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Risultati da 1 a 10 di 83
  1. #1
    anarchico
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  2. #2
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    Predefinito Grazie

    Grazie Oggettivista per aver postato il video. Il nostro forum impone la presentazione, la aspettiamo con piacere.

  3. #3
    anarchico
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    Predefinito Presentazione

    Sono un ex cattolico sbattezzato la cui visione della spiritualità, che credo di poter considerare omogenea a quella dell'advaita vedanta, si pone agli antipodi di quella cattolica basata sull'adesione ad una fede dogmatica irrazionale e contraddittoria. Mi considero un libertarian in quanto credo nell'assioma libertario di non aggressione in base al quale nessuno può aggredire la persona e la proprietà altrui. Condanno pertanto tanto la chiesa che ottiene le proprie entrate attraverso la coercizione delle tasse quanto, a titolo di esempio, chi pretende che gli aborti vengano finanziati a spese della cosiddetta collettività.
    Credo tanto nella non violenza quanto nella resistenza non violenta a differenza dei cristiani la cui bibbia prescrive loro di sottomettersi supinamente alle autorità politiche.

  4. #4
    anarchico
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Ciaoo! Un altro sbattezzato, almeno non facciamo più media così
    Fa piacere sapere di essere in buona compagnia . Ho spedito la raccomandata più importante della mia vita il 25 febbraio. Sai quanto tempo devo attendere prima di ricevere una lettera da parte della parrocchia che confermi l'avvenuta cancellazione del mio nome dal registro dei battezzati ?.

  5. #5
    Ignis
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Ciaoo! Un altro sbattezzato, almeno non facciamo più media così
    E siamo in tre sbattezzati

  6. #6
    Ignis
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    Citazione Originariamente Scritto da oggettivista Visualizza Messaggio
    Fa piacere sapere di essere in buona compagnia . Ho spedito la raccomandata più importante della mia vita il 25 febbraio. Sai quanto tempo devo attendere prima di ricevere una lettera da parte della parrocchia che confermi l'avvenuta cancellazione del mio nome dal registro dei battezzati ?.
    Mah guarda io ho dovuto attendere un mesetto circa....

  7. #7
    anarchico
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    Citazione Originariamente Scritto da Schwarzefront Visualizza Messaggio
    Mah guarda io ho dovuto attendere un mesetto circa....
    ...aspetterò. Grazie per la tua risposta.

  8. #8
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    Predefinito Sbattezzati :restate in tema

    Certo avete trovato qualcosa che Vi accomuna, ma ritornate al tema iniziale.

  9. #9
    anarchico
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    Predefinito Otto per mille: quanto costa la Chiesa agli italiani

    http://www.disinformazione.it/otto_per_mille.htm

    2 luglio 2007 - Paolo Boccuccia - tratto da www.rinascita.info

    Con la revisione-riconferma del Concordato del 1929 sottoscritta nel 1984 dal governo Craxi, (due grandi errori commessi da due grandi uomini di Stato) il Cattolicesimo ha cessato (teoricamente) di essere in Italia religione di Stato, anche se nel nuovo testo l’art. 9 recita:
    “La Repubblica italiana riconosce il valore della cultura religiosa (cattolica) e tiene conto che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano”;
    ed anche se, per effetto della revisione della Convenzione economica annessa al nuovo Concordato è stata abolita la “congrua” di sostentamento del clero versata antecedentemente dalle casse dello Stato, tale esborso è stato subito sostituito con il finanziamento “volontario” dell’otto per mille sul gettito totale del patrimonio soggetto ad IRPEF, versato da ogni cittadino ed inserito d’ufficio nei moduli della denuncia dei redditi. Un tale meccanismo di denuncia “caritatevole” dà modo al cittadino-contribuente di scegliere a chi devolvere la decima prescritta: se allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose (cristiane), con l’esclusione quindi di organizzazioni umanitarie laiche, enti di ricerca scientifica e quant’altro (1).
    Ma qui scatta un’astuta trappola escogitata a suo tempo dai nostri “laici” politicanti sull’input dei (mon) signori della Gerarchia: siccome, com’era prevedibile e fu previsto, solo un terzo dei contribuenti, per pigrizia, menefreghismo o disperazione, sceglie a chi devolvere l’obolo, l’art. 37 della relativa legge di attuazione recita:

    “In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione (dei quozienti da distribuire del gettito totale) si stabilisce in proporzione alle scelte (percentualmente) espresse”.
    E poiché, com’era prevedibile e fu previsto, tra la minoranza che opera una scelta solo il 35% non opta a favore della Chiesa Cattolica, questa oltre alla quota parte espressamente assegnatale ottiene di incassare anche l’85% dell’intero gettito relativo.

    L’ammontare di tale cifra, stornata dai redditi dei cittadini ed in un certo senso prelevata direttamente dalle loro tasche, è stato calcolato in circa un miliardo per anno. In teoria, una tale enorme somma dovrebbe essere destinata ad opere di carità; ma le stesse cifre ufficiali della C.E.I. relative al triennio 2002-2004 ammettono che il 46% dell’incasso viene destinato “alle esigenze del culto [del Papa]” (adunate oceaniche, viaggi papali, ecc. ecc.), il 34% al sostentamento del clero e solo il restante 20% ad interventi caritatevoli. Ma in quest’ultima voce, è da notare come la maggior parte di una tale frazione sia destinata all’Opera Missionaria, e quindi ad un lavoro di propaganda e proselitismo in aree non cristiane del mondo.
    All’ingente cifra scucita ogni anno, bon crè mal crè, dai contribuenti, va aggiunta una somma dello stesso ordine di grandezza sborsata direttamente dallo Stato (senza considerare quindi regioni, province e comuni) con le causali più disparate: nel 2004 sono stati destinati 258 milioni per le scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque grandi università cattoliche, 20 milioni per la sola Università dell’Opus Dei (2), 478 milioni per gli stipendi dei 15000 insegnanti di religione passati di ruolo in tutte le scuole di ogni ordine e grado (3).

    Aggiungendo poi ai finanziamenti scolastici quelli relativi agli istituti di sanità gestiti da istituzioni cattoliche, si può calcolare un altro miliardo di spesa da parte dello Stato. La Chiesa gestisce infatti oltre a 6000 centri di assistenza medica, suddivisi in 1853 ospedali e case di cura convenzionati; 729 orfanotrofi, 534 consultori medici, 136 ambulatori, 10 grandi ospedali (tra cui l’Agostino Gemelli in Roma che funge da nosocomio del Vaticano) nonché 111 ospedali di media dimensione, ecc. Nel campo poi della pubblica istruzione (o meglio, dell’istruzione cattolica) la Chiesa italiana dispone di 504 seminari, 6228 scuole materne ed asili, 1280 elementari, 1136 secondarie, cinque grandi università, la cui frequenza ai corsi, che assicura il collocamento post lauream, è ambitissima, e 130 altri atenei di media dimensione, di cui lo Stato paga i finanziamenti e le rette ai corsisti (4).

    Ma come è naturale, un tale enorme patrimonio di produzione e riproduzione viene affiancato da un altrettanto grande apparato di gestione, costituito da 118 sedi vescovili, 12314 parrocchie, quasi altrettanti oratori, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili (la metà dei quali, per le scarse vocazioni, finisce per diventare centri alberghieri a 4 stelle). Inoltre, nella sola area metropolitana di Roma, la Santa Sede e l’episcopato romano possiedono un vastissimo patrimonio immobiliare, dentro e fuori le mura aureliane, pari ad un quinto dell’area urbana che si estende dentro il circuito delle storiche fortificazioni. Solo lo Stato della città del Vaticano possiede cospicue proprietà edilizie extra moenia solo in parte specificate dai Patti Lateranensi del 1929: ad es., il palazzo di Propaganda Fidei a P.zza di Spagna, l’Università Gregoriana, il Collegio Lombardo, il Russicum ecc. ecc.

    Per non parlare dell’area di Santa Maria di Galeria che ospita la Radio Televisione Vaticana che si estende per 44 ettari , ancora oggi al centro di uno scandalo per l’inquinamento elettromagnetico provocato dalle sue emissioni televisive. Su tutto questo immenso patrimonio immobiliare né il Vaticano né la CEI pagano un solo euro di imposte (5). Bisogna aggiungere gli enti ecclesiastici che sono 59.000 e possiedono 90.000 immobili, il cui valore ammonta ad almeno 30 miliardi; ma essi per via della Convenzione economica annessa al Concordato sono esenti dalle imposte sui fabbricati e sui terreni e sui redditi relativi ad enti o istituti, sulle compravendite e su quelle di valore aggiunto: insomma, da ogni carico fiscale e contributivo. In tal modo le istituzioni statali e comunali italiane perdono ogni anno un gettito valutato intorno ai 9 miliardi e mezzo; per cui senza questi privilegi fiscali della Chiesa lo Stato italiano potrebbe dimezzare il carico fiscale diretto e indiretto che grava sui cittadini-contribuenti. Ma come se ciò non bastasse, alle esenzioni fiscali dello Stato è necessario aggiungere quelle comunali, poiché per una recente legge gli enti ecclesiastici “non esclusivamente commerciali” sono esenti dall’ ICI. E siccome per ottenere una tale esenzione è sufficiente che tali enti (alberghi, ristoranti, posti di ristoro ecc.) autocertifichino la loro destinazione “anche” a luoghi di culto (avendo annessa una cappellina o chiesuola6), nessun comune della penisola riceve un euro da tali lucrose attività. In tal modo, i comuni italiani perdono l’incredibile ammontare di 2 miliardi e mezzo all’anno, che sommati ai mancati incassi fiscali dello Stato fanno lievitare a circa 12 miliardi la cifra complessiva dell’evasione fiscale (ladrocinio autorizzato) di Santa Romana Chiesa.

    Immensa cifra che lo Stato ed i Comuni provvedono a ripianare addebitandola in conto tassazione ai cittadini; ognuno di noi versa quindi ogni anno alla Chiesa Cattolica ben più dell’8 per mille dei suoi redditi! Naturalmente si può obiettare che se gli ecclesiastici dovessero pagare le tasse come i comuni cittadini e gli enti laici di ogni natura e finalità, si troverebbero nell’impossibilità di farlo e andrebbero incontro alla bancarotta: istituto giuridico che per via del Concordato primo e secondo non si applica a nessun ente ecclesiastico. Che viene così proclamato immune dal rischio di fallimento e non sottoposto a giudizio del Foro di competenza.
    Ma a parte questo aspetto propriamente giuridico della faccenda, c’è da chiedersi quale sia il ritorno dell’immensa spesa economica sopportata dal popolo italiano per mantenere uno Stato estero (uno pseudo Stato, una finzione giuridica, un’entità fittizia ed artificiale) ed un apparato ecclesiastico che oltretutto si intromette di continuo in tutti gli aspetti della vita nazionale, e non solo esprimendo le sue opinioni, ma mobilitando concrete forze politiche e conducendo costose campagne di pressione che l’abbondanza di denaro disponibile rende possibile attuare. Per un carico finanziario, politico, giuridico e morale tanto schiacciante la controparte non può essere costituita dalla semplice “salvaguardia del valore” di una cultura e dalla soddisfazione di “tener conto dei principi del Cattolicesimo”, nella convinzione (errata) che essi facciano parte (comprese le Crociate, la caccia alle streghe e l’Inquisizione) del patrimonio storico del popolo italiano. Io temo, ed a ragione, che il ritorno del costo sia appannaggio non del popolo, ma della classe politica italiana, che dai tempi della Legge delle Guarentigie e del Patto Gentiloni, pur nelle sue interne contrapposizioni punta sull’appoggio interessantissimo di S.R.C. alle proprie manovre di potere ed alla salvaguardia dei propri interessi politici e personali.

    Note
    Legge N° 122 del 1985
    Secondo Rapporto sulla Laicità in Critica Liberale N° 123-124 Gennaio-Febbraio 2006. pag 31, 39 Legge N° 186 del 2003
    Secondo Rapporto sulla Laicità in Critica Liberale N° 123-124 Gennaio-Febbraio 2006. pag 52, 57
    Agenzia di Ricerca Economica e Sociale Enti Ecclesiastici: le cifre dell’evasione fiscale. Rapporto del 7 Settembre 2006 Legge N° 248 del 2006

    www.disinformazione.it

  10. #10
    anarchico
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    Il Vaticano possiede il 20% dei beni immobili italiani

    http://www.letterealdirettore.it/il-...bili-italiani/

    Ogni giorno si impara qualcosa. Nella trasmissione “Anno zero” di giovedì 17 maggio sono stati citati dati e cifre che indicano che il Vaticano e la Chiesa cattolica, attraverso società ed enti religiosi di vario tipo, è titolare di circa il 20% del patrimonio immobiliare italiano!

    Si tratta a ben vedere di una ricchezza enorme, e che non ha analogie all’estero, poichè significa in pratica che in Italia 1 abitazione su 5 appartiene al Vaticano, direttamente o indirettamente, e su quegli immobili la Chiesa non paga neppure l’ICI, neppure per gli immobili non adibiti a luoghi di culto, ma ad esempio ad attività commerciale, o abitativa (altro privilegio ingiustificato)

    A ciò si aggiunga l’8 per mille delle dichiarazioni dei redditi, che lo Stato versa alla Chiesa (anche quando il contribuente non ha esercitato l’opzione: a meno che il contribuente non destini il suo 8 per mille ad altro scopo, quei soldi vanno alla Chiesa anche se non lo ha voluto apertamente!), ed è una cifra notevole, e altri 970 milioni circa di euro che lo Stato versa alla CEI (altra somma enorme di cui stranamente non si parla mai), altri due privilegi di cui altre confessioni cristiane e religiose non beneficiano in modo tanto cospicuo.

    Qualcuno potrà obiettare che quel denaro serve a scopi caritatevoli e benefici, e in parte sarà anche vero, magari fosse sempre così.

    Purtroppo però in buona parte quel denaro non va affatto ai poveri e ai bisognosi, perchè ad esempio, per quanto riguarda la gestione degli immobili e delle abitazioni, è stato dimostrato che il Vaticano si comporta come un qualsiasi speculatore immobiliare, o affarista che cerca di lucrare il massimo.

    Sempre nella trasmissione citata, veniva indicato che negli ultimi anni per gli immobili di sua proprietà, soprattutto a Roma, il Vaticano ha alzato i canoni di locazione a cifre improponibili per molte famiglie, oppure semplicemente ha iniziato a non rinnovare i contratti di locazione e a sfrattare molti inquilini (anche quelli che pagavano regolarmente), per poi vendere quegli immobili a compagnie alberghiere o società immobiliari, lucrando cifre enormi.

    Venivano intervistati inquilini paraplegici (che il Vaticano ha fatto sfrattare) e altri in situazioni di disagio, che gli enti religiosi non si sono fatti scrupolo di gettare in mezzo a una strada.

    Notevole ipocrisia, non c’è che dire: da un lato tanti bei discorsi sulla famiglia e i valori cristiani, dall’altro il Vaticano getta le famiglie e i disabili in mezzo alla strada, e continua ad accumulare denaro.

    Sarebbe ora che i fedeli aprissero finalmente gli occhi.

 

 
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