tifoso del parma morto all'autogrill
Manganelli: «Non c'è emergenza.
Ora carta-bancomat per lo stadio»
Il capo della polizia: «Gli incidenti sono diminuiti del 40 per cento. Adesso il rischio è Roma-Manchester»
ROMA — «La partita Juventus- Parma non s'è giocata in segno di lutto, non per motivi di ordine pubblico né per il timore di incidenti», spiega il capo della polizia, Antonio Manganelli, mentre il mondo del calcio piange una nuova vittima. Su quanto accaduto all'Autogrill di Crocetta Nord ci sono ancora versioni confuse e in parte contrastanti.
Prefetto Manganelli, a cinque mesi dall'uccisione del tifoso Gabriele Sandri da parte di un agente di polizia, c'è un altro morto in una stazione di sosta lungo l'autostrada dopo l'incontro fra sostenitori di squadre contrapposte.
«L'indagine è in corso e stabilirà quello che è accaduto verificando ogni particolare. Secondo quanto mi è stato riferito dovrebbe comunque trattarsi di una situazione diversa rispetto a quella in cui fu ucciso il giovane Sandri. Dalle prime informazioni sembra che sia avvenuto un tragico incidente, e mi auguro sia andata realmente così ».
Ma c'è un'emergenza legata agli incroci tra i diversi gruppi in movimento negli autogrill?
«Il problema esiste, ed è una delle situazioni che teniamo maggiormente sotto controllo e sulla quale continuiamo a lavorare. Non a caso la società Autogrill, seppure non ne faccia parte formalmente, partecipa regolarmente alle riunioni dell'Osservatorio sulla violenza; come le Ferrovie, come l'Agenzia delle entrate e altre realtà interessate a ciò che accade intorno alle partite e ai movimenti dei tifosi. Ma anche lungo le autostrade la situazione rispetto al passato è migliorata: non si registrano le ruberie né le devastazioni di un tempo».
Che cosa è cambiato?
«Che non ci sono più le vendite in blocco dei biglietti alla società ospite, la quale spesso era costretta a rivenderli, sotto ricatto e a prezzi stracciati, ai gruppi ultras. Da lì le trasferte in massa con le conseguenti violenze, e gli scontri con le tifoserie avversarie che facevano lo stesso gioco. Adesso ci sono i biglietti nominali e se ne possono vendere al massimo quattro insieme, presentando i documenti di tutti: quel meccanismo è saltato. Certo i gruppi si possono sempre muovere, ci sono ancora i pullman affittati, ma le occasioni di scontro si sono molto affievolite».
Che bilancio si può fare a un anno e due mesi dalla morte dell'agente Raciti a Catania?
«Nei vari campionati, a tutti i livelli, quest'anno si sono giocate oltre 1.800 partite, e rispetto allo stesso periodo nella stagione precedente all'omicidio Raciti gli incidenti sono diminuiti del 40 per cento, e il numero dei feriti del 60 per cento. Credo di poter dire che, grazie agli accorgimenti adottati e al lavoro del quale ci sentiamo di rivendicare una parte di merito, la situazione è nettamente migliorata ».
A parte l'episodio di Crocetta Nord, e in attesa di ulteriori chiarimenti sull'accaduto, la tranquillità intorno agli stadi sembra però lontana.
«E' vero, il cammino è ancora lungo, anche perché è la cultura stessa del tifoso che deve cambiare. Purtroppo possiamo immaginare che in futuro si verificheranno nuovi incidenti, anche se ovviamente ci auguriamo il contrario e faremo di tutto per evitarli. Ma di strada ne abbiamo percorsa, e potremmo andare ancora avanti se dal prossimo campionato riuscissimo a introdurre almeno parzialmente la "carta del tifoso"».
Sarebbe?
«Una sorta di carta-bancomat con la quale il sostenitore si qualifica con nome, cognome e squadra per la quale fa il tifo, acquista i biglietti e accetta di farsi riconoscere. In questo modo si crea un meccanismo di "fidelizzazione" e affidabilità grazie al quale quel tifoso potrà assistere, ad esempio, alle partite in trasferta che l'Osservatorio dovesse vietare ai tifosi ospiti. Succede già in altri Paesi d'Europa».
Sembra quasi un libro dei sogni se si pensa a certe realtà di gruppi ultras, agli arresti effettuati anche di recente, ai coltelli e armi improprie sequestrati intorno agli stadi...
«Lo so, ma abbiamo già fatto molto e dobbiamo proseguire. Anche perché le situazioni a rischio restano, i campanelli d'allarme ci sono e un primo banco di prova arriverà già martedì sera con l'incontro Roma-Manchester United. All'Olimpico ci saranno gli ispettori Uefa per controllare la situazione; la finale della Champions League 2009 è stata assegnata a Roma, ma siamo ancora sotto osservazione e quella decisione potrebbe essere revocata. Se dovessero verificarsi incidenti l'Uefa ci ha già fatto sapere che sarebbero pronti a cambiare sede».
Giovanni Bianconi
31 marzo 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml




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Rilievi della scientifica sul luogo dell'incidente (Elias) MILANO - Un tifoso del Parma, Matteo Bagnaresi di 27 anni, è stato travolto e ucciso nell'area di servizio Crocetta Nord, al chilometro 48 dell'A21 Piacenza-Torino, da un pullman di tifosi della Juventus. Il mezzo era vuoto e l'autista stava facendo manovra quando è avvenuto l'incidente. Prima dell'incidente, nell'area di servizio ci sarebbero state schermaglie tra le due tifoserie. Bagnaresi, che viveva a Parma, è morto sul colpo. L'autista è stato interrogato ed è indagato per omicidio colposo, ma il magistrato non ha disposto nei suoi confronti l'arresto. Ha ribadito agli investigatori di non essersi accorto di nulla e di essersi fermato in autostrada, a poca distanza dall'area di servizio dove è avvenuto l'incidente, perché alcuni dei tifosi sul bus gli hanno segnalato che era successo qualcosa. Bagnaresi è stato colpito vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti.
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