Ion Antonescu
Nato da una famiglia povera nel 1882 nella cittadina di Pitesti, Ion Antonescu abbracciò preso la carriera militare.
Nel 1907 con il grado di tenente partecipò alla repressione delle rivolte contadine intorno alla città di Galati. L'energia e la mancanza di scrupoli con cui represse la rivolta lo misero in luce aprendogli una buona carriera militare. Nel 1911 terminò gli studi presso l'Accademia Militare e nel 1913 prese parte alla Guerra Balcanica venendo decorato.
Durante la Prima Guerra Mondiale si guadagnò fama di ufficiale capace. Già nel 1916 veniva promosso Capo di Stato Maggiore del generale Prezan.
La sua ambizione e la sua mancanza di scrupoli favorirono la sua ascesa ma gli valsero il nomignolo di "cane rosso" (cainele rosu) che i suoi nemici gli affibbiarono. Nell'autunno 1919 a capo delle truppe romene che invasero l'Ungheria entrò a Budapest. Nella capitale eliminò la crudele "Repubblica dei Soviet" guidata dal rivoluzionario marxista Bela Kun.
Nel 1922 venne nominato addetto militare presso l'amabasciata romena a Parigi e, successivamente, a Londra.
Nel 1933 divenne Capo di Stato Maggiore dell'esercito romeno. Nel 1937 per la sua opposizione al re Carol II venne dimissionato dall'incarico. Ciononostante nel 1938 venne nominato ministro delle Guerra per un breve periodo.
Arrestato nel luglio 1940 dalla polizia politica di re Carol II venne scarcerato nel settembre e, come gesto di buona volontà verso la Germania hitleriana, nominato dal sovrano primo ministro il 4 settembre 1940.
La Romania attraversava una crisi politica ed istituzionale senza precedenti: la Bucovina e la Bessarabia erano state occupate dai sovietici e la Transilvania dagli Ungheresi. Anche la Dobrugia venne perduta a favore dei Bulgari.
Il 6 settembre Antonescu costrinse il re ad abdicare a favore del figlio Michele I e a partire in esilio. Antonescu annunziò che la Romania entrava a far parte dei Paesi dell'Asse e costituì un governo di coalizione con il movimento fascista delle "Guardie di Ferro".
Poco tempo dopo Antonescu assumeva il titolo di "Conducator" (duce) instaurando di fatto una dittatura. Il 7 ottobre 1940 autorizzò le truppe tedesche ad entrare nel territorio della Romania agevolando così la progettata invasione dell'Unione Sovietica.
I contrasti tra Antonescu e il capo delle "Guardie di Ferro" Horia Sima (nominato vice primo ministro) si acuirono.
Mentre Sima insisteva per una svolta rivoluzionaria fascista, Antonescu intendeva stabilizzare la situazione e governare il Paese con l'aiuto delle forze conservatrici. Il risultato del dissidio tra i due fu il tentato colpo di Stato tentato dalla "Guardia di Ferro" il 21 gennaio 1941.
Repressa nel sangue l'insurrezione di Sima, Antonescu poté governare in piena autonomia.
A seguito dell'attacco tedesco all'Unione Sovietica Antonescu entrò in guerra a fianco della Germania e dell'Italia il 23 giugno 1941. Dopo i successi ottenuti nel 1942 l'esercito romeno venne pian piano respinto indietro dalle controffensive sovietiche.
Le sconfitte, i bombardamenti degli Alleati e la sempre meno probabile vittoria tedesca spinsero Antonescu a cercare un armistizio con gli Alleati. Attraverso contatti stabiliti per mezzo delle ambasciate di Ankara e Stoccolma Antonescu cercò inutilmente di ottenere una pace separata.
Il 31 gennaio 1944 Antonescu si indirizzò direttamente al Presidente degli Stati Uniti. Nell'aprile ottenne dall'Unione Sovietica la promessa che il governo di Mosca si sarebbe accontentato di riprendersi la Bucovina e la Bessarabia senza reclamare altri territori. Hitler non rimase inerte e il 4 agosto 1944 convinse Antonescu a confermare l'alleanza con la Germania.
Il 20 agosto 1944 le truppe sovietiche sfondarono il fronte invadendo la Romania. Il re Michele I intimò ad Antonescu di aprire trattative di armistizio con gli Alleati. Antonescu cercò di prendere tempo ma, per ordine del re, venne arrestato il 23 agosto.
Dopo la fine della guerra venne giudicato da un tribunale romeno che lo condannò a morte.
Venne fucilato a Bucarest il 1° giugno 1946.
La personalità di un dittatore
Ion Antonescu fu responsabile per la deportazione e la morte di 500.000 tra ebrei e zingari(sono originari dell india) Al contempo - verso la fine del conflitto - non si oppose all'invio di ciò che rimaneva dell'ebraismo verso i campi di sterminio.
Questa contraddizione mette in luce una personalità particolarmente complessa.
Che si trattò di un antisemita non vi è alcun dubbio. Alcuni hanno attribuito tale antisemitismo al fatto che il padre avrebbe lasciato la madre per una donna ebrea di nome Frida Cuperman. Dall'altro lato Antonescu sposò durante il suo soggiorno a Parigi una donna di origini ebraiche. Probabilmente la radice dell'antisemitismo di Antonescu va ricercata non tanto nella biografia dell'uomo quanto nell'atmosfera di diffuso antisemitismo che permeava la società romena a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Antonescu è stato descritto come un uomo capace di erompere in ire furibonde o rimanere indifferente di fronte ad episodi che avrebbero irritato chiunque altro. Fu sempre convinto di essere investito della missione di salvare la Romania e di riportarla agli splendori dell'epoca di re Ferdinando I.
L'antisemitismo di Antonescu è ben attestato dai suoi discorsi pubblici e dalle conversazioni private. Benché non raggiungesse i livelli dei capi delle "Guardie di Ferro" come Codreanu o Sima, parlò sempre di "invasione giudea in Romania" e rimase convinto sino all'ultimo dell'esistenza di una "cospirazione giudaica ai danni della Romania".
Allo stesso modo nutriva un profondo odio verso tutti i nemici della Romania fossero essi Ungheresi, Ucraini, Bulgari, massoni o comunisti.
La sua oscillante decisione di eliminare fisicamente gli ebrei romeni fu influenzata dagli avvenimenti. Fermamente deciso a compiere il massacro quando le armate tedesche sembravano avviate alla vittoria, fu altrettanto deciso a impedirlo quando la vita degli Ebrei gli parve un utile mezzo di scambio per ottenere un migliore trattamento da parte degli Alleati.
L'opportunismo di fondo del carattere di Antonescu non fu in grado né di salvarlo dal plotone di esecuzione né di risparmiare alla Romania i lutti e le distruzioni di una guerra sbagliata e sanguinosa.
Ion Antonescu attende di essere legato al palo pochi istanti prima di venire fucilato il 13 giugno 1946.
Antonescu decora alcuni militari romeni all'indomani dell'invasione dell'Unione Sovietica
LEGGETE BENE LA STORIA DEL CONDUCATOR ANTONESCU IL NAZIFASCISTA DELLA ROMANIA CHE PORTO AD ALLEARSI NELL ASSE DI HITLER!! SAPEVATE QUESTO??
IL CONDUCATOR ANTONESCU è STATO IL PRIMO MINISTRO DELLA ROMANIA NAZIFASCISTA MEMBRO DELL ASSE DI HITLER !!





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