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    Predefinito Morte tifoso-compagno del Parma / Repressione negli stadi

    tifoso del parma morto all'autogrill

    Manganelli: «Non c'è emergenza.
    Ora carta-bancomat per lo stadio»


    Il capo della polizia: «Gli incidenti sono diminuiti del 40 per cento. Adesso il rischio è Roma-Manchester»



    ROMA — «La partita Juventus- Parma non s'è giocata in segno di lutto, non per motivi di ordine pubblico né per il timore di incidenti», spiega il capo della polizia, Antonio Manganelli, mentre il mondo del calcio piange una nuova vittima. Su quanto accaduto all'Autogrill di Crocetta Nord ci sono ancora versioni confuse e in parte contrastanti.
    Prefetto Manganelli, a cinque mesi dall'uccisione del tifoso Gabriele Sandri da parte di un agente di polizia, c'è un altro morto in una stazione di sosta lungo l'autostrada dopo l'incontro fra sostenitori di squadre contrapposte.
    «L'indagine è in corso e stabilirà quello che è accaduto verificando ogni particolare. Secondo quanto mi è stato riferito dovrebbe comunque trattarsi di una situazione diversa rispetto a quella in cui fu ucciso il giovane Sandri. Dalle prime informazioni sembra che sia avvenuto un tragico incidente, e mi auguro sia andata realmente così ».
    Ma c'è un'emergenza legata agli incroci tra i diversi gruppi in movimento negli autogrill?
    «Il problema esiste, ed è una delle situazioni che teniamo maggiormente sotto controllo e sulla quale continuiamo a lavorare. Non a caso la società Autogrill, seppure non ne faccia parte formalmente, partecipa regolarmente alle riunioni dell'Osservatorio sulla violenza; come le Ferrovie, come l'Agenzia delle entrate e altre realtà interessate a ciò che accade intorno alle partite e ai movimenti dei tifosi. Ma anche lungo le autostrade la situazione rispetto al passato è migliorata: non si registrano le ruberie né le devastazioni di un tempo».
    Che cosa è cambiato?
    «Che non ci sono più le vendite in blocco dei biglietti alla società ospite, la quale spesso era costretta a rivenderli, sotto ricatto e a prezzi stracciati, ai gruppi ultras. Da lì le trasferte in massa con le conseguenti violenze, e gli scontri con le tifoserie avversarie che facevano lo stesso gioco. Adesso ci sono i biglietti nominali e se ne possono vendere al massimo quattro insieme, presentando i documenti di tutti: quel meccanismo è saltato. Certo i gruppi si possono sempre muovere, ci sono ancora i pullman affittati, ma le occasioni di scontro si sono molto affievolite».
    Che bilancio si può fare a un anno e due mesi dalla morte dell'agente Raciti a Catania?
    «Nei vari campionati, a tutti i livelli, quest'anno si sono giocate oltre 1.800 partite, e rispetto allo stesso periodo nella stagione precedente all'omicidio Raciti gli incidenti sono diminuiti del 40 per cento, e il numero dei feriti del 60 per cento. Credo di poter dire che, grazie agli accorgimenti adottati e al lavoro del quale ci sentiamo di rivendicare una parte di merito, la situazione è nettamente migliorata ».
    A parte l'episodio di Crocetta Nord, e in attesa di ulteriori chiarimenti sull'accaduto, la tranquillità intorno agli stadi sembra però lontana.
    «E' vero, il cammino è ancora lungo, anche perché è la cultura stessa del tifoso che deve cambiare. Purtroppo possiamo immaginare che in futuro si verificheranno nuovi incidenti, anche se ovviamente ci auguriamo il contrario e faremo di tutto per evitarli. Ma di strada ne abbiamo percorsa, e potremmo andare ancora avanti se dal prossimo campionato riuscissimo a introdurre almeno parzialmente la "carta del tifoso"».
    Sarebbe?
    «Una sorta di carta-bancomat con la quale il sostenitore si qualifica con nome, cognome e squadra per la quale fa il tifo, acquista i biglietti e accetta di farsi riconoscere. In questo modo si crea un meccanismo di "fidelizzazione" e affidabilità grazie al quale quel tifoso potrà assistere, ad esempio, alle partite in trasferta che l'Osservatorio dovesse vietare ai tifosi ospiti. Succede già in altri Paesi d'Europa».
    Sembra quasi un libro dei sogni se si pensa a certe realtà di gruppi ultras, agli arresti effettuati anche di recente, ai coltelli e armi improprie sequestrati intorno agli stadi...
    «Lo so, ma abbiamo già fatto molto e dobbiamo proseguire. Anche perché le situazioni a rischio restano, i campanelli d'allarme ci sono e un primo banco di prova arriverà già martedì sera con l'incontro Roma-Manchester United. All'Olimpico ci saranno gli ispettori Uefa per controllare la situazione; la finale della Champions League 2009 è stata assegnata a Roma, ma siamo ancora sotto osservazione e quella decisione potrebbe essere revocata. Se dovessero verificarsi incidenti l'Uefa ci ha già fatto sapere che sarebbero pronti a cambiare sede».

    Giovanni Bianconi
    31 marzo 2008
    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  2. #2
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    il tifoso del parma morto domenica

    Matteo il «ribelle», diffidato per tre anni

    Bagnaresi tra calcio e politica: «antifascista» era la definizione che il giovane aveva scelto per sé


    Uno striscione per Matteo Bagnaresi a Napoli (Ap) TORINO — «Se vuoi ribellarti, diventa ultrà. Se non vuoi, rispettaci». Matteo Bagnaresi, 28 anni a settembre, lo aveva scritto quando era ancora un liceale. Da allora, carattere e sentimenti non erano cambiati. Figlio unico di Bruno, ingegnere alla Barilla, e di Cristina, insegnante, Matteo era uno sportivo — giocava a tennis e a calcio — e si era laureato da poco in Prevenzione sui luoghi di lavoro. Lavorava in una cooperativa che fornisce alle aziende servizi sull'applicazione della legge 626 sulla sicurezza.
    Ma, soprattutto, era un ultrà dei Boys, il gruppo di supporter del Parma che ha compiuto trent'anni nel 2007. E un militante appassionato: per la sua tesi, aveva scelto le ragioni del «no» all'inceneritore di Parma, una battaglia che lo coinvolgeva e per la quale aveva firmato numerosi appelli. «Antifascista» era la definizione che il giovane travolto ieri in un'area di servizio aveva scelto per sé. Come Mario Lupo, il ragazzo ucciso a Parma nel 1972 da un gruppo di estremisti di destra e che ancora oggi dà il nome al più importante centro sociale di Parma, più volte sgombrato e rioccupato.
    Matteo lo frequentava, e aveva firmato anche numerosi documenti politici: contro la legge Fini-Giovanardi, contro la proposta di intitolare una via a Fabrizio Quattrocchi, ucciso in Iraq, contro i controlli e la «censura» del web. Per lui e per i tifosi come lui, colpiti da un Daspo, il divieto di entrare negli stadi — che per Bagnaresi era scaduto da poco, lo scorso 10 gennaio— i Boys del Parma avevano perfino fabbricato uno striscione: «Diffidati, sempre con noi». Per una tragica ironia del destino, la squadra del cuore di Matteo stava giocando proprio contro la Juventus quel 6 gennaio 2005, quando il ragazzo era rimasto coinvolto nell'invasione dello stadio Tardini e negli scontri con gli ultrà bianconeri. Così la partita di ieri, dunque, rappresentava per lui quasi un riscatto, un'occasione di tifo irrinunciabile. Le forze dell'ordine di Parma conoscevano Matteo perché se lo ritrovavano davanti in tutte o quasi le manifestazioni dell'estrema sinistra: un «antagonista», insomma, più volte identificato per episodi di poco conto, come appunto i cortei non autorizzati contro l'alta velocità o l'impianto di smaltimento dei rifiuti che secondo lui e i suoi amici avrebbe distrutto per sempre l'ambiente della «food valley» d'Italia.

    E quando il concerto di un gruppo punk-rock «colpevole» di essere composto da tifosi della Reggiana era stato annunciato a Parma, Bagnaresi era stato di nuovo tra i primi a schierarsi contro: le tracce sono in rete, come i suoi messaggi, «non venite se no ci penseremo noi a cacciarvi indietro». Ma Matteo era anche convinto che «regole non scritte condannano i pestaggi sleali e fini a se stessi». Nella villetta di via Guido Reni alla periferia di Parma ieri si sono radunati amici, vicini di casa, uno zio: «E' una tragedia incredibile, non riusciamo a pensare che sia vero». In città, invece, si sono ritrovati i Boys; nessuna dichiarazione, solo la rabbia trattenuta, e un timore: «Ora lo faranno passare per un teppista».
    Vera Schiavazzi
    31 marzo 2008
    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  3. #3
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    il questore di Asti: «non c'entra il tifo, tragica fatalità»

    Un tifoso: «Ci volevamo ammazzare»

    Secondo lo juventino, Matteo si sarebbe messo davati al pullman e l'autista non sarebbe riuscito a evitarlo


    MILANO - «Non poteva evitarlo. Stavamo scappando, ci volevano ammazzare, avevano spranghe e oggetti contundenti. Ci hanno minacciato e circondato». È la testimonianza resa a Mediaset da un tifoso juventino che era a bordo del pullman che ha travolto e ucciso Matteo Bagnaresi alla stazione di servizio Crocetta di Felizzano sulla A21. Secondo lui Matteo si sarebbe messo davanti al pullman. «Solo alcuni tifosi sono riusciti a salire sul pullman che stava scappando, la dinamica è stata confusa - ha aggiunto il giovane -. L'autista non stava facendo retromarcia, e non poteva in alcun modo evitarlo».

    QUESTORE - Completamente diversa la ricostruzione degli inquirenti. «Il tifo stavolta non c'entra» dice il questore di Asti, Antonio Nanni, parlando di «una tragica fatalità». «Stavano andando via - spiega Nanni a Mediaset -, l'autista dice che non l'ha visto. Non ci sono stati scontri. Non ci sono bottiglie e oggetti a terra. Non ci sono testimoni esterni. Il benzinaio era rivolto di spalle. È stata una terribile disgrazia».

    30 marzo 2008
    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  4. #4
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    le due societa': «si è trattato di una tragica fatalita'»

    Morto un tifoso del Parma
    Rinviata la partita con la Juventus


    Il giovane investito da un bus di ultrà in un'area di servizio dell'A21. L'autista indagato per omicidio colposo


    Rilievi della scientifica sul luogo dell'incidente (Elias) MILANO - Un tifoso del Parma, Matteo Bagnaresi di 27 anni, è stato travolto e ucciso nell'area di servizio Crocetta Nord, al chilometro 48 dell'A21 Piacenza-Torino, da un pullman di tifosi della Juventus. Il mezzo era vuoto e l'autista stava facendo manovra quando è avvenuto l'incidente. Prima dell'incidente, nell'area di servizio ci sarebbero state schermaglie tra le due tifoserie. Bagnaresi, che viveva a Parma, è morto sul colpo. L'autista è stato interrogato ed è indagato per omicidio colposo, ma il magistrato non ha disposto nei suoi confronti l'arresto. Ha ribadito agli investigatori di non essersi accorto di nulla e di essersi fermato in autostrada, a poca distanza dall'area di servizio dove è avvenuto l'incidente, perché alcuni dei tifosi sul bus gli hanno segnalato che era successo qualcosa. Bagnaresi è stato colpito vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti.
    LA VITTIMA - Laureato, lavorava per una cooperativa e viveva nella città emiliana con i genitori. Faceva parte del direttivo dei 'Boys', il gruppo ultrà che domina la Curva Nord allo stadio Tardini, e aveva da poco riottenuto il diritto di andare allo stadio: per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultrà parmigiani e bianconeri durante Parma-Juventus era stato raggiunto da un Daspo, il divieto a partecipare a manifestazioni sportive, della durata di 3 anni. Militante della sinistra antagonista, era attivo nell'ambito dei centri sociali di Parma che fanno riferimento al Mariano Lupo.
    SOLO SFOTTÒ MA NON SCONTRI - Nell'area di servizio Crocetta Nord ci sarebbero stati degli "sfottò", non veri e propri scontri, tra tifosi della Juve e del Parma. La ricostruzione della polizia stradale di Alessandria Ovest ha chiarito che nell’area di servizio si erano incontrati quattro pullman di tifosi del Parma e uno di tifosi juventini. I ragazzi sono scesi dai mezzi e si sono scambiati frasi ingiuriose e sfottò, ma nessuno è venuto alle mani - precisa la stradale - e non è stato tirato fuori o rinvenuto alcun tipo di arma. L’autista del pullman dei tifosi juventini, proprio per evitare che dalle parole si passasse a tafferugli e scontri fisici, avrebbe quindi deciso di ripartire e, nel fare manovra, non si sarebbe accorto del tifoso del Parma, finito sotto le ruote. Diversa la versione fornita da un tifoso juventino ai microfoni di Mediaset: «Stavamo scappando, ci volevano ammazzare, avevano spranghe e oggetti contundenti».
    UN AMICO DELLA VITTIMA - Un tifoso del Parma ha confermato la versione riferita dall'autista del pullman alla polizia stradale. «Matteo era vicino alle ruote del bus - ha raccontato - e in retromarcia il mezzo lo ha travolto, poi è ripartito. L'autista non lo ha visto e non si è accorto di quello che era successo. Qualcuno di noi si è invece accorto subito dell'investimento e ha urlato all'autista di fermarsi, ma lui, forse impaurito e pensando che fossero minacce, ha proseguito». Secondo alcune testimonianze di tifosi parmigiani, appena il pullman juventino era giunto nell'area di servizio Crocetta Nord c'era stato qualche sfottò da parte dei tifosi "rivali", e per questo l'autista avrebbe deciso di riprendere la marcia, con l'intenzione forse di fermarsi poi in un successivo grill.
    ANNULLATA LA PARTITA - La partita di serie A Juventus-Parma che si sarebbe dovuta giocare domenhica alle 15 all’Olimpico è stata annullata in segno di lutto. Lo stadio di Torino si è svuotato, in silenzio, appena il pubblico ha avuto dallo speaker la notizia del rinvio. Sono rimasti soltanto, sul terreno di gioco, i ragazzini delle scuole calcio che avrebbero dovuto assistere a una premiazione di Alessandro Del Piero. La notizia del rinvio di Juventus-Parma è stata confermata dal club bianconero. «Juventus e Parma, con il benestare delle autorità competenti hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita in segno di lutto» ha spiegato un portavoce. «Pur trattandosi di una tragica fatalità - affermano Juventus e Parma - le società hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per mandare in campo le squadre». Sui campi di calcio di Serie A è stato osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria di Bagnaresi. La decisione è stata presa dalla Federcalcio d'intesa con la Lega professionisti.
    POSSIBILE RECUPERO IL 16 APRILE - È attesa per lunedì la decisione della Lega Calcio in merito alla data del recupero di Juventus-Parma. La Lega Calcio al momento non può confermare le indiscrezioni che fisserebbero il recupero del match a mercoledì 16 aprile. La lega dovrebbe delineare una serie di opzioni da valutare appunto lunedì.

    TRAGICA COINCIDENZA - La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell'area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.

    30 marzo 2008
    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  5. #5
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    2008-03-31 12:05

    OSSERVATORIO DEL VIMINALE, RIUNIONE STRAORDINARIA



    ROMA - Le trasferte dei tifosi e l'arrivo dei supporter del Manchester United a Roma: sono i due argomenti di cui si parlerà nella riunione straordinaria dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive in programma questa mattina, convocata dopo la morte di Matteo Bagnaresi, l'ultrà del Parma investito e ucciso in un'area di servizio da un pullman di tifosi juventini.

    La decisione di convocare l'Osservatorio è stata presa ieri pomeriggio proprio per fare il punto sui rischi connessi alla movimentazione dei tifosi in trasferta e valutare eventuali provvedimenti. Nel corso dell'incontro si parlerà anche di Roma-Manchester in programma domani all'Olimpico che suscita preoccupazioni tra i responsabili delle forze dell'ordine. Nei giorni scorsi c'é già stata una riunione operativa per definire i servizi legati all'ordine pubblico in vista dell'arrivo di migliaia di tifosi inglesi a Roma.

    Una 'carta del tifoso' negli stadi per ridurre la violenza tra tifosi. E' la proposta del capo della polizia Antonio Manganelli che in un'intervista al 'Corriere della Sera' definisce un 'tragico incidente' la morte di Matteo Bagnaresi, investito e ucciso dal pullman di tifosi bianconeri in un'area di servizio della A21nell'Astigiano. Ma "ogni particolare" sarà verificato.

    Nel frattempo sono ancora in corso gli interrogatori dei testimoni che ieri hanno assistito all'incidente nell'area di servizio della A2. Secondo quanto si è appreso, l'attenzione di investigatori e inquirenti si sta concentrando su quelle persone che non appartenevano né al gruppo di tifosi del Parma né a quello della Juventus proprio per avere una versione "terza" di quanto avvenuto nell'area di servizio 'Crocetta Nord', visto che i racconti forniti dall' uno e dall'altro non concordano. Per sentire tutti i testimoni, molti dei quali residenti fuori dalla zona dell'incidente, sono già stati presi i contatti con le competenti autorità di polizia giudiziaria, a cui la procura di Asti ha delegato gli interrogatori.

    Al momento comunque l'unico indagato resta l'autista ma non è escluso che se dai racconti dei testimoni emergeranno responsabilità tra i tifosi, la lista possa allungarsi nelle prossime ore. L'obiettivo degli inquirenti è infatti quello di ricostruire ciò che è accaduto prima dell'incidente: il racconto fornito dall'autista del pullman juventino - interrogato ieri sera e indagato per omicidio colposo - avrebbe trovato riscontri oggettivi proprio nelle testimonianze di persone terze. Ai magistrati di Asti l'autista ha detto di non essersi accorto di nulla al momento dell'incidente e di esser partito di corsa per timore che il pullman rimanesse coinvolto in scontri.

    Se poi si sia trattato di un pericolo "reale" o soltanto "percepito" é quello che vogliono capire gli inquirenti ricostruendo quanto avvenuto prima che Matteo Bagnaresi fosse travolto dal bus. Anche il comportamento dell'autista è stato giudicato "assolutamente collaborativo" ed è questo il motivo per cui nei suoi confronti non sono stati emessi provvedimenti. L'uomo dopo esser fuggito dall'area di servizio ha fermato il pullman e chiamato il 113, raccontando l'accaduto. Ed è stato sempre lui a chiedere di essere ascoltato dai magistrati.
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._43844879.html

  7. #7
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    Ultrà morto, riunione al Viminale
    L'emergenza è Roma-Manchester
    Berlusconi: "Errore vietare le trasferte"


    Riunione straordinaria dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. In agenda, le trasferte dei tifosi e l'arrivo dei 4.000 supporters del Manchester United a Roma per l'incontro di domani all'Olimpico. Il gruppo di tifosi a cui apparteneva Matteo Bagnaresi nega gli scontri con i tifosi bianconeri nell'area di servizio Crocetta. Il presidente del Coni Gianni Petrucci: "Giusto non giocare Juve-Parma". E Silvio Berlusconi si dice contrario al blocco delle trasferte

    148 Associazione funzionari di polizia: "Vietare le trasferte"
    L'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) propone: "E' necessario vietare fino alla fine dei vari campionati di calcio, comprese le serie minori, qualsiasi trasferta di tifosi"

    14:12 Attesi a Roma 4.000 tifosi del Manchester
    Attesi a Roma 4.000 tifosi del Manchester. Rafforzati i controlli nella capitale. A Fiumicino sono sbarcati già i primi supporter dei Red Devils: "Totti assente?" ha detto un anziano tifoso con la sciarpa rossa al collo. "Aumentano per noi le possibilità di qualificazione"

    14:03 Santanchè: "Servono leggi più severe"
    Daniela Santanchè, candidata premier per La Destra, ha detto: "Oggi c'è da avere paura ad andare allo stadio, e c'è da avere paura a girarci attorno. Servono regole e leggi più severe.
    E' ora di dire basta, bisogna intervenire!"

    137 I Boys Parma: "Né spranghe, né bastoni"
    Il gruppo di tifosi Boys Parma a cui apparteneva Matteo Bagnaresi ha diffuso un comunicato: "S'è parlato di catene, spranghe e bastoni. Ma né noi né gli juventini eravamo armati. S'è parlato di scontri e di tafferugli, ma le due fazioni non si sono date battaglia. S'è parlato ancora di tifo violento e di voler sospendere le trasferte dei tifosi, ma Il Bagna non è stato ucciso da altri ultras, è morto sotto le ruote di un pullman"

    13:29Pancalli: "Non si possono privare le trasferte ai tifosi normali"
    Luca Pancalli, in qualità di commissario straordinario della Figc e
    vice-presidente del Coni, in merito alle trasferte dei tifosi ha detto: "In realtà già esiste il divieto di vendere in blocco i biglietti. E poi non si può privare i tifosi normali di andare in trasferta... Il fenomeno della violenza molto al di fuori degli stadi, come negli autogrill, è difficilmente controllabile. Serveno la ristrutturazione degli stadi e tante iniziative rivolte ai più giovani, senza rinunciare al dialogo con le tifoserie organizzate"

    13:07 Un'anziana tifosa juventina: "Sono ancora terrorizzata"
    Parla un'anziana tifosa della Juventus era a bordo del pullman nell'area di servizio Crocette: "Mi sono spaventata molto, sono ancora terrorizzata, ho visto quei ragazzi che correvano contro la corriera. E meno male che a noi ci hanno lasciato stare, eravamo già in partenza, non potevano mettersi davanti, ho visto che correvano. Ho visto un ragazzo con la bottiglia, era caduto nel correre o era inciampato, l'ha presa su e correva ancora dopo"

    Il padre dell'autista: "Siamo distrutti dal dolore"

    Luigi Spolti, padre dell'autista che ieri era alla guida del pullman, ha detto: "Siamo distrutti dal dolore". Il figlio Siro, 40 anni, è tornato ieri sera a Covo, un paesino della bassa bergamasca, dopo aver passato la giornata in questura ad Asti per essere sentito dagli inquirenti

    12:41 Presidiata la casa della vittima

    A tutela della privacy e del dolore della famiglia di Matteo Bagnaresi, da ieri sera l'abitazione di via Guido Reni a Parma è presidiata da una pattuglia della Polizia

    12:40 Polizia: "Nessuna arma impropria sequestrata"

    La polizia non ha sequestrato armi né proprie né improprie nell'area di servizio Crocetta Nord. L'unica traccia di un ipotetica aggressione all'automezzo è rappresentata da frammenti di vetro di una bottiglia che erano sull'asfalto. La Polizia ha sequestrato le riprese televisive del circuito interno sia del bar sia della attigua stazione di servizio

    12:25Parma invasa di scritte per Matteo Bagnaresi

    Parma invasa di striscioni, scritte, messaggi rivolti a Matteo Bagnaresi, soprattutto vicino allo stadio Tardini e all'ex centro sociale 'Mariano Lupo'. "Il tuo sorriso non si spegnerà" è il testo di uno striscione affisso dal gruppo anarchico di Parma, "Ciao Teo sarai sempre con noi" campeggia invece più volte lungo o muri a pochi passi dall'impianto sportivo del Parma

    12:12 Berlusconi: Vietare le trasferte? "Ma no, ma no"

    Il presidente del Milan Silvio Berlusconi ha risposto a chi gli chiedeva se fosse giusto vietare le trasferte ai tifosi: "Ma no, ma no"

    115 Si attende nullaosta per autopsia di Matteo Bagnaresi
    Non è ancora stato rilasciato il nullaosta per l'autopsia sul cadavere di Matteo Bagnaresi. Il pullman è tuttora sottoposto ad accertamenti da parte della polizia scientifica

    il ricordo degli amici: "Ciao Teo! La Nord sarà sempre con te"
    Accanto ad una pompa di benzina nell'area di servizio della Crocetta è stato deposto un mazzo di margherite gialle e un biglietto: "Vicini nel dolore. Una mamma tifosa e i suoi figli, Cinzia e Davide". E poi, ancora, le testimonianze lasciate dagli amici della vittima: "Ciao Teo! La Nord sarà sempre con te". Qualcuno ha lasciato un ritaglio di giornale: un articolo della Gazzetta dello Sport intitolato "Matteo, il tifoso laureato e impegnato nel sociale"

    Ancora in corso gli interrogatori dei testimoni

    Sono ancora in corso gli interrogatori dei testimoni che ieri hanno assistito all'incidente nell'area di servizio della A21. Al momento l'unico indagato resta l'autista. Ai magistrati di Asti l'autista ha detto di non essersi accorto di nulla al momento dell'incidente e di esser partito di corsa per timore che il pullman rimanesse coinvolto in scontri

    10:49 Un piano per controllare i viaggi in autostrada
    Le statistiche parlano di un 30% in meno di incidenti negli autogrill. Qesto è dovuto soprattutto dalle limitazioni delle trasferte che hanno tenuto a casa migliaia di tifosi. Previsto dal capo dell'Osservatorio, Felice Ferlizzi, anche un nuovo piano per controllare i viaggi in autostrada: più telecamere; aree di servizio dove fare fermare i bus dei tifosi; più polizia stradale

    10:43 Matteo si era appena laureato
    Matteo Bagnaresi si era appena laureato con una tesi su prevenzione e salubrità dell'aria. Era un ambientalista. Già segnalato dalla polizia in diverse manifestazioni No-Tav. Nel 2005 era stata denunciato dopo un'invasione di campo proprio durante una partita contro la Juventus. Dopo tre anni lontano dagli stadi per una diffida, quello di ieri era il suo ritorno in curva

    109 Le indagini della Digos: i dubbi sulla cintura
    La Digos di Asti sta verificando un dettaglio importante. La prima persona che ha soccorso Matteo Bagnaresi è stata una ragazza. Per cercare di rianimarlo, gli avrebbe tolto un passamontagna nero dalla faccia. Quando i necrofori hanno portato via la salma del ragazzo, hanno raccolto da terra oltre alla sciarpa gialloblù anche la cintura sfilata dai pantaloni. Per i tifosi juventini quella era la sua arma

    098 Di Pietro: "Sistema tifoserie impazzito"
    "Non è il calcio che è impazzito, è il sistema delle tifoserie". Questo il commento del ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro. "Dentro lo stadio c'è la sicurezza, il problema è fuori. Non è possibile fare prevenzione perchè vorrebbe dire mettere agenti di polizia al fianco di ogni tifoso. Quello che serve è senso di responsabilità ed educazione"

    097 Riunione straordinaria Osservatorio Viminale
    Riunione straordinaria dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. In agenda, le trasferte dei tifosi e l'arrivo dei supporters del Manchester United a Roma. Roma-Manchester, in programma domani all'Olimpico, suscita preoccupazioni tra i responsabili delle forze dell'ordine

    095 Petrucci, Coni: "Giusto non giocare"
    Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha detto: "Ho condiviso la scelta di non giocare Juve-Parma. La vita umana è sacra e non si può pensare alla partita. Quello che conta in questi momenti è partecipare al grave lutto che ha colpito la famiglia e pensare che lo sport è importante ma la vita umana molto di più"

    093 I Boys del Parma: "Non eravamo armati"
    I Boys, il gruppo di tifosi a cui apparteneva Matteo Bagnaresi, in una nota diffusa a tarda ora, hanno negato che ci siano stati scontri con i tifosi bianconeri, o che qualcuno fosse armato
    http://www.repubblica.it/2008/03/dir...opo/index.html

 

 

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