ra gli iscritti all'anagrafe capitolina, uno su dieci ha passaporto straniero. Secondo gli ultimi dati ufficiali, riferiti a inizio 2009, gli immigrati residenti nella Capitale sono 293.948. Una presenza cresciuta del 9% in un anno e quasi raddoppiata negli ultimi dieci, quando il peso degli stranieri sulla popolazione è passato dal 4,8% del 1998 all'attuale 10,3. È la fotografia tracciata nella VI edizione dell'Osservatorio romano sulle migrazioni Caritas/ Fondazione Migrantes. Fra i cittadini non italiani prevalgono gli europei (45,1%), seguiti dagli asiatici (27%). Roma però, a differenza di altre città, mostra una forte presenza di migranti di Paesi a sviluppo avanzato: ad esempio sono quasi 5mila gli statunitensi, che figurano tra le prime 15 nazionalità.
La presenza straniera nella capitale, spiega il dossier, è da tempo più forte che nel resto d'Italia, ma con notevoli differenze da una zona all'altra della città. A Roma, "gli insediamenti delle comunità estere appaiono discreti, quasi a mimetizzarsi", malgrado l'innegabile tendenza alla "concentrazione" in alcuni quartieri. In assoluto, il municipio con più stranieri è il primo (centro storico), con 34.697 residenti; quello che ne ha meno è il III (San Lorenzo-Nomentano) dove sono appena 5.307.
L'insediamento è dominato da due modelli contrapposti: da un lato quello di chi ha "dimora abituale come domestico presso un datore di lavoro", nei quartieri alti della città. All'opposto, quello di chi privilegia zone periferiche e meno costose o le cittadine dell'hinterland. Infine, come in altre grandi città, i quartieri centrali nei dintorni della stazione esercitano un'attrattiva per il mix fra prezzi contenuti degli alloggi e forte presenza di attività commerciali "etniche". Se quindi la parte del leone la fa da anni il rione Esquilino, più in generale si nota una concentrazione che fa perno su tre aree, "una centrale e due periferiche: ai municipi I (centro storico) e XX (Cassia-Giustiniana), luoghi storici d'insediamento, si aggiunge da qualche anno l'VIII" (delle Torri). Queste tre circoscrizioni da sole (con rispettivamente 34.697, 23.328 e 26.861 non italiani), accolgono oltre un quarto degli stranieri di Roma.
Diverse sono poi le scelte a seconda delle nazionalità, che spesso riflettono anche differenti vocazioni lavorative. I migranti più numerosi, i romeni, sono disseminati in tutti i municipi, con concentrazioni maggiori nella zona delle Torri e ad Ostia. "Diffusa" anche la presenza dei filippini, una delle comunità più antiche, che però prevalgono a Roma nord (da Monte Mario alla Cassia) e nel quartiere Parioli. Tra le altre comunità più consistenti ci sono quelle polacca ed egiziana; se la presenza dei primi è diffusa a macchia d'olio in tutta la città, gli egiziani sono invece concentrati in soli due municipi: il XIII (Ostia-Acilia) e il XV (Portuense). Ma sono altre due le collettività la cui distribuzione è più anomala, perché "legata allo svolgimento di particolari forme di lavoro autonomo". I cinesi, per oltre metà, si concentrano in soli tre municipi: centro storico (soprattutto
Esquilino), municipio VI (Tor Pignattara) e VIII. Discorso analogo vale per i bengalesi, ma con una maggiore espansione verso est.
Roma, straniero un abitante su 10 - Roma - Repubblica.it




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