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Destra e sinistra a caccia di voti a ritmo di rock
Veltroni sceglie Jovanotti, Baccini e Pezzotta puntano su Battisti, Storace e Santanchè 'cantano' con Gigi D'Alessio mentre Venditti dice di no all'Udc. Tre i brani per il Pdl di Berlusconi
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Roma, 26 mar. - (Adnkronos) - A caccia di voti sulle ali di una canzone. Non c'è campagna elettorale, almeno da qualche anno a questa parte, cui non facciano da colonna sonora, per questo o quel partito, brani musicali con la griffe di star del circuito musicale nostrano e internazionale, evergreen intramontabili o creazioni ad hoc per il leader di turno. Anche questa volta è stato così. La Rosa per l'Italia del trio Baccini-Pezzotta-Tabacci ha tirato in ballo un gigante della musica italiana, che purtroppo non c'è più: Lucio Battisti con la sua 'Non sarà un'avventura'. Il candidato premier del Pd Walter Veltroni, invece, ha scelto un successo di Jovanotti, 'Mi fido di te', per accompagnare manifestazioni e incontri pubblici in vista del voto del 13 e 14 aprile prossimi. E l'autore ha apprezzato: "Tutti - ha commentato - sanno che ho stima di Veltroni. Il fatto che abbiano scelto 'Mi fido di te' mi fa piacere perché è una canzone che parla di partecipazione e di apertura al futuro". Ma il successo di Jovanotti non è l'unico sottofondo musicale del tour elettorale dell'ex sindaco di Roma: "Tutte le nostre manifestazioni - aveva detto all'inizio della campagna elettorale - si concluderanno con la più bella canzone che ci sia nel nostro Paese, l'inno nazionale. E 'bella' non è una valutazione di carattere musicale, ma storico ed emotivo".
Silvio Berlusconi può contare su almeno tre brani 'fatti in casa': il tradizionale inno di Forza italia 'Azzurra libertà', 'a Silvio, a Silvio' (anche in versione gospel) e l'ultima creazione in ordine di tempo, 'Meno male che Silvio c'è' del trentottenne veronese Andrea Vantini, 'ispirato' niente di meno che da Michele Santoro: "Stavo guardando una puntata di 'Sciuscià' in cui - racconta - come al solito si sparava a zero su Berlusconi e ho pensato: ma è possibile che tutti se la prendano con lui? E così, d'impulso, è arrivata l'ispirazione per scrivere il brano".
'Tenace', è il caso di dire, la colonna sonora della campagna elettorale de La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanchè: "Non c'è alcun dubbio - dice l'ex governatore del Lazio - che la canzone che ci rappresenta di più e che personalmente mi emoziona è 'Non mollare mai' di Gigi D'Alessio". In campagna elettorale è entrato, suo malgrado, anche Antonello Venditti. Ma ne è subito uscito, con una coda di polemiche. Il cantautore romano, infatti, ha diffidato il deputato dell'Udc Giuseppe Carmelo Drago per aver aperto la sua campagna elettorale, il 18 marzo scorso a Ragusa, con il brano 'Che fantastica storia è la vita'. "Mi dispiace per Drago e per gli altri, ma bisogna chiedere il permesso per utilizzare una canzone. Capisco che è bella, ma mi devi chiedere il permesso, anche perché tu così associ a me un'idea di politica, oppure trai vantaggio da quello che posso rappresentare io, te lo prendi. E' una cosa molto grave, è una sottrazione di pregio".
E gli altri big della musica italiana? Zucchero Fornaciari ha ribadito che la campagna elettorale non gli interessa: non 'presta' alla politica nessuno dei suoi successi e nemmeno andrà a votare: "Non ci penso neppure, non voto da 20 anni", ha detto durante la presentazione del suo prossimo tour mondiale. Non canta per la politica neppure Edoardo Bennato, però un'opinione ce l'ha: "Sono leghista anch'io - dice l'autore del 'Gatto e la volpe' e 'Arrivano i buoni' - come Maroni. Però a Napoli. Penso che sia meglio rifare il Regno delle due Sicilie. Sono convinto di una cosa: l'Italia è un Paese ingovernabile, guai a chi si azzarda a pretendere di farlo". Si dice 'confuso' dalla politica di oggi, invece, un altro grande del rock nostrano, il 'ribelle' Eugenio Finardi, che non ha mai nascosto (e cantato) simpatie per la sinistra: "Della politica di oggi preferisco non parlare, ma so quel che sono: un compagno liberale, progressista e laico alla Gaber". Sono finiti da un pezzo, evidentemente, i tempi in cui, più di 20 anni fa, Paolo Pietrangeli celebrava la falce e il martello nei versi della canzone 'Contessa': 'compagni dai campi e dalle officine, prendete la falce, impugnate il martello, scendete giù in piazza e picchiate con quello...".
Sempre più campagna elettorale 'in musica', dunque, anche da noi. I maestri del genere, però, restano gli americani. Da loro, come dimostra il duello presidenziale tra democratici e repubblicani, il livello è alto e non c'è spazio per il fai-da-te: se Hillary Clinton ha scelto la voce di Celine Dion con 'You and I', per poi passare a 'Blue Sky' di Park Mohr, Barak Obama si è fatto 'accompagnare' da mostri sacri come Stevie Wonder e gli U2 e John McCain ha portato in campagna elettorale 'I won't back down' ('Non mi arrendero'') di Tom Petty.
http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.2010120029








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