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  1. #1
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    Predefinito Il voto utile, anche per i democratici, è alla Sinistra. In Senato, almeno

    Più voti Veltroni, più vince Berlusconi. Dati del 2006 alla mano è uno dei paradossi più clamorosi, per il Senato, della legge elettorale votata dal centrodestra. Uno studio pubblicato ieri sul Messaggero ha il merito di rovesciare tutti i luoghi comuni costruiti ad arte sul “voto utile”. Soprattutto perché con un’operazione di verità ribalta l’analisi dal bipartitismo artificiale Veltroni-Berlusconi prendendo in considerazione tutte le forze principali in campo: Pd, PdL, Sinistra Arcobaleno e Udc.

    Com’è noto, alla Camera con questa legge elettorale basta un solo voto in più rispetto a tutti gli altri partiti per accapararsi 340 deputati (il 54%). E visto che a Montecitorio Berlusconi è in testa in tutti i sondaggi , Pd, SA e Udc si spartiranno i 270 deputati restanti. Chi parla di pareggio dunque deve necessariamente concentrarsi su palazzo Madama, che anche nella prossima legislatura sarà l’ago della bilancia.
    Sul Messaggero si tracciano 4 scenari constatando che “il controllo della camera alta non dipende solo dallo scontro diretto Berlusconi – Veltroni” ma soprattutto dal risultato delle altre forze politiche: per come è fatta la legge elettorale e per la serie storica di dati tra regioni “bianche” e “rosse” una maggioranza chiara di destra è infatti quasi impossibile.

    Salvo in un caso: con i due partitoni che prendono tutto o con una sinistra perdente sotto l’8%. Prendiamo per semplicità la simulazione più “bipartitica” di tutte: prevede un testa a testa Pd-PdL (39,4% contro il 42,4%) e una sconfitta pesante sia per Bertinotti che per Casini (entrambi sotto il 6%). Ebbene, potrà sorprendere ma proprio il risultato più netto è quello che garantisce la maggioranza assoluta del senato a Berlusconi: 164 seggi al PdL contro i 138 del Pd e 2 ciascuno per Sa e Udc (in Toscana e in Sicilia). Questo perché sia nelle regioni “rosse” che in quelle “bianco-azzurre” proprio le terze forze Sa e Udc hanno l’effetto (riequilibrante) di togliere seggi al partitone perdente.

    Facendo le somme, in quasi tutte le regioni un successo della Sinistra toglie seggi a Berlusconi. Al sud, viceversa, un risultato dell’Udc favorisce di poco Veltroni. Non a caso la simulazione massima in cui la Sinistra raggiunge il 9,3% (21 senatori) è anche quella in cui Berlusconi prende meno seggi (154).
    Dal punto di vista politico si possono trarre due conclusioni. La prima è che chiunque vinca in Senato ci saranno comunque tre opposizioni (Sa, Udc, Pd) che non si possono sommare tra loro. Ad esempio: sulle missioni estere Udc e Pd potrebbero votare con il PdL ma non la Sa.

    La seconda, altrettanto importante, è che parlare di sostanziale pareggio non vuol dire altro che preparare uno scenario in cui Pd e PdL da soli controllano 311 seggi su 315 a Palazzo Madama. Un numero forse insufficiente a dare un governo stabile ma che consente di fare riforme costituzionali senza neanche passare per il referendum confermativo. Una “grande coalizione” per le riforme del tutto inedita nella storia repubblicana.

    Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi hanno avuto più voti al senato che alla camera. Segno che una parte dell’elettorato ha voluto garantire la vittoria a Prodi con un voto “utile” sentendosi più libero sul voto di Palazzo Madama. Stavolta si vuole far credere l’esatto contrario. Ma se così avvenisse l’unico effetto concreto sarebbe di consegnare il paese a Berlusconi. Se il 30% di elettori è ancora indeciso è ora che la Sinistra Arcobaleno provi a spiegare, anche con i numeri, che l’unico voto utile contro Berlusconi è il suo.


    preso da un articolo del manifesto dell'11 marzo.
    che ne pensate? fregnacce?

  2. #2
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    E' vero, in alcune regioni se la SA supera l'8% ruba seggi a Silvio.

    Solo al Senato e solo in alcune regioni, però.

  3. #3
    io?..no, guardi che si sbaglia
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    Citazione Originariamente Scritto da glenn Visualizza Messaggio
    Più voti Veltroni, più vince Berlusconi. Dati del 2006 alla mano è uno dei paradossi più clamorosi, per il Senato, della legge elettorale votata dal centrodestra. Uno studio pubblicato ieri sul Messaggero ha il merito di rovesciare tutti i luoghi comuni costruiti ad arte sul “voto utile”. Soprattutto perché con un’operazione di verità ribalta l’analisi dal bipartitismo artificiale Veltroni-Berlusconi prendendo in considerazione tutte le forze principali in campo: Pd, PdL, Sinistra Arcobaleno e Udc.

    Com’è noto, alla Camera con questa legge elettorale basta un solo voto in più rispetto a tutti gli altri partiti per accapararsi 340 deputati (il 54%). E visto che a Montecitorio Berlusconi è in testa in tutti i sondaggi , Pd, SA e Udc si spartiranno i 270 deputati restanti. Chi parla di pareggio dunque deve necessariamente concentrarsi su palazzo Madama, che anche nella prossima legislatura sarà l’ago della bilancia.
    Sul Messaggero si tracciano 4 scenari constatando che “il controllo della camera alta non dipende solo dallo scontro diretto Berlusconi – Veltroni” ma soprattutto dal risultato delle altre forze politiche: per come è fatta la legge elettorale e per la serie storica di dati tra regioni “bianche” e “rosse” una maggioranza chiara di destra è infatti quasi impossibile.

    Salvo in un caso: con i due partitoni che prendono tutto o con una sinistra perdente sotto l’8%. Prendiamo per semplicità la simulazione più “bipartitica” di tutte: prevede un testa a testa Pd-PdL (39,4% contro il 42,4%) e una sconfitta pesante sia per Bertinotti che per Casini (entrambi sotto il 6%). Ebbene, potrà sorprendere ma proprio il risultato più netto è quello che garantisce la maggioranza assoluta del senato a Berlusconi: 164 seggi al PdL contro i 138 del Pd e 2 ciascuno per Sa e Udc (in Toscana e in Sicilia). Questo perché sia nelle regioni “rosse” che in quelle “bianco-azzurre” proprio le terze forze Sa e Udc hanno l’effetto (riequilibrante) di togliere seggi al partitone perdente.

    Facendo le somme, in quasi tutte le regioni un successo della Sinistra toglie seggi a Berlusconi. Al sud, viceversa, un risultato dell’Udc favorisce di poco Veltroni. Non a caso la simulazione massima in cui la Sinistra raggiunge il 9,3% (21 senatori) è anche quella in cui Berlusconi prende meno seggi (154).
    Dal punto di vista politico si possono trarre due conclusioni. La prima è che chiunque vinca in Senato ci saranno comunque tre opposizioni (Sa, Udc, Pd) che non si possono sommare tra loro. Ad esempio: sulle missioni estere Udc e Pd potrebbero votare con il PdL ma non la Sa.

    La seconda, altrettanto importante, è che parlare di sostanziale pareggio non vuol dire altro che preparare uno scenario in cui Pd e PdL da soli controllano 311 seggi su 315 a Palazzo Madama. Un numero forse insufficiente a dare un governo stabile ma che consente di fare riforme costituzionali senza neanche passare per il referendum confermativo. Una “grande coalizione” per le riforme del tutto inedita nella storia repubblicana.

    Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi hanno avuto più voti al senato che alla camera. Segno che una parte dell’elettorato ha voluto garantire la vittoria a Prodi con un voto “utile” sentendosi più libero sul voto di Palazzo Madama. Stavolta si vuole far credere l’esatto contrario. Ma se così avvenisse l’unico effetto concreto sarebbe di consegnare il paese a Berlusconi. Se il 30% di elettori è ancora indeciso è ora che la Sinistra Arcobaleno provi a spiegare, anche con i numeri, che l’unico voto utile contro Berlusconi è il suo.


    preso da un articolo del manifesto dell'11 marzo.
    che ne pensate? fregnacce?

    al senato il voto "utile" dipende dalle regioni...e dalla situazione dei sondaggi a fine marzo

    sicuramente gia' oggi si puo' dire che
    - ci sono regioni dove la SA non raggiungera' mai l'8%, e quindi l'unico voto utile e' quello al PD (per non far ottenere seggi in piu' al PdL): Sicilia e Veneto in primis
    - ci sono regioni dove gli elettori di SA dovrebbero votare PD per far perdere la regione e quindi la maggioranza a Berlusconi: Liguria e Lazio soprattutto (qui si gioca la partita decisiva)
    - ci sono regioni dove e' essenziale invece che la SA arrivi all'8%, per far perdere seggi al PdL: Toscana, Umbria e Emilia

    un elettore di SA o del PS che vuole dare un voto utile almeno al senato dovrebbe basarsi su quanto scritto sopra...

    .

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da m.d.c. Visualizza Messaggio
    al senato il voto "utile" dipende dalle regioni...e dalla situazione dei sondaggi a fine marzo

    sicuramente gia' oggi si puo' dire che
    - ci sono regioni dove la SA non raggiungera' mai l'8%, e quindi l'unico voto utile e' quello al PD (per non far ottenere seggi in piu' al PdL): Sicilia e Veneto in primis
    - ci sono regioni dove gli elettori di SA dovrebbero votare PD per far perdere la regione e quindi la maggioranza a Berlusconi: Liguria e Lazio soprattutto (qui si gioca la partita decisiva)
    - ci sono regioni dove e' essenziale invece che la SA arrivi all'8%, per far perdere seggi al PdL: Toscana, Umbria e Emilia

    un elettore di SA o del PS che vuole dare un voto utile almeno al senato dovrebbe basarsi su quanto scritto sopra...

    .
    ma anche in Lombardia potrebbe essere così, giusto? sempre nel caso la SA raggiunga l'8... ad ogni modo il PD nella mia circoscrizione non lo voto, perchè c'è la Binetti (anche se alla Camera).

    comunque sembra che così si crei un'alleanza a livello popolare tra sinistra e dc (DemoCratici, che avete capito!) che non si è realizzata a livello politico.

  5. #5
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    la Campania è in bilico o la diamo già per persa?

  6. #6
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    la cosa migliore sarebbe una SA sopra l'8% però visto che è data in forte calo bisogna vedere se è meglio darle il voto x cercare di farle superare l'8% oppure svuotarla il + possibile....


    in veneto o sicilia x esempio nn passerà mai l'8% quindi è meglio puntare tutti sul PD...

    in lombardia era al 9,3% alla camera quindi secondo me nn passa l'8%....

    nelle regioni rosse dovrebbe farcela ma un piccolo aiutino glielo potremmo dare...

    nelle regioni in bilico tutto sul PD...

  7. #7
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    votare SA in Piemonte, Liguria, Lazio, Abruzzo, Calabria, Sardegna è autentica follia, lì ce la giochiamo per un pugno di voti

  8. #8
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    si dovrebbe fare un bello specchietto delle regioni per aiutare gli elettori di PD e SA...

  9. #9
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    Il voto utile è una boiata immane.

    Si vota per scelta non per interessi finali e giochi di potere.

  10. #10
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