l colpo di teatro a fini elettoralistici, tanto abbagliante quanto inconsistente, è una costante del repertorio berlusconiano e anche questa volta è arrivato il rutilante effetto speciale:
Ci sono io per salvare Alitalia.
Non perdiamo tempo, non lasciamo che le costanti ripetizioni dell'ennesimo slogan entrino nelle menti di telespettatori-elettori distratti e assuefatti alle suggestioni pubblicitarie.
E' il governo Prodi che deve intervenire. Il ministro Padoa-Schioppa indice una conferenza stampa, o chiede di intervenire in Parlamento per una comunicazione urgente, e dice:
"Facciamo definitivamente chiarezza sulle vicende Alitalia. Innanzitutto sintetizziamo come si è arrivati a questo punto. E' stata indetta una gara alla quale hanno risposto alcuni pretendenti stranieri e alcune cordate italiane. Man mano che si è proceduto nel verificare disponibilità ed offerte i suddetti pretendenti si sono "ritirati" tutti ad esclusione di Air France-KLM. a trattativa in esclusiva con Air France, quindi, non deriva da un capriccio del Governo o da oscuri interessi, ma è il risultato di un processo di "eliminazione" basato sulle leggi di mercato. Air France è oggi l'unica offerta CONCRETA.
Questo per sgombrare il campo da supposti "regali", "svendite", "comportamenti dilettantistici" ed altre amenità recentemente diffuse.
Ora uno dei più importanti imprenditori italiani, nonchè leader politico della attuale opposizione, dichiara che esiste una "cordata" di imprenditori e/o gruppi bancari italiani pronti a rilevare Alitalia.
Chiariamo subito che esiste un problema di tempi. L'offerta Air France, come detto l'UNICA OGGI CONCRETA, impone decisioni rapide. Fermo restando che l'accordo con i Sindacati costituisce condizione vincolante, perdere l'opportunità di chiudere un accordo con questa UNICA OFFERTA CONCRETA
espone al rischio di fallimento della Compagnia e, conseguentemente, alla perdita del posto di lavoro per migliaia di lavoratori con conseguenze drammatiche per loro e le loro famiglie.
Il rischio è talmente grande e terribile che sarebbe criminoso correrlo senza opportune garanzie.
Allora se questa "cordata italiana", che così tardivamente ha deciso di intervenire, è seriamente interessata ad Alitalia si presenti, entro il termine fissato per il decisivo incontro tra Air France e le sigle sindacali, con una proposta seria.
Per proposta seria intendiamo un impegno irrevocabile all'acquisto dell'Alitalia a condizioni non inferiori a quelle di Air France.
Ferme le condizioni economiche, allora, la partita tra Air France e la "nuova cordata" si giocherà il 25 marzo sul tavolo dei negoziati con le sigle sindacali relativamente ai problemi occupazionali.

Forniremo tutti i dati per valutare lo stato dei conti della Compagnia, ma l'esame dovrà essere contenuto nei tempi che la situazione impone. Peraltro, se la vendita ad Air France è giudicata un "regalo" o una "svendita" ne discende che l'acquisto a quelle stesse condizioni costituisce comunque un "affare" molto appetibile.
A meno che non si tratti di un bluff a fini elettorali.
O, peggio, una manovra volta ad impedire che si concretizzi quella che oggi è l'UNICA POSSIBILITA' CONCRETA di vendita della Compagnia al fine di rilevarla, in seguito, a condizioni "fallimentari" e magari, come spesso si è verificato in analoghi casi nel recente passato, senza esborsi concreti. Ricorrendo a manovre puramente finanziarie così da appropriarsi degli assets pregiati e, dopo qualche anno, scaricare di nuovo sulla collettività situazioni deficitarie.