17-Mar-2008
CHICHIARELLI E SPARTI: IL RAPPORTO INESPLORATO…
In coincidenza con il trentennale del rapimento Moro, ha avuto inizio un confronto tra storici che si preannuncia di un certo interesse.
In particolare, hanno suscitato clamore le dichiarazioni rese da Steve Pieczenick, l’esperto di terrorismo che in quel drammatico 1978 fu inviato dal governo statunitense per coadiuvare il nostro paese nella gestione della crisi determinata dalla prigionia dello statista democristiano.
A sopresa, l’ex funzionario del dipartimento di Stato americano ha voluto fare chiarezza su una delle vicende più inquietanti del caso Moro.
Il 18 aprile 1978, lo stesso giorno in cui veniva scoperto il covo brigatista di via Gradoli, venne diffuso un falso comunicato delle Br che annunciava la morte dello statista democristiano, avvenuta mediante “suicidio”. La salma di Moro sarebbe stata abbandonata nei fondali del lago della Duchessa.
Anni dopo si scoprì che l’autore del falso comunicato era un falsario prossimo agli ambienti della Banda della Magliana: Tony Chichiarelli. Quest’ultimo venne ucciso nel 1984. La sua morte ha impedito, sino ad oggi, di conoscere l’identità dei mandanti di quello che è stato definito, da insigni storici, come l’atto di depistaggio più grave dell’intera vicenda Moro.
Pieczenick ha spiegato che la diffusione del falso comunicato brigatista fu decisa all’interno del “comitato di crisi” e che della sua realizzazione si sarebbero occupati i servizi segreti italiani. L’obiettivo sarebbe stato quello di preparare l’opinione pubblica ad una definizione negativa della vicenda Moro.
L’ex funzionario del dipartimento di Stato americano è considerato fonte dotata della massima attendibilità e, ad oggi, nessuno ha provato a smentire le sue dichiarazioni.
Ebbene, per anni ci sì è interrogati su chi fossero i committenti di tale operazione. Vennero ascoltate diverse persone. Un amico di Chichiarelli dichiarò che in realtà “Tony preparò il comunicato per gioco”. La circostanza è riportata in due libri di notevole interesse: “Odissea sul caso Moro” di Vladimiro Satta e “I burattinai” di Philip Willan. Anche il nostro portavoce, in “Strage all’italiana”, aveva invitato a riflettere su tali dichiarazioni.
Oggi sappiamo, con definitiva certezza, che il falso comunicato n.7 delle Brigate Rosse non fu un gioco ma un clamoroso atto di depistaggio.
Per quanti non lo sapessero, l’amico di Chichiarelli si chiamava Massimo Sparti, il malato immaginario assurto a celebrità come teste chiave del processo per la strage di Bologna…
Comitato “L’Ora della Verità”
perchè dopo 28 anni vogliamo conoscere la verità
http://www.loradellaverita.org/
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LIBERATE CIAVARDINI! GIUSTIZIA PER LE VITTIME!




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