Da parecchi post sull’argomento, sembra che siano in molti a credere ad una sorta di netta equidistanza italiana sul vicino oriente.
Non è così. L’Italia è militarmente già schierata con Israele, e questo in virtù di un accordo di cooperazione militare (no civile o industriale, ma specificatamente militare).
Non ne avevate mai sentito parlare? Risale al 2003. Venne firmato, senza troppa pubblicità, dai rispettivi ministri della Difesa allora in carica, Antonio Martino e Shaul Mofaz, e regolarmente ratificato con legge n° 94 del 17 maggio 2005. All’epoca ministro degli Esteri era l’on. Gianfranco Fini e Presidente del Consiglio l’on. Silvio Berlusconi. La legge fu approvata dal Parlamento con il voto compatto della maggioranza di centro-destra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Udc) e con il sostegno di alcuni settori ed esponenti della minoranza di centro-sinistra.
L’accordo, per la cui attuazione vennero inizialmente stanziati 181 milioni di dollari, prevede un’estesa collaborazione militare per: l’interscambio di materiale di armamento; addestramento ed esercitazioni militari congiunte; scambi di esperienze fra esperti delle due parti; scambio di informazioni anche segrete. Di grande rilievo la cooperazione nel settore ricerca e sviluppo, in particolare nell’ambito della cd. guerra elettronica. Bene, sapete da che parte stiamo.




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