´CRISTINA ZAGARIA
«Non esiste un caso-diossina in Campania». Smorza, stempera, ironizza. Il ministro per l´Agricoltura, Paolo De Castro, è polemico con la Corea, preoccupato per il Giappone e furioso per «una psicosi infondata che infierisce su una regione già martoriata».
intervista
Paolo De Castro, responsabile del dicastero dell´Agricoltura: temo anche il pauroso effetto mediatico
Il ministro contro psicosi e blocchi "Allarme infondato, coreani speculatori"
Si era pensato a un altro blocco dopo quello coreano, poi la precisazione: si tratta di severi controlli
"Seul poco corretta. Invece il Giappone vuole solo la lista delle aziende a rischio"
CRISTINA ZAGARIA
( segue dalla prima di cronaca)
Ministro De Castro, cosa è successo alle frontiere giapponesi?
«Alla luce delle indagini che i nostri carabinieri stanno facendo in Italia, il Giappone ha intensificato i controlli e ci ha chiesto la lista delle aziende a rischio».
I controlli, però, durano da giorni e il prodotto rischia di deperire.
«Indubbiamente i controlli più approfonditi comportano una perdita di tempo alla dogana e la campagna mediatica innesca un allarme micidiale, che danneggia l´intera filiera.
La Corea del Sud ha bloccato le importazioni di mozzarella di bufala, dopo dei controlli, cosa c´è di poco corretto?
«Sarò duro, ma vorrei sapere che mozzarella hanno controllato. Non abbiamo importazioni dirette con la Corea, ma c´è una triangolazione con altri paesi. I coreani sono sicuri che stanno controllando mozzarella "Made in Italy"? E poi, è di oggi la notizia che è stato trovato, un topo in uno snack coreano, noi italiani non chiudiamo per questo le nostre frontiere. È speculazione».
Non temete l´effetto domino con gli altri paesi: America, Inghilterra, Francia?
«Domani (oggi ndr) abbiamo un vertice al ministero della Salute e daremo le prime risposte a Tokyo e ovviamente studieremo anche un piano per tranquillizzare e informare le altre ambasciate italiane all´estero. Comunque l´83 per cento della mozzarella di bufala è consumato in Italia, solo il 17 per cento è esportato all´estero».
Ma, esiste un problema diossina, o no?
«Non esiste un problema diossina nella regione Campania. Non c´è una specificità, c´è un inquinamento in tutta Italia, anzi notoriamente è più inquinato il Nord del nostro mezzogiorno. E assolutamente non esiste un legame di causa ed effetto tra l´emergenza rifiuti e la qualità del cibo».
Qual è la vera entità dell´inchiesta dei carabinieri nelle aziende casertane?
«C´è qualche caso di mozzarella di bufala con una concentrazione di diossina superiore ai limiti di legge e lo abbiamo rintracciato e delimitato. Per il resto, stiamo lavorando. Secondo i dati del Consorzio parliamo del 2 per cento delle aziende e nessuna aderente al consorzio dop. L´importante è non creare un nuovo caso aviaria, cioè un grande allarme quando non ci sono veri rischi, così si danneggiano solo i produttori e non si tutela il consumatore. I controlli non devono creare inutili psicosi, anzi sono la prima garanzia per produttori e consumatori».
Secondo i produttori c´è già stato un calo delle vendite del 30-35 per cento. Il livello di guardia internazionale è alto, quali contromosse sta prendendo il ministero?
«Il nostro primo obiettivo sarà liberare il mercato dal prodotto invenduto e poi stiamo studiando anche con l´assessore Andrea Cozzolino un piano d´aiuto per chi è stato travolto dal tornado diossina».
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