La "prossima amministrazione Usa deve mettere tutte le carte in tavola e prendere per le corna il problema Iran". Non usa mezzi termini il vice ministro degli Esteri Ugo Intini, candidato del Partito socialista alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile, ospite insieme alla candidata per il Popolo delle Libertà Fiamma Nirenstein in un faccia a faccia.
Secondo Intini, a Teheran andrebbe garantita la capacità nucleare civile, riconosciuta "come una potenza regionale" e rassicurata "contro il pericolo che noi si stia lavorando per un cambio di regime interno". Ma "mai" è l'avverbio che Intini usa circa la possibilità che l'Iran si doti di una "capacità nucleare militare. E' questo il ragionamento che va fatto con chiarezza". Intini esclude in ogni caso la possibilità di un conflitto armato con Teheran, "perché una guerra sarebbe catastrofica", ma allo stesso tempo "lasciare che le cose vadano avanti così e che l'Iran acquisti capacità militare non si può" e circa "le sanzioni, l'esperienza ci insegna che alla fine non funzionano".
In ogni caso, "gli iraniani hanno troppe leve decisive tra le mani'', tanto che, spiega Intini, quello "che preoccupa tutti i paesi arabi nostri amici è la possibilità che l'Iran diventi l'ago della bilancia (nella regione, ndr)". A proposito, il numero due della Farnesina ricorda il suo recente incontro con "il ministro degli Esteri saudita a Riad e con Suleiman (il capo dell'intelligence egiziana, ndr)", dal quale è emersa la preoccupazione di entrambi di un ampliamento del potere iraniano. Analizzando gli equilibri dello scenario regionale del Medioriente, Intini ricorda che l'avanzare di Teheran ha coinciso con la caduta di Baghdad. "La guerra in Iraq è stata una catastrofe sul piano umanitario, perché sono morti 4.000 soldati Usa e decine di migliaia di iracheni". Sul piano politico, spiega il candidato socialista, "sino al giorno prima della guerra in Iraq (2003, ndr), l'Iraq e l'Iran si controbilanciavano. L'Iraq era il freno al potere dell'Iran e viceversa. Eliminato l'Iraq, nemico storico dell'Iran, il potere di Teheran è salito alle stelle".
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Grande, compagno Ugo !![]()




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