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Anche il nazi suona il rock
di Gigi Riva
Inneggiano alla violenza. Attaccano gli immigrati, la polizia, 'la cancrena sionista'... Sono l'estrema destra della musica. Un dvd racconta band e testi
Emanuele Tesauro degli Hobbit
La nostra "è legittima offesa", grida Gigi dalla testa rasata dentro il microfono. E tanto per essere più esplicito: "Il vostro sangue mi disseta", proclama prima che parta un giro duro di chitarra. Se qualcuno li conosce "deve averle di sicuro prese" perché sono "gli squadristi della curva bolognese". La curva non è un oggetto immobile ma frana "sulla polizia italiana, su quei figli di puttana". Circolano parole dure come pallottole nei refrain delle canzoni dei gruppi più arrabbiati della destra nazifascista e, sotto il palco, ballano a braccio teso nel saluto romano frotte di ragazzi corpulenti di mimetica vestiti. Ragazzi che si inebriano se Emanuele Tesauro, voce degli Hobbit scandisce: "Ma io ho il cuore nero e sputo in faccia al mondo intero". Un paroliere senza troppa fantasia ha infarcito i testi di "Me ne frego", che sarebbe poi un richiamo a Benito. Loro lo chiamano rock identitario e nazionalista, corrente a cui si ascrivono una ventina di band che fanno "musica alternativa, quella che non trova spazio sui canali ufficiali". E ci mancherebbe.
Claudio Lazzaro ha seguito e filmato questi gruppi per il suo 'Nazirock', dvd più libro di 160 pagine ('Ho il cuore nero', a cura di Mario Capello, prefazione di Furio Colombo, Feltrinelli) in libreria dal 3 aprile a 14,9 euro. Se voleva choccare, c'è riuscito. I concerti sono spesso l'accompagnamento di raduni dove l'ideologia è il motivo. Raduni di Forza Nuova, naturalmente, col suo leader Roberto Fiore, ora candidato premier, che arringa sui motivi che l'hanno spinto a lottare "per uccidere il male", lui che per le sue idee è stato costretto all'estero con l'accusa di banda armata. Si presenta con Udo Voigt, segretario della Npd tedesca, o con altri camerati come il rumeno Jon Geblescu, coi più duri fra gli spagnoli. Tutta gente che saprebbe come ripulire l'Europa e ridarle la fierezza e la dignità dopo la perdita di valori e l'immigrazione. E parte la chitarra: "Vecchio Continente, sei rimasto solo, l'ultimo guerriero ha spiccato il volo". Senza audaci si finirebbe male, ma il ritornello lancia la speranza perché "c'è chi lotta, c'è chi lotta". La corrispondenza tra pensieri e parole è totale. Se un tale Agostino Sanfratello della Lega cristiana definisce "la cancrena sionista incomparabilmente più grave del jihad islamico", gli fanno eco i Contea con la loro 'Mai più Shalom'.
Gli ebrei, solito bersaglio. Il camerata Nassib Wehbe della Falange libanese è un ospite di riguardo. Sui banchi che accompagnano le kermesse trova un posto d'onore 'Auschwitz, fine di una leggenda' di Carlo Mattogno. E Maurizio Rossi, edizioni AR, rivendica la necessità del revisionismo. Succede allora che un ragazzo da concerto finito dietro la telecamera, all'obiezione su Hitler e i campi di sterminio dica: "Ha fatto qualcosa di male però i numeri sono alzati". Alzati di quanto? "Boh". Tre milioni uccisi nei lager? "Meno meno". Meno quanto? "Facciamo uno, ecco un milione".
Il documentario di Claudio Lazzaro
Gigi, Gigi e basta, leader dei Legittima offesa (nome del gruppo e nome della sua hit) usa il suo carisma per valutare la storia: "Il 70 per cento delle cose tramandate sono cazzate, del resto sono i vincitori che scrivono". Un ritornello scritto di suo pugno fa: "Professore scelgo io gli esempi da seguire, giornalista la tua penna stilo lo so io dove te la infilo... nel culo". Si commuove ricordando la fortuna, tra i camerati, del disco 'Onore e gloria' per Salò. I repubblichini sarebbero "eroi a livello mondiale se si fossero messi al servizio di qualunque altro regime".
Lazzaro stima in mezzo milione i voti che finiscono alle liste neofasciste. Loro si fanno forti di numeri ancora più rotondi: "Se in 600 mila ducisti vanno tutti gli anni sulla tomba di Predappio...". Accolgono come eroi Luigi Ciavardini (condannato per la strage di Bologna) o Andrea Insabato, quello della bomba alla sede del 'Manifesto'. Per la dottrina, dove non arrivano le parole, ecco i motivi delle canzoni. Sfilano dietro uno striscione che recita: 'Più nazifascismo'. Stanno insomma alla luce del sole. E sì che in Italia ci sarebbe una legge. (20 marzo 2008)




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