VIA FILM ANTI-CORANO, SITO DENUNCIA MINACCE
ROMA - Il sito online su cui era stato offerto al pubblico il film contro l'Islam del deputato di estrema destra olandese Geert Wilders ha oscurato il documento dopo avere ricevuto esplicite minacce. Una spiegazione di quanto accaduto compare sulla homepage del sito stesso. "In seguito a minacce molto gravi subite dal nostro staff e a informazioni scorrette di certi media britannici che potrebbero recare danno ad alcuni membri del nostro staff, Liveleak.com si è visto costretto a rimuovere 'Fitna' dal nostro server", si legge nella homepage.
"Questo è un triste giorno per la libertà di stampa sulla rete", prosegue il comunicato che poi passa a ringraziare tutti coloro che hanno approvato l'iniziativa di diffondere il film. "Forse ora nascerà una discussione che potrebbe avere effetti positivi e mostrare a tutti che si deve imparare ad accettare le altre culture", conclude la dichiarazione che ribadisce come il prezzo da pagare per le persone che lavorano nel sito fosse troppo alto. Frammenti del film sono comunque visibili ancora sul sito e il film in versione integrale resta su Youtube e altri siti. Geert Wilders ha detto che le minacce recano un grave colpo alla libertà di espressione ma ha anche aggiunto di comprendere i motivi che hanno spinto Leaveleak.com a oscurare le immagini del suo documentario, mirante a dimostrare quanto la violenza sia insita nell'islam stesso.
Contrassegnato da un coro unanime di condanne da parte dell'intera comunità internazionale, dall'Ue all'Onu, non ha vissuto le temute reazioni violente, soprattutto nel mondo islamico. Il precedente degli incidenti, che avevano scosso molti paesi musulmani all'indomani della pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto, avevano fatto temere il peggio all'Aja e molte capitali occidentali, ma il giorno della preghiera islamica è trascorso tranquillo e il premier olandese Jan Peter Balkenende ha elogiato la reazione "calma e dignitosa" dei musulmani olandesi.
Le prime reazioni dai paesi islamici, come Giordania, Iran, Egitto, Bangladesh e dalle grandi organizzazioni islamiche, sono state di profonda censura per l'iniziativa del deputato del partito di estrema destra olandese Pvv, ma senza arrivare alle violenze di due anni fa. Anche l'autore danese della vignetta su Maometto, Kurt Westergaard, ha preso le distanze da Wilders, accusandolo di avere usato il disegno satirico nel suo film in violazione del diritto d'autore e soprattutto mettendolo in un contesto completamente diverso da quello per la quale era stata pensato.
L'autore del film, comunque, non ha dato nessun segno di ripensamento, negando di avere qualsiasi responsabilità in eventuali episodi di violenza causati dal suo film. Wilders è anche andato oltre, esigendo le scuse da parte del premier olandese per le sue esplicite prese di distanza dei giorni scorsi, quando ha più volte tentato di convincere l'autore del cortometraggio a desistere.
L'Ue, molti stati europei e l'Europarlamento hanno condannato la diffusione di 'Fitna' e l'equiparazione fra la religione islamica e la violenza e il terrorismo. La presidenza di turno slovena ha accusato il film di "non avere altro obiettivo che fomentare l'odio". Il presidente del Parlamento europeo Hans Gert Pottering ha respinto con forza "l'interpretazione secondo la quale l'Islam è una religione violenta", dando voce al concetto espresso dal premier olandese, che in nottata ha letto una dichiarazione in olandese e in inglese per respingere l'associazione fra "islam e violenza" contenuta nel film. Sostegno e solidarietà al governo olandese sono venuti da numerosi ministri degli Esteri europei, riuniti a Brdo per la consueta riunione informale di primavera.
I capi delle diplomazie, su sollecitazione del collega olandese Maxine Vehagen, faranno una valutazione dell'intera vicenda. "Non si può dire che 1,3 miliardi di musulmani sono potenziali terroristi", ha scandito il ministro degli Esteri danese Per Stig Moller, mentre dal palazzo di Vetro il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon metteva in guardia dallo scambiare la libertà di espressione con l'incitamento all'odio. "Non c'é giustificazione per un linguaggio che promuove l'odio o per chi incoraggia la violenza", ha sottolineato.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._43781576.html
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