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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Dopo la Korea, il Giappone

    Le catene nipponiche di grande distribuzione avrebbero già iniziato a ritirarla dagli scaffali

    Diossina: stop all'importazione di mozzarella di bufala dall'Italia anche in Giappone

    Dopo la Corea del Sud pure il governo del Sol Levante blocca alla dogana i latticini campani

    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

    TOKYO (GIAPPONE) - Anche il governo giapponese, dopo quello sudcoreano, avrebbe deciso di non sdoganare le mozzarelle giunte a Tokio dall'Italia. Lo sostiene, sulla base di proprie fonti nel mondo dell'export, il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. La decisione giapponese sarebbe da ricondurre alle notizie circolate sulla stampa internazionale riguardanti un'ipotetica contaminazione da diossina.

    MOZZARELLA VIA DAGLI SCAFFALI - Secondo il Consorzio, le catene nipponiche di grande distribuzione avrebbero già iniziato a ritirare le mozzarelle dagli scaffali. L'export verso il Giappone di mozzarella di bufala campana nel 2005 si è attestato a 329mila kg per un valore commerciale di 2,3 milioni di euro. «Siamo sbigottiti - dice il presidente del Consorzio, Franco Consalvo - perchè i controlli ci sono e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala. Il segnale proveniente dal Giappone è tanto più preoccupante perchè non ancorato ad alcun riscontro di laboratorio». «In merito alle vicende coreana e giapponese - continua Consalvo - sappiamo che il ministro Paolo De Castro ha già avviato i necessari contatti con i Governi coinvolti nei blocchi. Nelle prossime ore riunirò un'unità di crisi».



    Garattini: prendere esempio da Corea

    http://www.agi.it/food/notizie/20080...11048-art.html

    (AGI) - Roma, 24 mar. - "La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina e' saggia e logica e credo che l'Italia debba fare i giusti controlli per vedere se e' ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente".

    Non ha dubbi il professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, dopo che le importazioni di mozzarella sono state interrotte nel Paese asiatico, che ha annunciato che condurra' propri test per verificare l'eventuale contaminazione. "La diossina e' una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi - spiega ancora Garattini - per questo motivo una volta assunta dall'organismo e' difficilissimo eliminarla perche' non e' idrosolubile". La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani, spiega ancora il professore, probabilmente e' legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella regione, ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti. "La diossina si deposita sull'erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo - continua - si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui e' ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella". Secondo il direttore del Mario Negri, l'esempio della Corea del Sud potrebbe essere preso anche da altri Paesi. E' un'eventualita' concreta che Garattini ritiene quasi necessaria: "Non vedo perche' si debba rischiare inutilmente di esporci alla diossina: prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio". (AGI)

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  2. #2
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    Napoli, 18:11
    MOZZARELLA BUFALA: CONSORZIO DOP, NESSUN BLOCCO GIAPPONE
    Nessun blocco alle importazioni di mozzarella in Giappone, ma solo piu' controlli. Il consorzio Mozzarella di Bufala campana Dop che aggrega i maggiori produttori del formaggio fresco tipico campano dell'area casertana e del basso Lazio in una nota precisa che le autorita' nipponiche non hanno imposto lo stop all'ingresso di mozzarella dop, ma svolgono controlli piu' accurati sul prodotto per avere certezza sulla sua salubrita'. "Non esiste in atto un blocco o un embargo sanitario", precisa la nota. Il Consorzio nel 2007 ha prodotto 35.600 tonnellate di mozzarella dop, il 16% delle quali destinato all'export; Francia, Germania, Usa, Regno Unito e Giappone sono nell'ordine i piu' grandi consumatori di questa prelibatezza tipica.

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  3. #3
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    Napoli, 184
    MOZZARELLA: REGIONE CAMPANIA, NOSTRI PRODOTTI SONO SICURI
    "Il blocco delle importazioni della mozzarella Dop? Questa e' la vera bufala. Sono solo legittimi controlli sulla qualita' e sicurezza alimentare da parte delle autorita' alimentari di Tokio". Lo sottolinea in una nota l'assessore regionale campano all'Agricoltura e alle Attivita' produttive Andrea Cozzolino. "In Giappone - aggiunge - i controlli non riguardano solo la mozzarella campana, ma anche diversi prodotti lattiero casari provenienti da tutta l'Italia". Cozzolino sottolinea anche che oggi le produzioni agroalimentari piu' sicure e controllate "provengono dalla Campania. Qui, e non altrove, si sovrappongono, in una rete fittissima, i controlli delle autorita' sanitarie preposte: delle autorita' regionali, quelle ministeriali, quelle dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno e delle Asl. Controlli che rientrano in un piano reso obbligatorio per legge regionale, e ai quali si aggiungono quelli dei Nas e del Noe. Controlli e verifiche continui fatti direttamente sui caseifici, che fanno scattare sequestri cautelativi al solo sospetto di anomalie su tutti gli allevamenti che conferiscono il latte ad una determinata cisterna. Ed e' per questo che l'autorita' giudiziaria ha gia' provveduto al dissequestro di alcuni allevamenti risultati poi estranei al problema. Non solo, individuata la fonte blocchiamo per tre mesi ogni attivita' dell'allevamento ripristinando condizioni di sicurezza e consentiamo la produzione di mozzarella solo al ritorno dei valori del latte alla norma. Tutto cio' rappresenta sicurezza e garanzia per i consumatori dei prodotti campani" . Dal gennaio 2007 ad oggi sono stati analizzati in Campania circa 326 campioni per la ricerca di diossine su latte e derivati. Dei 326 campioni, 165 si riferiscono a prelievi svolti in caseifici scelti prevalentemente in aree a rischio, identificate dall'Arpac e dall'Apat, per esami mirati. La Regione Campania e' l'unica regione d'Italia ad effettuare un numero cosi' elevato di controlli sulle diossine.

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  4. #4
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    Nessun rischio diossina per la mozzarella»
    LORENZO CALÒ «Non c'è alcun dato che confermi la presenza di diossina nel latte delle bufale campane». Il ministero della Salute, con il capo dipartimento per la Prevenzione Donato Greco e con il direttore generale del settore Alimentazione Silvio Borrello, snocciola i dati relativi all'ultimo screening effettuato in particolare nel Napoletano e nel Casertano. E smentisce gli allarmi filtrati nei mesi scorsi su un rischio che di fatto ha prodotto riflessi negativi in un settore - quello appunto della produzione di mozzarella di bufala e di latte - considerato trainante nell'economia del Casertano. Lo studio prende le mosse anche dai risultati - recentemente comunicati dall'Asl Ce 2 - in base ai quali, a dicembre 2007, su 127 esami sulla mozzarella di bufala proveniente da altrettante aziende casearie, l'esito è stato negativo. L'indagine è stata condotta in tandem con l'Istituto zooprofilattico di Roma. «Non c'è un dato positivo che accerti la presenza di diossina - spiega Greco - Intanto il mercato della mozzarella è stato devastato senza la presenza di nessun riferimento certo». Al riguardo è stato anche istituito un tavolo permanente per «un costante aggiornamento sui dati a disposizione e di una puntuale e corretta informazione alla popolazione sui reali rischi connessi al consumo di alimenti provenienti dalla Regione Campania». Il tavolo avrà sede presso il commissariato di governo per l'emergenza rifiuti e riguaderà la sicurezza alimentare anche per carni, uova e altri alimenti di origine animale. All'incontro di ieri, presieduto da Greco in qualità di subcommissario di governo attuatore per l'area tutela della salute, hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti della Regione, Istituto zooprofilattico di Teramo e Istituto Zooprofilattico di Napoli, Servizi igiene alimenti nutrizione (Sian) delle Asl, Arpac e Arsan. «Già dal 2002 - è stato evidenziato - la Regione Campania ha predisposto un piano di sorveglianza del rischio diossina negli allevamenti, esteso successivamente all'ambiente. Tale piano, rafforzato a partire dal 2007, coinvolge sia i servizi veterinari, per la ricerca sulle matrici biologiche (latte e derivati oltre ad alimenti zootecnici), sia quelli dell'ambiente con un interscambio di informazioni al fine della tutela della salute pubblica. Allo scopo di garantire la sicurezza degli alimenti, in caso di riscontro di esito positivo, le partite di latte vengono distrutte, le aziende poste sotto sequestro fino al rientro dei valori di diossina nei limiti di legge». Secondo il dossier «al consumatore non è arrivato un prodotto contaminato da diossina. I risultati, laddove positivi, sono legati al comportamento illegale del bruciare rifiuti agricoli o comunque rifiuti speciali contenenti alte quantità di precursori della diossina all'interno delle aziende o nelle aree di pascolo, mentre i roghi di rifiuti domestici non riescono a produrre quantità di diossina sufficiente a una contaminazione ambientale rilevabile, come confermato dalle specifiche analisi dell'Arpa». Ma per il settore bufalino non c'è pace. Ieri il commissario di governo per l'emergenza brucellosi Andrea Cozzolino ha emanato dodici ordinanze per complessivi 99 abbattimenti di capi bufalini risultati contaminati. Le ordinanze sono state comunicate all'Asl Ce 1 e Ce 2 per l'esecuzione. Nominati dal ministero anche i due soggetti attuatori che collaboreranno con Cozzolino: si tratta di Fernando Sbizzera, docente di Veterinaria all'università di Padova e Aldo Orrù, colonnello in congedo dei carabinieri del Nas. Entrambi collaboreranno con Cozzolino e con l'Osservatorio regionale per la sicurezza alimentare (Orsa) che ha sede proprio a Caserta. Intanto si diffonde un nuovo allarme dai produttori di latte di bufala: la crisi è forte, la richiesta di mozzarella Dop è in ribasso e il latte non si vende perché i caseifici hanno ridotto i volumi di produzione.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    Nessun rischio diossina per la mozzarella»
    LORENZO CALÒ «Non c'è alcun dato che confermi la presenza di diossina nel latte delle bufale campane». Il ministero della Salute, con il capo dipartimento per la Prevenzione Donato Greco e con il direttore generale del settore Alimentazione Silvio Borrello, snocciola i dati relativi all'ultimo screening effettuato in particolare nel Napoletano e nel Casertano. E smentisce gli allarmi filtrati nei mesi scorsi su un rischio che di fatto ha prodotto riflessi negativi in un settore - quello appunto della produzione di mozzarella di bufala e di latte - considerato trainante nell'economia del Casertano. Lo studio prende le mosse anche dai risultati - recentemente comunicati dall'Asl Ce 2 - in base ai quali, a dicembre 2007, su 127 esami sulla mozzarella di bufala proveniente da altrettante aziende casearie, l'esito è stato negativo. L'indagine è stata condotta in tandem con l'Istituto zooprofilattico di Roma. «Non c'è un dato positivo che accerti la presenza di diossina - spiega Greco - Intanto il mercato della mozzarella è stato devastato senza la presenza di nessun riferimento certo». Al riguardo è stato anche istituito un tavolo permanente per «un costante aggiornamento sui dati a disposizione e di una puntuale e corretta informazione alla popolazione sui reali rischi connessi al consumo di alimenti provenienti dalla Regione Campania». Il tavolo avrà sede presso il commissariato di governo per l'emergenza rifiuti e riguaderà la sicurezza alimentare anche per carni, uova e altri alimenti di origine animale. All'incontro di ieri, presieduto da Greco in qualità di subcommissario di governo attuatore per l'area tutela della salute, hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti della Regione, Istituto zooprofilattico di Teramo e Istituto Zooprofilattico di Napoli, Servizi igiene alimenti nutrizione (Sian) delle Asl, Arpac e Arsan. «Già dal 2002 - è stato evidenziato - la Regione Campania ha predisposto un piano di sorveglianza del rischio diossina negli allevamenti, esteso successivamente all'ambiente. Tale piano, rafforzato a partire dal 2007, coinvolge sia i servizi veterinari, per la ricerca sulle matrici biologiche (latte e derivati oltre ad alimenti zootecnici), sia quelli dell'ambiente con un interscambio di informazioni al fine della tutela della salute pubblica. Allo scopo di garantire la sicurezza degli alimenti, in caso di riscontro di esito positivo, le partite di latte vengono distrutte, le aziende poste sotto sequestro fino al rientro dei valori di diossina nei limiti di legge». Secondo il dossier «al consumatore non è arrivato un prodotto contaminato da diossina. I risultati, laddove positivi, sono legati al comportamento illegale del bruciare rifiuti agricoli o comunque rifiuti speciali contenenti alte quantità di precursori della diossina all'interno delle aziende o nelle aree di pascolo, mentre i roghi di rifiuti domestici non riescono a produrre quantità di diossina sufficiente a una contaminazione ambientale rilevabile, come confermato dalle specifiche analisi dell'Arpa». Ma per il settore bufalino non c'è pace. Ieri il commissario di governo per l'emergenza brucellosi Andrea Cozzolino ha emanato dodici ordinanze per complessivi 99 abbattimenti di capi bufalini risultati contaminati. Le ordinanze sono state comunicate all'Asl Ce 1 e Ce 2 per l'esecuzione. Nominati dal ministero anche i due soggetti attuatori che collaboreranno con Cozzolino: si tratta di Fernando Sbizzera, docente di Veterinaria all'università di Padova e Aldo Orrù, colonnello in congedo dei carabinieri del Nas. Entrambi collaboreranno con Cozzolino e con l'Osservatorio regionale per la sicurezza alimentare (Orsa) che ha sede proprio a Caserta. Intanto si diffonde un nuovo allarme dai produttori di latte di bufala: la crisi è forte, la richiesta di mozzarella Dop è in ribasso e il latte non si vende perché i caseifici hanno ridotto i volumi di produzione.
    Bhè a bari non hanno ancora attivato l'istituto della qualità alimentare ? quella per intenderci quella fregata a Parma .

  6. #6
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    è che i container erano troppo vistosi. Adesso lo smaltimento è più ecocompatibile

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  7. #7
    Simply...cat!
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    Bruxelles, 18 : 54
    MOZZARELLA BUFALA: UE INSISTE,2 GIORNI PER ESAMI DIOSSINA

    Bruxelles da' alle autorita' italiane due giorni per fornire i dati sull'eventuale presenza di diossina nelle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania ormai presenti a Bruxelles anche nei supermercati. E non si tratta di una improvvisa curiosita'. Secondo la portavoce della Commissione Europea, Barbara Helferich, responsabile dell'ambiente, "una richiesta in questo senso era stata presentata dalla Commissione Europea alle autorita' italiane gia' in febbraio. Ed era stato chiesto di presentare i risultati in una riunione di un gruppo di esperti della Commissione Europea prevista per il 3 marzo". "In quell'occasione, fu assicurato da parte italiana che la mozzarella del 2005 e del 2006 non conteneva livelli inaccettabili di diossina. Per il 2007, - prosegue la portavoce - i risultati dell'esame di oltre 100 mozzarelle saranno pronti a fine mese. In seguito alle recenti informazioni di stampa, la Commissione ha tuttavia contattato di nuovo le autorita' italiane il 21 marzo e lo ha fatto ancora oggi via mail chiedendo una risposta entro due giorni".

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...ml?ref=hpsbdx2

  8. #8
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Non per difendere napoli, ma da chi mangia cani cotti (coreani) non c'è tanto da rallegrarsi
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  9. #9
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    TAIWAN - Si allarga quindi il fronte internazionale del rifiuto della mozzarella italiana, sospettata di nascondere contaminazioni di diossina dovute ai roghi dei rifiuti in Campania: dopo la Corea del Sud e il Giappone, anche Taiwan ha chiuso le proprie frontiere al formaggio filante, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche. A Bruxelles, nel frattempo, la Commissione europea sembra essere stata colta impreparata da quest’ondata di misure precauzionali contro la mozzarella, sia vaccina che di bufala. Una portavoce , intepellata durante il "briefing" quotidiano per la stampa dell’esecutivo comunitario, ha ammesso di non disporre di altro, per il momento, che delle notizie di stampa pubblicate nelle ultime ore.

    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  10. #10
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    Tokyo non blocca mozzarella campana
    "Sono aumentati i controlli sanitari"

    Rientra, ma solo in parte, l'allarme mozzarella di bufala nel Paese del sol levante: il Giappone non ha bloccato l'import dei prodotti campani ma ha solo deciso di aumentare i controlli sanitari a seguito dell'allarme diossina rilanciato dai media internazionali. Rimane invece confermata la decisione della Corea del Sud a cui ha fatto seguito quella del governo di Taiwan. L'Ue difende l'Italia: non ci sono prove di contaminazione.


    Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop fa marcia indietro: prima annuncia che il Giappone ha bloccato alle dogane la mozzarella di bufala campana, poi ammette che non si tratta di uno stop quanto un "rallentamento" delle procedure di importazione, per controlli più attenti sul prodotto. "Le autorità doganali di Tokyo - si legge in un comunicato del Consorzio - sulla scorta delle informazioni in parola, stanno solo svolgendo controlli più accurati, considerati comunque di routine, al fine di avere certezza della salubrità del prodotto importato, ma non esiste in atto un blocco o un embargo sanitario".

    A ridimensionare una notizia destinata a destare allarme nella filiera produttiva è il presidente del consorzio Franco Consalvo. Il quale aveva commentato in termini allarmati il segnale nipponico, "tanto più preoccupante", aveva detto, per l'assenza di riscontri di laboratorio. Ora, invece, corregge il tiro: "Abbiamo avuto informazioni sbagliate precedentemente. In realtà la mozzarella campana, importata in Giappone da 10-12 caseifici dell'area Dop, è fisicamente ferma alla dogana perche' sottoposta a degli accurati controlli".

    "Si tratta di poche migliaia di chili di mozzarella di bufala dop - conclude - arrivate a Tokyo alla fine della settimana scorsa. Le analisi potranno durare ancora qualche giorno, e vista la situazione mi sembra di poter concludere che il Governo giapponese sta facendo solo il suo dovere".

    L'Ue difende i prodotti nostrani
    "Per ora non abbiamo prove su un'eventuale presenza di diossina nella mozzarella di bufala campana". Così la portavoce del commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas, ha commentato le notizie sui controlli in alcune aziende campane che producono latticini e sul bando alla mozzarella italiana da parte della Corea del Sud e del Giappone. Secondo la portavoce, pur esistendo "un problema che riguarda la mozzarella italiana", per ora ci si può riferire solo "alle notizie riportate dalla stampa" e al fatto che "non c'è nessuna prova" di un'eventuale presenza di diossina nella mozzarella di bufala proveniente dalla Campania".


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