Cena segreta ad Arcore: la Regione alla Lega


va' al sito: espresso.repubblica.it/dettaglio ... /2006804/6
Per la presidenza veneta lotta fra Tosi e Zaia Galan di traverso, non vuole fare il ministro
Cena segreta ad Arcore: la Regione alla Lega
Renzo Mazzaro
VENEZIA. Nella telenovela del ministro veneto, si inserisce un elemento di disturbo: una cena ad Arcore durante la quale la Lega ha chiesto due poltrone, non una. Ma non nel futuro governo Berlusconi, sempre che il centrodestra vinca ovvio. In due giunte regionali. Bossi vuole la presidenza della Lombardia e quella del Veneto. In Lombardia il successore di Formigoni, elezioni a breve, sarà Roberto Castelli. Lo dicono tutti, evidentemente perché l’altro Roberto, il più quotato Maroni, è previsto a Roma. Nel Veneto, dove il gioco è rinviato al 2010, la poltrona si disputa tra un Luca Zaia in ribasso e un Flavio Tosi in fortissima ascesa. E Giancarlo Galan? Non è per niente d’accordo e sta minando tutti i ponti per rendere imprendibile la sua posizione.
Questa cena ha una data: fine gennaio. Prodi si era dimesso il 24 sera. E un numero ristretto di invitati: Giulio Tremonti, Aldo Brancher, Roberto Calderoli, Umberto Bossi con la Rosi Mauro, Roberto Maroni, ovviamente Silvio Berlusconi padrone di casa. Si discute della campagna elettorale, strategie, scenari, nomi, posti, obiettivi. Gli avvenimenti rotolano a gran velocità, non bisogna farsi prendere in contropiede. Siamo su questioni fondamentali del rapporto Forza Italia-Lega: cose che non si mettono in discussione ogni due settimane. Per questo, nonostante il mese e mezzo trascorso da allora, si può ritenere che l’impianto mantenga inalterata la sua validità.
A dispetto di quello che succederà dopo, la Lega non chiede un ministro per il Veneto. Questo è certo. La questione nascerà successivamente, a rimorchio di un’idea di Veltroni, prima dileggiata quando il Pd annuncia di aver arruolato nel Veneto l’imprenditore Massimo Calearo, poi temuta, visto che fa presa sull’elettorato. Proverà Bobo Maroni a mettersi di traverso, finendo per litigare con Giampaolo Gobbo. E Bossi, per rimediare alla “gaffe” del suo secondo, assicurerà che il Veneto avrà un ministro. Salvo dire in pubblico domenica scorsa a Vicenza che si tratterà probabilmente di un vicentino, mentre la sera prima aveva garantito che poteva trattarsi del trevigiano Giampaolo Gobbo o della veronese Francesca Martini. Nomi e ipotesi convalidati dalla Padania nell’edizione di domenica, che destano stupore perché tutti sanno che Gobbo è in difficoltà nel Veneto e che la Martini, più che promossa a Roma, è sollevata da Venezia. Fonti non solo della Lega. Ciò nonostante Gobbo aggiusta il tiro lunedì: non ministro, al massimo farò il portavoce del Veneto.
Meglio tornare alla cena di Arcore: la Lega chiede le due presidenze regionali, puntando a votare in Lombardia nello stesso giorno delle politiche. Bisognerebbe che Formigoni, candidato al Senato, si dimettesse da presidente. Ma Formigoni si guarda bene dal farlo: il suo obiettivo (fonte i suoi collaboratori) è il governo ma non in un ministero qualunque. E per trattare è sempre meglio trovarsi in posizioni di forza, magari anche con il sole alle spalle, se è un duello. Dunque in Lombardia Castelli è rinviato presumibilmente a ottobre: le elezioni regionali si tengono da 3 a 6 mesi dopo lo scioglimento dell’assemblea.
E nel Veneto? Se il presidente Giancarlo Galan non si dimette, si va al 2010, scadenza regolare della legislatura. I concorrenti sono il vicepresidente Luca Zaia, arrivato fortissimo nel 2005 ma subito confinato nel suo angolo, nonostante due assessorati molto pesanti, dal protagonismo di Galan. E Flavio Tosi, che Galan nel 2005 non voleva in giunta come assessore alla sanità e che invece ha vinto il braccio di ferro, recuperando le competenze che gli erano state tolte e lasciando perfino un certo rimpianto, quando si è candidato a sindaco di Verona (vittoria al primo turno). Gran parte della Lega è con Tosi. Gobbo lo sa e per questo rinvia la convocazione del congresso regionale del partito (ma dopo le elezioni sarà inevitabile). Tosi è in crescita anche nell’audience nazionale: buca il video, o almeno la radio, è spesso intervistato. Una classifica del Sole 24 Ore lo pone al 14º posto in una scala da 1 a 106 dell’indice di gradimento dei sindaci italiani.
Per arginare l’assalto, Galan si sta smarcando dalla Lega: litiga con Bossi sostenendo l’Euroregione contro la Padania; dice che un ministro veneto è una richiesta patetica (dunque non si batte per diventarlo); ipotizza iniziative trasversali con Costa e con Cacciari... E’ cominciato il conto alla rovescia.(20 marzo 2008