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    Predefinito La Sindone? E' Autentica Del Primo Secolo

    [B]IlGiornale.it
    «Il Medioevo? Data inattendibile Il lenzuolo risale al primo secolo»[/B]
    di Andrea Tornielli
    La scoperta di Giulio Fanti, docente all’università di Padova: «C’è un errore nei calcoli del 1988 e il telo ha subìto una contaminazione esterna»
    «Sfido chiunque a riprodurre l’immagine sindonica. Nessuno è in grado di farlo...». Il professor Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all’università di Padova è convinto dell’inattendibilità della datazione al radiocarbonio effettuata nel 1988 sulla Sindone di Torino, il lenzuolo che secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro. E lo intende dimostrare, portando nuovi elementi sulla modalità in cui la misteriosa immagine si è formata, con il volume La Sindone. Una sfida alla scienza moderna (Aracne editrice, pp. 608, 42 euro) a giorni in libreria. Il Giornale l’ha intervistato, alla vigilia del documentario che la Bbc manderà in onda il Sabato santo. Nel filmato uno degli scienziati che fecero la datazione al carbonio 14 stabilendo che la Sindone risaliva al medioevo, Christopher Ramsey, ha sostenuto che quei risultati potrebbero essere messi in discussione dagli «effetti ambientali».
    Partiamo dalla datazione. Che cosa ha scoperto?
    «Non è una scoperta solo mia. Rifacendo i calcoli sulla base dei dati forniti dai tre laboratori che eseguirono l’esame al radiocarbonio nel 1988 ci si rende conto che è stato commesso un errore di calcolo. L’attendibilità della datazione medioevale è pari soltanto all’1,2 per cento. Cioè assolutamente inattendibile».
    Com’è potuto accadere un errore di questo genere?
    «Diversi studiosi hanno dimostrato già da tempo che i risultati della datazione, in base al test statistico cosiddetto di Pearson, hanno una probabilità superiore al 95 per cento di non corrispondere a quelli della Sindone. È stato inserito nella formula un numero sbagliato, che ha falsato il risultato finale, un 31 è stato sostituito con un 17. Questo farebbe pensare persino a una manomissione finalizzata a ottenere il risultato desiderato».
    È un’accusa grave...
    «I numeri sono numeri. E sono inattendibili. Queste confutazioni sono scritte da scienziati. Forse c’è una lobby che teme la verità su quei calcoli, teme di doversi rimangiare il risultato sulla Sindone di origine medioevale, quando tutto, invece, lascia pensare che sia molto più antica e che risalga al primo secolo».
    Perché, allora, quella data medioevale?
    «Nel mio libro pubblico i risultati di una recentissima ricerca fatta dal ricercatore Gerardo Ballabio: riesaminando il dato delle età dei tre campioni presi in considerazione dai laboratori si nota una variazione che arriva anche a 200 anni nello stesso piccolo brandello di tessuto. In pochi centimetri quadrati, una variazione enorme. Questo indica inequivocabilmente che c’è stata una contaminazione esterna e dimostra l’inattendibilità del risultato».
    Quali contaminazioni potrebbero aver falsato l’età della Sindone?
    «Sono diverse. Dal sudore delle mani di chi stendeva il lenzuolo, tenendolo proprio nella zona da cui sono stati prelevati i campioni, all’incendio avvenuto nel 1532 a Chambery. Infine, non bisogna sottovalutare l’elemento delle radiazioni... ».
    Che cosa c’entrano le radiazioni con la Sindone?
    «Per riprodurre un’immagine in quel modo bisogna supporre una fonte di energia agente a distanza, ma che si scatena dall’interno del corpo dell’uomo che vi è avvolto. Una radiazione di grande intensità ma di brevissima durata, millisecondi, forse solo nanosecondi. Stiamo cercando di verificarlo a livello sperimentale all’Enea di Frascati. È stato come un lampo».
    E che cosa l’avrebbe provocato? La risurrezione?
    «Non lo sappiamo. Sappiamo solo che l’unico modo per cercare di ottenere qualcosa di simile alla Sindone, anche se per il momento in un frammento piccolissimo di tessuto, è una forte radiazione».
    Dunque la Sindone non è dipinta...
    «No. Assolutamente no. Chi continua a dire che è stata realizzata da Leonardo, o che è stata fatta scaldando un bassorilievo, non sa quel che dice. Nella Sindone non c’è passaggio di colorazione attraverso le fibre del lino. L’immagine si è formata per irradiazione».
    Non credo che il Comitato di controllo sul paranormale, sarebbero d’accordo...
    «Devo smentirla. Proprio il Cicap, a Torino, nel 2002, ha concluso che il modo in cui l’immagine si è formata non è chiarito. Sfido chiunque a rifare una copia della Sindone con le stesse caratteristiche microscopiche e macroscopiche. Sono a capo di un gruppo di un centinaio di studiosi che discute su questo argomento, “Shroud Science”: abbiamo stilato un elenco di 100 caratteristiche che ha la Sindone e che dovrebbe avere un’eventuale riproduzione. Nessuno però è in grado di farla».

    http://www.ilgiornale.it/

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  2. #2
    Boschiano
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    Mah, io continuo ad avere molti dubbi, in primo luogo sulla forma dell'immagine. Inoltre, non mi risulta che la Chiesa dica che è autentica (o mi sbaglio)?

  3. #3
    ooooWAGLIONEoooo
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    «Per riprodurre un’immagine in quel modo bisogna supporre una fonte di energia agente a distanza, ma che si scatena dall’interno del corpo dell’uomo che vi è avvolto. Una radiazione di grande intensità ma di brevissima durata, millisecondi, forse solo nanosecondi. Stiamo cercando di verificarlo a livello sperimentale all’Enea di Frascati. È stato come un lampo».
    Trovo un pò singolare che un uomo di scienza si esprima in questi termini. E siceramente toglie anche un pò di fascino paragonare la risurrezione a una radiazione fisica e la tomba di Giuseppe d'Arimatea all'Enea di Frascati.

    Non ho problemi a credere che la Sindone sia del I secolo ed è assurdo che non si riesca a datare con sicurezza un telo così grande.

    Lo stile dell'immagine stampata sul telo però, debbo dirlo da disegnatore e cultore dell'arte nemmeno tanto informato, è onestamente tardogotico ( ad esempio le mani).

  4. #4
    carità voglio e non sacrificio
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    A me, che ho fatto un pò di studi nell'ambito, la pretesa di datare col radiocarbonio un manufatto così contaminato e addirittura passato attraverso un'incendio che l'avrà "rinfrescato" di sicuro con del carbonio nuovo di zecca mi è sempre sembrata una cosa assurda e non ho capito perchè la Chiesa abbia accettato di sottoporrre la Sindone a una tale verifica; forse perche era di moda!!!???
    Comunque non credo si riuscirà mai a scoprire niente di definitivo che possa stabilire che l'Uomo della Sindone era Gesù il Nazareno figlio di Dio ecc. ecc. altrimenti la fede non sarebbe più necessaria.
    Tuttalpiù si potrà arrivare a determinare che è il sudario di un palestinese degli inizi el I° secolo DC; per il resto si dovrà poter ancora poter credere per fede.

    Morhysia

  5. #5
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    Resta cmq un "Mistero" come la resurrezione sia avvenuta, telo della Sindone compreso, vuol dire che tutto sarà svelato al momento opportuno, perchè?

    COSI PIACE A DIO!!!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da morthysia Visualizza Messaggio
    Tuttalpiù si potrà arrivare a determinare che è il sudario di un palestinese degli inizi el I° secolo DC; per il resto si dovrà poter ancora poter credere per fede.
    Morhysia
    Vorrai dire il sudario di un ebreo

  7. #7
    carità voglio e non sacrificio
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    Vabbè ebreo abitante la Palestina all'epoca suddetta; non intendevo certo mancare di rispetto!
    Onestamente il possibile fraintendimento non mi ha nemmeno sfiorato il cervello e di questo ne ringrazio Iddio; per me chi abita in Palestina è palestinese, a qualsiasi etnia o religione appartenga sia adesso che in antico.
    Con questo spero di non offendere nessuno.

    Morthy

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da morthysia Visualizza Messaggio
    Vabbè ebreo abitante la Palestina all'epoca suddetta; non intendevo certo mancare di rispetto!
    Onestamente il possibile fraintendimento non mi ha nemmeno sfiorato il cervello e di questo ne ringrazio Iddio; per me chi abita in Palestina è palestinese, a qualsiasi etnia o religione appartenga sia adesso che in antico.
    Con questo spero di non offendere nessuno.

    Morthy
    Carissima, è ovvio che non volevi offendere nessuno, tuttavia anche se entriamo in un terreno minato e decisamente OT penso sia giusto precisare qualche cosa. Per comodità di consultazione ti riporto la voce Palestina di Wikipidia:




    "Antichi documenti egiziani si riferiscono alla regione il cui nome traslitterato è rtnu (pronuncia convenzionale retenu o recenu).

    Nella Bibbia la Palestina è indicata con diversi nomi.
    Oltre a termini come (Eretz Yisrael "Terra di Israele", Eretz Ha-Ivrim "Terra degli ebrei", "Terra in cui scorre latte e miele", Terra promessa), tutto il territorio ad occidente del fiume Giordano era chiamato "Terra di Canaan", cioè occupata dai Canaaniti (o Cananei), considerati discendenti da Canaan figlio di Cam.

    Con l'arrivo del popolo ebraico, la 'Terra di Canaan' viene ribattezzata "Terra di Israele". Dopo la divisione in due del regno ebraico, quello più meridionale venne chiamato terra del regno di Giuda, mentre la parte settentrionale terra del regno di Israele o Samaria. La regione subì in quel periodo l'invasione del popolo (di origine greca)dei Filistei, o pheleset(migratorio), le cui cinque città principali erano Gaza, Ashdod, Ekron, Gath, e Ashkelon.
    di cui gli Egiziani antichi danno per primi notizia come P-r/l-s-t (convenzionalmente Peleshet), uno dei Popoli del mare che invasero l'Egitto durante il regno di Ramses III.

    "Filistea" (ebraico פלשת Pəléšeth, P(e)léshet)è il nome da cui proviene "Palestina", e deriva quindi dal popolo greco dei Filistei. Costoro vennero sottomessi da re David vincendo alcune battaglie ai tempi di Amos, prima di scomparire definitivamente come popolo (infatti non vengono più nominati già dai tempi delle invasioni assire).

    La terra di Israele venne sottoposta al dominio romano, al quale tentò di ribellarsi a più riprese. Nel corso delle guerre giudaiche nel 70 d.C. e poi nel 135 d.C., i Romani, soffocarono la rivolta ma a costo di pesantissime perdite umane. L'Imperatore Adriano fu così irritato da queste perdite nell'esercito che decise di sradicare ogni presenza ebraica nel territorio,esiliando gli ebrei (Diaspora)e cambiando il nome della terra di Canaan da quello preesistente di ‘Provincia Judaea’ in ‘Provincia Syria Palaestina’, (più tardi abbreviato in ‘Palaestina’). Adriano fece questo per umiliare profondamente gli ebrei, ribattezzando la loro terra con il nome dei loro acerrimi nemici, i filistei appunto. Il nome 'Palestina' dunque non era mai esistito prima che i romani conquistassero definitivamente, nel 135 d.C. la regione che prima si chiamava 'Israele', o 'Giudea'. Per tutte queste ragioni, il nome ‘Palestina’ non compare mai nella Bibbia (nè nel Corano). Il termine 'Palestina' dunque non solo non è autoctono, ma non è originariamente legato al mondo arabo, derivando invece dal popolo di invasori greci e dell’Asia Minore e imposto poi dai romani. I filistei non erano semiti, non erano arabi e non hanno mai avuto alcun legame storico, etnico o politico con gli arabi o con l’Islam. Dal 4° secolo dopo Cristo la regione si chiama Palestina, ma il suo nome originario è terra di Canaan, o terra di Israele. 'Palestinese' si definiva (e si dovrebbe definire ancora oggi) chiunque abiti la regione della Palestina (oggi Israele e Giordania), arabo, ebreo o cristiano che sia (si veda a questo proposito la voce: Palestinesi)"



    Come vedi dal testo che ho riportato in grassetto usare il termine Palestina o palestinese per indicare un ebreo del tempo di Gesù è profondamente offensivo, anzi all'epoca avrebbero sgranato gli occhi chiedendosi a chi ti riferissi, come se oggi tu per indicare un veneto lo definissi "etrusco". Ci tengo a precisare che in questo momento non mi interessa esaminare le conseguenze che il termine Palestina o palestinese implica oggi, ma solo cosa voleva dire usare questi termini all'epoca di Gesù.
    Ciao

  9. #9
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Trovo un pò singolare che un uomo di scienza si esprima in questi termini. E siceramente toglie anche un pò di fascino paragonare la risurrezione a una radiazione fisica e la tomba di Giuseppe d'Arimatea all'Enea di Frascati.
    Se lo trovi singolare mostrami dove stia la singolarità, perchè io lo trovo fondamentalmente corretto, e lo dico da competente in materia.

    La Sindone mostra delle fibre di lino brucaite solo da un lato superficiale e ciò che è ancora più sconcertante è che ogni singola fibrilla mostra una bruciatura solo da un lato e non ne è attraversata. Ora l'unico modo che oggi abbiamo di produrre un'immagine simil sindonica è quello di riscaldare una bassorilievo e di porvi un telo sopra. Il risultato è ottimo e ad occhio nudo nn dissimile dall'originale. però se tu guardassi al microscopio, un lino scottato in questo modo brucia tutte le fibre superficiali profondamente.
    Per bruciare più superficialmente bisogna ricorrere alla tecnica della camera oscura. In realtà le caratteristiche di negativo della sindone si prestano bene sia ad un'immagine da bassorilievo su telo sia ad una foto. Ma il lino non è un film fotosensibile e ci impiegherebbe giorni ad impressionarsi ed i fotoni disperderebbero la loro energia sulla materia in un'area più vasta della singola fibrilla, almeno, per fotoni di bassa intensità (cioè esposizione prolungata a radiasione luminosa quasi rossiccia) comunque bruceresti le fibrille e la superficialità sarebbe solo per le singole fibre composte da centinaia di fibrille.
    L'unico modo che oggi conosciamo per interagire con la materia ad un livello estremamente superficiale sono i fasci di elettroni e non di fotoni ad una determinata energia. La sezione d'urto di assormimento di elettroni nella materia è molto alta e dipende in modo preciso dall'energia del fascio e dall'intensità. Per questo gli elettroni vengono oggi usati in spettroscopia di superficie o in microscopia superficiale appunto detta "elettronica". Una volta misurata la sezione d'urto di assorbimento dell'energia per elettroni sul materiale "lino" è possibile, a una determinata energia del fascio, rilasciare tutta l'energia su una suerficie estremamente sottile. Il problema è che verrebbe vaporizzata all'istante, visto l'elevatezza dell'energia del fascio ed il fatto che verrebbe concentrata su una superficie di spessore quasi nullo. Per evitare di vaporizzare il lino bisogna irradiarlo si ad una certa energia del fascio ma per un tempo infinitesimo, dell'ordine delle centinaia di nanosecondi. Cosa che in un acceleratore di elettroni all'enea di Frascati è fattibilissimo. Credo che affinata la tecnica, sicuramente con un acceleratorino di elettroni ed un artista che guidi il piano del lenzuolo si possa rirpodurre una copia della Sindone con analoghe caratteristiche microscopiche.

    Quindi elettroni ed Enea di Frascati c'entrano eccome.
    UT UNUM SINT!

  10. #10
    Ut unum sint!
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    Detto questo, anche ove si realizzasse una copia identica della sindone anche microscopicamente, ce lo vedreste voi un uomo del 1300 armeggiare con acceleratori di particelle e fasci di elettroni impacchettati in bunch di microsecondi?

    E pur ammesso che si trovi un modo, per un dato periodo di esposizione etc... di ottenere lo stesso effetto in camera oscura, ce lo vedreste un uomo del 1300 con una macchina fotografica? Ed ammesso che ci vedeste il templare con la camera oscura nel 1300 ce lo vedreste a cercare tempi di posa e frequenze della luce tali da lasciare impronta solo superficiale a livello di fibrilla (che gliene fregava?) ?

    Poi ce lo vedreste il templare scegliere lo stesso gruppo sanguigno (nel 1300?) del sudario di orvieto (che sicuramente risale al V sec.) e cioè il rarissimo gruppo AB?
    UT UNUM SINT!

 

 
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