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  1. #1
    euro-holocaust.splinder.com
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    Predefinito Ogni 3 nuovi lavori, 2 vanno agli immigrati: se non è genocidio, poco ci manca...

    Da:

    http://euro-holocaust.splinder.com/

    Disoccupazione e lavoro degli immigrati: vogliamo parlare di genocidio o no?
    L'ISTAT ha reso noto che nel 2007 c'è stata una diminuzione complessiva della disoccupazione in Italia, con un tasso del 6,1%. Eppure, sempre l'ISTAT, esattamente tre mesi fa [vedere l'articolo del 20 dicembre 2007], affermava esserci un tasso di disoccupazione del 5,6%. Ma non è questo il punto, per quanto il balletto dei numeri sia un po' noioso.

    Quello che è interessante e preoccupante è la conferma di alcuni punti, ossia la diminuzione complessiva degli occupati giovani e delle donne, a fronte dell'aumento degli occupati stranieri.

    • La disoccupazione giovanile sale dal 22,6 al 23,2%.
    • Aumentano le donne inattive nel Sud Italia, con un +166.000 unità fuori dal mercato lavorativo, per un totale di quasi 4 milioni e mezzo!
    • L'inattività complessiva in Italia aumenta dell'1,1%.
    A fronte di questi dati, che dovrebbero far riflettere (essendo sintomo di un distacco della classe dirigente e imprenditoriale rispetto alla fascia più fresca di popolazione autoctona), l'occupazione straniera aumenta di 154.000 unità.

    Se consideriamo il totale della crescita dell'occupazione in Italia, notiamo che su 234.000 occupati in più, ben il 65% sono immigrati. Quasi due nuovi lavori su tre stanno andando agli stranieri (e nel Nord Italia la percentuale è ancora più alta)!

    Molte delle considerazioni da fare le abbiamo già espresse nel citato intervento del 20 dicembre. Aggiungiamo che a fronte di questi dati, i sindacati italiani (a differenza di quelli spagnoli, pronti a diminuire le quote di immigrati) chiedono un nuovo decreto-flussi per lasciare spazio ulteriore ai presunti lavoratori allogeni. Presunti perchè è risaputo quanto le richieste spesso siano fasulle (i casi di cronaca sono diversi e spesso vedono protagonisti immigrati regolari, complici di coloro che approfittano di questo sistema per trovare una via verso la regolarizzazione. Leggere anche un intervento dell'11 febbraio dal blog Fatti d'Europa).

    In pratica, quello che chiedono i sindacati italiani è mettere a tacere che il lavoro per gli autoctoni diminuisce; che se diminuisce non è solo per un ipotetico snobismo (che poi può riguardare solo un numero limitato di occupazioni), ma perchè ogni anno muoiono migliaia di lavoratori (per lo più autoctoni e sotto i 40 anni) e perchè il panorama è dominato da precariato e bassi salari; che le cifre devono essere passate al setaccio attentamente e sempre tenendo conto che per ogni straniero assunto, ci sono N autoctoni che vengono lasciati a spasso. Perchè è questa l'attualità.

    E questa attualità si chiama GENOCIDIO.

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  2. #2
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    Predefinito

    In realtà bisognerebbe tenere anche conto del numero di persone che ogni anno va in pensione, tuttavia il dato appare molto preoccupante, visto che non si capisce mai dove e da chi debbano essere tutelati gli taliani se non in Italia dal governo italiano

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da VladIIITepes Visualizza Messaggio
    Da:

    http://euro-holocaust.splinder.com/

    Disoccupazione e lavoro degli immigrati: vogliamo parlare di genocidio o no?
    L'ISTAT ha reso noto che nel 2007 c'è stata una diminuzione complessiva della disoccupazione in Italia, con un tasso del 6,1%. Eppure, sempre l'ISTAT, esattamente tre mesi fa [vedere l'articolo del 20 dicembre 2007], affermava esserci un tasso di disoccupazione del 5,6%. Ma non è questo il punto, per quanto il balletto dei numeri sia un po' noioso.

    Quello che è interessante e preoccupante è la conferma di alcuni punti, ossia la diminuzione complessiva degli occupati giovani e delle donne, a fronte dell'aumento degli occupati stranieri.
    • La disoccupazione giovanile sale dal 22,6 al 23,2%.
    • Aumentano le donne inattive nel Sud Italia, con un +166.000 unità fuori dal mercato lavorativo, per un totale di quasi 4 milioni e mezzo!
    • L'inattività complessiva in Italia aumenta dell'1,1%.
    A fronte di questi dati, che dovrebbero far riflettere (essendo sintomo di un distacco della classe dirigente e imprenditoriale rispetto alla fascia più fresca di popolazione autoctona), l'occupazione straniera aumenta di 154.000 unità.

    Se consideriamo il totale della crescita dell'occupazione in Italia, notiamo che su 234.000 occupati in più, ben il 65% sono immigrati. Quasi due nuovi lavori su tre stanno andando agli stranieri (e nel Nord Italia la percentuale è ancora più alta)!

    Molte delle considerazioni da fare le abbiamo già espresse nel citato intervento del 20 dicembre. Aggiungiamo che a fronte di questi dati, i sindacati italiani (a differenza di quelli spagnoli, pronti a diminuire le quote di immigrati) chiedono un nuovo decreto-flussi per lasciare spazio ulteriore ai presunti lavoratori allogeni. Presunti perchè è risaputo quanto le richieste spesso siano fasulle (i casi di cronaca sono diversi e spesso vedono protagonisti immigrati regolari, complici di coloro che approfittano di questo sistema per trovare una via verso la regolarizzazione. Leggere anche un intervento dell'11 febbraio dal blog Fatti d'Europa).

    In pratica, quello che chiedono i sindacati italiani è mettere a tacere che il lavoro per gli autoctoni diminuisce; che se diminuisce non è solo per un ipotetico snobismo (che poi può riguardare solo un numero limitato di occupazioni), ma perchè ogni anno muoiono migliaia di lavoratori (per lo più autoctoni e sotto i 40 anni) e perchè il panorama è dominato da precariato e bassi salari; che le cifre devono essere passate al setaccio attentamente e sempre tenendo conto che per ogni straniero assunto, ci sono N autoctoni che vengono lasciati a spasso. Perchè è questa l'attualità.

    E questa attualità si chiama GENOCIDIO.

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    Solo su una cosa sono d'accordo, che le condizioni dei lavoratori (però ITALIANI E STRANIERI, SENZA DISTINZIONI) devono essere migliorate.

    QUindi :

    1. Lotta dura contro il lavoratore in nero.
    2. Lotta dura per l'applicazione delle norme sulla sicurezza.



    Per il resto è un'analisi che non condivido , in quanto vuole una dannosissima lotta tra poveri.


    Se uno straniero è autosufficiente , nel senso che lavora e paga le tasse, ha tutto il diritto (secondo me) di vivere in italia, rispettandone le leggi, chiaro.

  4. #4
    La rivoluzione è come il vento
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    I poveri li crea l'immigrazione selvaggia e senza regolamentazioni chiare, come avviene in Italia.

  5. #5
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    Come al solito l'immigrazione è uno scudo dietro cui nascondersi e non vedere i veri problemi. Il lavoro in Italia c'è, per gli italiani e per gli stranieri, ma sono lavori che non offrono prospettive future, pagati male e poco formativi. Con questo mercato del lavoro in Italia accade che i giovani italiani sono costretti ad emigrare altrove per cercare condizioni migliori (e non è difficile). La storia dello straniero che ci ruba il lavoro è una vecchia leggenda che gira almeno dagli anni 90 quando la disoccupazione era piuttosto alta, solo che, a fronte di un aumento del numero d'immigrati la disoccupazione è costantemente calata, cosa che smonta del tutto questa vecchia teoria.

  6. #6
    La rivoluzione è come il vento
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    Comunque sia è curioso come su questo tema Confindustria e Sindacati vadano d'accordo. D'altronde un pò di manovalanza (sfruttata) fa comodo a tutti...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ventidio Basso Visualizza Messaggio
    I poveri li crea l'immigrazione selvaggia e senza regolamentazioni chiare, come avviene in Italia.

    Esatto.
    Non l'immigrazione in quanto tale..ma per come (Non)è regolamentata.

    Abbiamo una legge , la bossi-fini, che sforna immigrati irregolari, che scoraggia chi vuol mettersi in regola.

  8. #8
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    in origine la prpopaganda xenofoba era diversa però

    ricordiamo che la cosa è cominciata coi terroni che venivano da giù a rubare i posti ai nordici.

    ora parlano degli extracomunitari e ormai i terroni sono stati totalmente riabilitati

  9. #9
    La rivoluzione è come il vento
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    Citazione Originariamente Scritto da drizzt Visualizza Messaggio
    Esatto.
    Non l'immigrazione in quanto tale..ma per come (Non)è regolamentata.

    Abbiamo una legge , la bossi-fini, che sforna immigrati irregolari, che scoraggia chi vuol mettersi in regola.
    E un'altra che prevedeva la regolarizzazione selvaggia, la amato-ferrero.

    Comunque siamo di fronte ad un vero e proprio sfruttamento massiccio del lavoro straniero per favorire i portafogli degli imprenditori e il tornaconto elettorale delle sinistre progressiste. A rimetterci ovviamente sono i giovani... sempre più disoccupati, sempre più precari!

    Un partito dei lavoratori SERIO chiederebbe subito la riduzione dei flussi migratori, altro che regolarizzazioni!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ventidio Basso Visualizza Messaggio
    E un'altra che prevedeva la regolarizzazione selvaggia, la amato-ferrero.

    Comunque siamo di fronte ad un vero e proprio sfruttamento massiccio del lavoro straniero per favorire i portafogli degli imprenditori e il tornaconto elettorale delle sinistre progressiste. A rimetterci ovviamente sono i giovani... sempre più disoccupati, sempre più precari!

    Un partito dei lavoratori SERIO chiederebbe subito la riduzione dei flussi migratori, altro che regolarizzazioni!

    Un partito serio dei lavoratori chiederebbe come ho già detto quei due punti :
    1) LOTTA AL LAVORO NERO.
    2) LOTTA ALL'INSICUREZZA SUL LAVORO.

    I lavoratori sono lavoratori...non ci sono lavoratori di serie A o B a seconda della nazionalità.


    Altro punto senza fondamento del tuo ragionamento è il "tornaconto" elettorale delle sinistre progressiste. Quale sarebbe?? per votare in italia serve la cittadinanza. I voti di stranieri sono pochissimi.
    Inoltre,forse tu non lo sai, ma le comunità straniere spesso sposano valori e programmi conservatori .
    La comunità sudamericana per esempio è altamente cattolica, se parli con ragazzi/e sudamericani sono spesso contrari al diritto di aborto ecc.
    La comunità islamica certo non sposa principi progressisti come il diritto alle donne o la parità di sessi tipici della sinistra.
    La comunità dell'est europeo , che hanno vissuto sono dittature comuniste , sono fortemente rifrattarie a tutto ciò che è sinistra .

    Poi vi sono meccanismi sociologici risaputi e stra studiati. Per cui i nuovi "integrati" si chiudono in difesa del raggiunto status quo, e spesso manifestano valori conservatori se non addirittura xenofobi (ci sono casi di comunità straniere integrate contrarie all'ingresso di nuovi stranieri).

    Insomma la situazione è ben diversa dal semplicistico e sbagliato "ti do il diritto al voto o mi batto per la tua integrazione e tu mi dai il tuo voto".

 

 
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