterà davvero in Europa, e non è detto che allora la questione sarà stata risolta. L'ha ricordato candidamente Massimo D'Alema, ministro degli Esteri uscente e vicepresidente dell'Internazionale socialista. I socialisti europei debbono trovare «un modo e una denominazione che consenta di stare tutti insieme», ha dichiarato ieri D'Alema. Si trovava a Bruxelles, reduce da un incontro con i leader laburisti inglese e spagnolo, Gordon Brown e José Rodriguez Zapatero. E raccontava la simpatia e l'interesse che gli alleati europei mostrano nei confronti del Pd.
    Ma anche il movimento veltroniano è un esperimento: e rischia tensioni interne forti, in caso di sconfitta alle elezioni del 13 aprile. Rispetto a un D'Alema che già considera il partito «nella famiglia riformista e socialista», la componente ex popolare non sembra disposta all'arruolamento nelle file socialiste. Il risultato è un'Italia che si presenta con un Pdl destinato a rimanere un sorvegliato speciale in Europa; e le parole dette ieri da Berlusconi a favore di Israele e contro il dialogo con Hamas confermano una sterzata in politica estera, se il centrodestra vince. Ma sull'altro fronte c'è anche un Pd che chiede al Pse di cambiare nome per permettergli di non spaccarsi. Più che una doppia anomalìa, rischia di diventare un doppio handicap
    ."

    Riflessioni che riecheggiano quelle scritte lucidamente da Galli della Loggia il 9 marzo sul Corsera :
    “…. Se ci si pensa bene, infatti, sono stati Prodi e i cattolici cosiddetti democratici, è stata proprio la loro presenza, la sponda politica da essi offerta, che ha consentito agli ex Pci di non diventare ciò che a nessun costo la maggioranza di essi, in obbedienza al proprio codice genetico, voleva diventare: socialdemocratici. Che cioè ha evitato quello che altrimenti sarebbe stato l’esito ovvio, direi inevitabile, della fine della loro vicenda.
    Grazie invece alla presenza di quella peculiare corrente del cattolicesimo politico, all’interesse vivissimo da essa sempre coltivato per la vicenda comunista, e dunque all’incontro reciproco scritto in un certo senso nelle cose, grazie a tutto ciò, gli ex Pci sono stati in grado di uscire dalla strettoia in cui la loro storia li aveva cacciati, potendo dar vita all’ennesima anomalia italiana. Ad un’entità politica, il Partito democratico, della cui denominazione (e della cui sostanza), come si sa, non vi è traccia in alcun altro lessico della sinistra europeo-occidentale
    .” (…)

    E anche Rusconi sulla Stampa dell’ 11 marzo, riconosceva, parlando della vittoria di Zapatero, il grande ruolo rivestito da un partito socialista in una nazione europea ed esprimeva il suo sconcerto per l’eclisse del socialismo in Italia:
    “(..) Una serena, ferma e dignitosa difesa dello Stato laico vince elettoralmente in una democrazia matura. Questa è la semplice lezione del successo di José Luis Zapatero. Sappiamo che le varianti in gioco nelle elezioni spagnole erano e sono molte. Sappiamo che le differenze tra l’Italia e la Spagna sono grandi. Ce ne siamo dimenticati, anche per una certa provinciale supponenza che per decenni ci ha illuso di «essere più avanti» degli spagnoli. Adesso ci stanno dando molte lezioni: dal dinamismo economico all’impegno nelle istituzioni europee. Da qualche tempo ci offrono pure l’esempio di uno Stato che ha riscoperto il gusto della propria autonomia e dignità nel dimostrare con i fatti di essere l’unico depositario dei criteri dell’etica pubblica. Il plusvalore della laicità ha certamente rafforzato la prospettiva «socialista» della politica zapateriana, che punta sulla valorizzazione della «cittadinanza sociale». Solo l’eutanasia del socialismo nel nostro Paese impedisce di cogliere il nesso fecondo tra socialismo della cittadinanza e diritti civili.”

  2. #2
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    Ho letto un po' i post di questo forum e anche da quelli si può vedere benissimo il guazzabuglio italiano. Per quanto riguarda il Pd, nemmeno nel partito democratico americano (che pure non è socialista), sarebbero ipotizzabili una Binetti o un Calearo (ma neppure un Colaninno o un Bobba) figuriamoci poi in un partito socialista europeo. Stesso casino in SA: per esempio, sulla questione del Tibet, Bertinotti è stato l' unico politico che in Italia ha ricevuto il Dalai Lama e che in Cina ha parlato di libertà di espressione e di diritti sindacali per i lavoratori (nemmeno la Bonino lo ha fatto) e Sa è l' unica forza politica (non sindacale) a manifestare contro la repressione cinese. Se però si va sul forum di Rifondazione, si può vedere che la minoranza Prc considera i tibetani tutti agenti della Cia e la Cina un faro per i lavoratori. A breve termine tutte queste contraddizioni possono anche essere tenute insieme, però io non credo che delle formazioni in cui l'eterogeneità è così eccessiva abbiano un futuro, perchè certe contraddizioni mi sembrano inconciliabili. A medio termine, secondo me, ci saranno implosioni, scomposizioni e ricomposizioni. A lungo termine... beh lì, come diceva Keynes, saremo tutti morti.

    Ps: non parlo del ceto politico che si autoperpetua, ma della base dei partiti e della percezione dei cittadini elettori. Purtroppo l'anomalia berlusconica (su cui giocano i dirigenti Pd, senza peraltro avere MAI fatto nulla per porvi rimedio, perchè gli fa MOLTO comodo) intralcia questi processi, ma l' uomo ha 71 anni e l'anagrafe è contro di lui.

  3. #3
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    tutto vero quanto viene detto nell articolo


    i problemi x il PD ci sono....


    di sicuro nn riguardano la componente ex diessina visto che si punta al PSE...



    l'anomalia italiana c'è tutta...

    una destra in larga parte inventata nel 94 che raccoglie di tutto (ex PCI-PSI-DC-PRI-PLI)

    una scomparsa dei socialisti

    una sinistra radicale molto forte e frammentata

    una parte moderata di csx che ha formato il PD fatta di ex PCI e ex DC più vari personaggi di diversa estrazione



    detto ciò però mi viene da pensare un pò:
    1) xke a destra si è data fiducia a SB nonostante nn avesse un partito presente invece che a una destra un pò + classica tipo AN/destra DC?
    2) perchè i voti e gli eletti socialisti sono andati in larga misura in FI quando nel 1994 vi era un'alleanza progressista di sinistra?
    3) perchè il PDS che nel 94 e 96 era egemone sul csx nn ha mai raccolto + del 21%?


    prendendo atto che la situazione è questa,mi si vuole spiegare cosa si sarebbe dovuto fare?


    a livello di PD e di altri partiti del csx?

  4. #4
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    voi mi direte "facciamo un grande PS che si rispecchia nel PSE"


    e io vi dico "perfetto"



    poi però si entra nei soliti di discorsi...


    chi ci mettiamo dentro?

    voi mi direte DS-SDI-Socialisti di Craxi-PSDI e residuati della I repubblica...di altri partiti che si riconoscono nel PSE nn ne vedo....



    ottimo....



    poi iniziamo a pensare a quanti voti si può arrivare....al 20/22%...non di più direi....


    poi pensiamo a quali politici potrebbero comporre la classe dirigente:
    Veltroni
    D'Alema
    Fassino
    Mussi
    Boselli
    Craxi
    Bersani
    e altri baroni diessini...


    poi pensiamo ai militanti,alle sezioni....lo SDI ne ha...poniamo anche che ne abbia 70.000 (abbondando visti i risultati elettorali)...bene i DS ne avevano più di 600.000



    in sostanza cosa avremmo avuto?
    un PS aderente al PSE con un 20/22% dei voti visto come la continuzione della storia PCI-PDS-DS visto che almeno l'85% dei voti provenivano dai DS,con un numero di militanti provenienti dai DS assolutamente dominante...


    avremmo avuto l'ennesima tappa di cambiamento del vecchio PCI...così come nel 1998 si sono uniti i Cristiano Sociali, i Laburisti, i Comunisti Unitari e altre forze minori x fare i DS....



    questo avremmo avuto....e cosa sarebbe cambiato?


    csx fatto da
    1) PS (DS,SDI e socialisti vari)
    2) cattolici,dipietristi
    3) verdi e comunisti

    il che mi starebbe benissimo se nn fossimo in Italia visto che le 3 forze nn avrebbero avuto un vero partito guida visto che oltre il 25% il PS nn sarebbe andato e che le altre 2 parti sarebbero state sul 12/15% e sul 10/12%....

  5. #5
    European Socialist
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    come non quotare gli articoli menzionati.

    la seconda repubblica,fra frammentazioni varie e riassemblamenti,ha prodotto un'anomalia macropartitica notevole.

    il contesto partitico storico è stato resettato per lasciar spazio a dei "contenitori" che hanno di tutto e di più,ma non una collocazione di idee e di valori coerenti con una determinata azione politica!

    ecco che i maggiori partiti si presentano oggi come una miscela di confessionalismo,moderatismo (cioè con modeste tendenze verso il conservatorismo o il riformismo),vaghezza liberale e tramite l'azione politica del populismo,della personalità del leader,degli intrallazzi con gli alti poteri...

    la polarizzazione che vi è fra SA-UDC o PS-La Destra,paradossalmente non si presenta nei grandi partiti,i quali si contendono la guida del governo e la gran parte dei consensi degli Italiani!!!

    le ragioni sono riconducibili ad un modo di far politica tipicamente da seconda repubblica...l'anti-Berlusconi,l'inciucio prodiano-ulivista fra popolari e post-comunisti (e in parte gruppetti esuli dei vecchi movimenti),lo stemperamento dei valori storici per garantire probabili posizioni di governo e accordi duraturi (Fini ne sa qualcosa) e infine un sistema elettorale maggioritario che tramite un bipolarismo forzoso,a posto di ridurre la frammentazione,l'ha accentuata!

    i Socialisti,nonostante il cataclisma abbattutosi,sono riusciti con molta fatica a radunare un gruppetto organizzato che si rifà alla storia secolare del PSI e alle istanze del Socialismo Europeo!

    in un contesto di riassemblamenti in fretta e furia per garantirsi poltrone e posizioni di governo prestigiose,c'è chi,cosciente della propria minoranza,ha optato per creare un'esperienza associativa tipicamente socialista e forte nelle idee!

    è questo che ha fatto storcere il naso ai "democratici",i quali vedono un concorrente dietro le spalle pronto a rivendicare per mezzo di un cammino storico e ideologico,una parte della tradizione italiana che il PD vorrebbe accaparrarsi per favorirsi il ruolo strategico nel centro-sinistra in Italia,e una buona rappresentanza nell'europarlamento!

    Veltroni ci ha definito "rompicoglioni"... non per semplice coincidenza,no!?

  6. #6
    Apolide
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    come non quotare gli articoli menzionati.

    la seconda repubblica,fra frammentazioni varie e riassemblamenti,ha prodotto un'anomalia macropartitica notevole.

    il contesto partitico storico è stato resettato per lasciar spazio a dei "contenitori" che hanno di tutto e di più,ma non una collocazione di idee e di valori coerenti con una determinata azione politica!

    ecco che i maggiori partiti si presentano oggi come una miscela di confessionalismo,moderatismo (cioè con modeste tendenze verso il conservatorismo o il riformismo),vaghezza liberale e tramite l'azione politica del populismo,della personalità del leader,degli intrallazzi con gli alti poteri...

    la polarizzazione che vi è fra SA-UDC o PS-La Destra,paradossalmente non si presenta nei grandi partiti,i quali si contendono la guida del governo e la gran parte dei consensi degli Italiani!!!

    le ragioni sono riconducibili ad un modo di far politica tipicamente da seconda repubblica...l'anti-Berlusconi,l'inciucio prodiano-ulivista fra popolari e post-comunisti (e in parte gruppetti esuli dei vecchi movimenti),lo stemperamento dei valori storici per garantire probabili posizioni di governo e accordi duraturi (Fini ne sa qualcosa) e infine un sistema elettorale maggioritario che tramite un bipolarismo forzoso,a posto di ridurre la frammentazione,l'ha accentuata!

    i Socialisti,nonostante il cataclisma abbattutosi,sono riusciti con molta fatica a radunare un gruppetto organizzato che si rifà alla storia secolare del PSI e alle istanze del Socialismo Europeo!

    in un contesto di riassemblamenti in fretta e furia per garantirsi poltrone e posizioni di governo prestigiose,c'è chi,cosciente della propria minoranza,ha optato per creare un'esperienza associativa tipicamente socialista e forte nelle idee!

    è questo che ha fatto storcere il naso ai "democratici",i quali vedono un concorrente dietro le spalle pronto a rivendicare per mezzo di un cammino storico e ideologico,una parte della tradizione italiana che il PD vorrebbe accaparrarsi per favorirsi il ruolo strategico nel centro-sinistra in Italia,e una buona rappresentanza nell'europarlamento!

    Veltroni ci ha definito "rompicoglioni"... non per semplice coincidenza,no!?

    Quoto.

  7. #7
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    certo che i socialisti ci sono riusciti...con l'1%...



    qualunque cosa ce la fa a metter assieme l'1%

  8. #8
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da lucaBI Visualizza Messaggio
    certo che i socialisti ci sono riusciti...con l'1%...
    qualunque cosa ce la fa a metter assieme l'1%
    la politica non si fa con le percentuali...si fa con le idee ed i valori!

    ve ne renderete conto quando i Radicali diranno una cosa in contraddizione diretta con quella degli ex-DL!
    a cosa vi serve un 30% di frittura mista,se poi non siete nemmeno d'accordo sulla riforma elettorale!!!

    quello che conta non è la poltrona a Palazzo Chigi (visto che siete convinti di arrivar a governare),quello che conta è avere le idee chiare su tutte le questioni,sociali soprattutto...questo serve all'Italia!

    altrimenti farete la fine di Prodi e del L'Unione!

    ti lascio con un aneddoto:

    Craxi con il 10%,rispetto al 30 e rotte della DC,riuscì a pilotare il governo pentapartitico verso la modifica del Concordato;riuscì a compattare la maggioranza e parte dell'opposizione riguardo alla questione palestinese;riuscì ad affrontare dignitosamente (come non mai) la crisi diplomatica di Sigonella con Reagan!


    il 10%!

  9. #9
    Apolide
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    la politica non si fa con le percentuali...si fa con le idee ed i valori!

    ve ne renderete conto quando i Radicali diranno una cosa in contraddizione diretta con quella degli ex-DL!
    a cosa vi serve un 30% di frittura mista,se poi non siete nemmeno d'accordo sulla riforma elettorale!!!

    quello che conta non è la poltrona a Palazzo Chigi (visto che siete convinti di arrivar a governare),quello che conta è avere le idee chiare su tutte le questioni,sociali soprattutto...questo serve all'Italia!

    altrimenti farete la fine di Prodi e del L'Unione!

    ti lascio con un aneddoto:

    Craxi con il 10%,rispetto al 30 e rotte della DC,riuscì a pilotare il governo pentapartitico verso la modifica del Concordato;riuscì a compattare la maggioranza e parte dell'opposizione riguardo alla questione palestinese;riuscì ad affrontare dignitosamente (come non mai) la crisi diplomatica di Sigonella con Reagan!


    il 10%!

    Hai fatto bene a ricordarlo a questa gente che vede la percentuale alle elezioni come un moloc a cui sacrificare la propria identità, le proprie convinzioni, i propri ideali.

    Ogni qualvolta attaccano il Partito Socialista sulla consistenza numerica mi rendo conto sempre più dell'importanza della mia scelta e di quella dei miei compagni rispetto a chi decide come una pecora che va dove la porta il gregge.

    Non c'è soddisfazione più grande che lottare per quello in cui si crede.

  10. #10
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    craxi governava 20 anni fa con una situazione diversa da quella attuale...

    se anche aveste il 10% e il PD il 40% e si governasse insieme credete che potreste fare quello che fece craxi col 10% con la DC??


    veramente fate dei discorsi che fan cadere le braccia...


    ma pensate di essere gli unici ad avere valori,ideali,idee x governare???




    la differenza è tra chi è disposto a scendere a compromessi x ottenere qualcosa e chi fa il duro e puro che non si svende e passa il tempo a sbraitare senza ottenere nulla....


    spero che almeno ve ne rendiate conto....

 

 
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