Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    against the modern world
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    Predefinito Uso di sostanze alteranti: illecito? Sconsigliato? Consigliato?!...

    Esiste già un thread sull'uso religioso/iniziatico di sostanze psicotrope; vorrei dedicare questo ad una questione affine ma non identica. Mi chiedevo come si pongono le varie tradizioni nei confronti del consumo ricreazionale o voluttuario (non sacrale) di sostanze alteranti: caffeina, alcool, tabacco, droghe varie... So che alcune correnti o persone evitano qualsiasi cosa possa agire come una droga, mentre altre sono più permissive. Dei buddisti che conosco, ad esempio, alcuni evitano del tutto l'alcool, altri no; stessa cosa tra gli induisti... Voi come vi ponete?

  2. #2
    campodimarte
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    dalle mie ricerche personali sull'induismo e sul buddismo, sembra che entrambe le tradizioni condannino l'uso di sostanze offuscanti x la mente... mentre x quanto concerne gli psichedelici, nel buddismo tantrico è previsto l'uso di datura e di cannabis, così come si è già discusso dell'uso di psichedelici in alcune branche dell'induismo...
    xsonalmente conosco diversi buddisti, che non si fanno problemi a consumare cannabis...

  3. #3
    Karma Sonam Tashi
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    xsonalmente conosco diversi buddisti, che non si fanno problemi a consumare cannabis...
    Davvero? Di che tradizione sono?

    Comunque, per ciò che riguarda il Buddhismo, le bevande alcoliche nel Theravada sono abbastanza vietate, ma non negli altri tipi di Buddhismi. Se sì è un monaco è proibito consumare alcolici, ma per ciò che riguarda i laici l'importante è semplicemente non ubriacarsi.

  4. #4
    ***********
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    Per i buddisti non sò, immagino che il criterio sia, come per tutte le cose, la moderazione, anche se non posso immaginare come possano essere permessi alcool e droghe...I comportamenti di occidentali convertiti non fanno testo.
    Le norme igieniche di ciò che si può assumere senza diventare impuri (che in ambito indù è il problema principale, non tanto l'intossicazione o meno), nell'induismo variano grandemente a seconda della casta di appartenenza. Per quasi tutti c'è divieto di fumare sigarette e bere alcool (non è permesso neanche portare le sigarette nei templi, come spesso anche bisogna lasciar fuori le cinture di pelle, questo vale anche a Dharamsala, per chi ci è stato, e si tratta di buddisti), alcune caste però, come i rajput, possono bere alcool e addirittura mangiare carne. Questo dipende dal fatto che sono devoti a Kali (alla quale, almeno in una delle sue forme, vengono fatti ancora sacrifici di sangue) e che sono Kshastrya. Di recente ho partecipato a un loro matrimonio e si servivano bevande alcooliche, cosa che mi ha molto meravigliato. Ho chiesto spiegazioni ed è per questo che lo so. I bramini in nessun caso bevono alcool, mangiano carne (neanche uova) o fumano sigarette. La figlia di un bramino (sposata con un ricco rajput, segno dei tempi) che ho conosciuto di recente non si è neanche seduta a tavola con noi perché avremmo potuto consumare alcoolici e carne, perché sarebbe rimasta contaminata. I dalit mangiano addirittura il maiale, considerato impuro da tutti gli altri. Per quel che riguarda le droghe, in generale sono, è ovvio, proibite a tutti, ma i comportamenti individuali, specialmente in città dove non esiste più il controllo sociale di prima, variano.Un ragazzo della casta dei giardinieri, vegetariani e che non bevono alcool, mi raccontava con grande rammarico che di recente ha scoperto che alcuni giovani della sua casta mangiano carne e bevono di nascosto. Questo getta grave discredito su tutta la famiglia, che ne viene contaminata, se scoperto. Egli però non batteva ciglio sul fatto che i rajput bevessero whisky (indiano, pessimo, l'ho assaggiato). A loro è consentito.

    La faccenda quindi è piuttosto complessa.
    Se poi qualche sadhu si sconvolge fumando ganja, beh, quello però è un sadhu e ciò che vale per lui non necessariamente vale per gli altri.

  5. #5
    Figlio di Kālī
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    Secondo la scienza ayurvedica "noi siamo ciò che assumiamo" ...dunque di norma è fortemente sconsigliato l'uso di tutte le sostanze tamasiche (che rendono ottusa la mente) tra le quali rientrano anche la carne, il pesce, i cibi non freschi (quindi anche cibi in scatola), il tabacco, gli alcolici, le droghe, i farmaci (per intenderci, anche la "semplice" aspirina), ecc.

    Questo per quanto concerne l'utilizzo "ordinario" di tali sostanze, e quindi senza prendere in considerazione quelle pratiche del Vamachara tantrico che possono prevedere anche l'utilizzo di carne, di alcol, di droghe ecc. poichè in tali contesti si tratta di "trasmutare il veleno in farmaco", e ciò viene fatto in un determinato modo che non è "concesso" a tutti. Uno degli aspetti di Shiva difatti è anche quello di "signore delle droghe e dei veleni", quindi non deve stupire se moltissimi sadhu (specie i Nath, gli Aghori, i Naga ecc.) facciano un uso massiccio di ganja (che è sacra a Shiva), di hashish, talvolta di oppio ecc. Addirittura alcuni di loro (in genere gli Aghori) fumano anche veleno di scorpione e di cobra.

    Ma i sadhu sono sadhu, ed hanno predisposizioni ed attitudini diverse, ed il loro utilizzo di intossicanti e veleni è un discorso a parte, che meriterebbe alcune pagine di discussione. In ogni caso, il comune uso meramente "ricreativo" delle droghe, dell'alcol e degi intossicanti in genere, è condannato anche dai testi tantrici e dai sadhu stessi, cosi' come ad esempio l'uso di carne che è condannato in maniera non inferiore (a parte, ovviamente, casi ben specifici); ed aggiungo che determinate prese di posizione meramente "moralistiche", che ad esempio condannano senza se e senza ma l'uso di una qualsivoglia droga, ma che allo stesso tempo tollerano tutte le altre sostanze tamasiche, sinceramente mi fanno un po sorridere.

    Jai Maa

 

 

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