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Discussione: Legalizzare la droga?

  1. #1
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    Predefinito Legalizzare la droga?

    Credo che questo sia il cammino da perseguire su questo tema. La "guerra alla droga" sta facendo danni immensi dei quali non ci accorgiamo solo per menefreghismo o abitudine. Le carceri sono sovraffollate, i suicidi sono routine e gran parte dei detenuti colpevoli di reati di spaccio.
    Ma perchè la droga dev'essere illegale? Partiamo dal caso più eclatante, la marijuana. E' una sostanza oggettivamente innocua, molto meno tossica dell'alcol, con nessun problema di dipendenza fisica e in più grandi proprietà terapeutiche. Che sia vietata è la cosa più assurda, e non mi dilungo sulle estremizzazioni della guerra a questa sostanza in America. Usata da millenni, non ha mai provocato un morto, ha una tossicità cronica molto inferiore al nostro amato alcol, unica sostanza che può provocare la morte per astinenza.
    Anche per le droghe più pesanti la legalizzazione può essere utile. Innanzitutto per sostanze come ecstasy e cocaina, le più diffuse al giorno d'oggi (checchè qualcuno parli di chissà quale ritorno dell'eroina,in tv mettono terrore e basta, non hanno nessun contatto con la realtà). Non sarebbe meglio per tutti i consumatori aver sostanze controllate e da contenuto garantito invece di rischiare la salute tutte le volte non conoscendo cosa ci mettono dentro alle pastiglie? Il modello olandese è quello da seguire, ha nettamente vinto. INfatti il tasso di tossicodipendenza non è superiore a quello degli USA (regina della guerra totale alla droga), con costi molto minori (tutte molto ridotte le questioni carceri sovraffollate, corpi speciali di polizia, processi penali ecc...). Soprattutto sono minori i costi sociali (i reati dovuti all'illegalità, la criminalità organizzata che nasce dietro a un mercato nero), e i rischi per la salute dei consumatori (non ultimo il fatto che oggi se una persona vuole del "fumo" parla con uno spacciatore che probabilmente gli può offrire anche eroina, mettendo nella testa di qualcuno sullo stesso piano sostanze differenti assai).

    Che ne pensate?
    Non potrebbe essere una linea da seguire per l'UNione del futuro governo in materia di droga? Già mi immagino un pò di resistenze dai papaioli, ma l'italia è uno stato laico...

    Avevo già messo sto 3d nel forum dell'unione ma non me l'ha cagato nessuno...




  2. #2
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    pienamente d'accordo, la libertà e la sicurezza del consumatore vanno tutelati e oggigiorno dovrebbe essere lo stato a provvedere a questi due temi. Legalizzare la droga segnerebbe un vero cambiamento (nello stato moderno visto che storicamente se ne faceva uso già da millenni, senza alcuna restrizione),e consentirebbe un guadagno reale di tutta la società.

  3. #3
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    Composizione e meccanismo di azione: la cannabis contiene più di 400 composti chimici, tra cui 61 cannabinoidi, tra i quali il delta 9 -tetraidrocannabinolo (THC) è il più potente come attività psicoattiva; inoltre nel fumo di cannabis sono presenti più di 350 sostanze chimiche simili a quelle del fumo di sigaretta.
    I cannabinoidi, molto liposolubili, attraversano rapidamente le membrane cellulari ed entrano nel cervello dopo pochi minuti dalla inalazione del fumo di uno spinello ed entro un'ora dalla ingestione orale. Nel cervello il THC e altri cannabinoidi si legano sulle cellule nervose a strutture particolari, dette recettori endogeni, che normalmente servono come punto di azione per sostanze naturalmente presenti nel nostro cervello (gli endocannabinoidi o anandamidi, una delle nostre " droghe " naturali che il cervello produce abitualmente).
    Gli endocannabinoidi sono coinvolti nella regolazione dei sistemi cerebrali che controllano il tono dell'umore, la memoria, le funzioni intellettuali e cognitive, il dolore, il controllo dei movimenti, la attività delle ghiandole endocrine, il sistema cardiovascolare e altre funzioni vitali. Il THC distrugge in pratica questo delicato sistema recettore-anandamide e, mentre gli endocannabinoidi vengono prodotti solo quando servono in punti precisi del cervello e poi rapidamente distrutti, il THC si distribuisce a tutto il cervello e viene eliminato molto lentamente per cui la sua azione dura parecchie ore : possono servire fino a trenta giorni perché il THC contenuto in un singolo spinello venga eliminato completamente dal corpo.
    Un uso regolare di cannabis anche una volta alla settimana comporta un accumulo di cannabinoidi nell'organismo.

    Tolleranza agli effetti, sospensione e dipendenza da cannabis: gli effetti euforizzanti della cannabis si ritiene derivino dalla stimolazione da parte del THC delle vie nervose dello stesso sistema cerebrale coivolto nello sviluppo della dipendenza da eroina, cocaina, amfetamine, nicotina e alcool, tutte sostanze in grado di dare grave tossicodipendenza.
    E' stata inoltre dimostrata la tolleranza agli effetti della cannabis, termine tecnico che in farmacologia ha un significato esattamente contrario al pensare comune: significa che per ottenere lo stesso effetto della prima volta bisogna nel tempo aumentare le dosi e la frequenza d'uso; nei 16-29% dei consumatori abituali alla brusca sospensione dlla cannabis può comparire una sindrome da astinenza con agitazione, ansia, aggressività, insonnia, tremori; il rischio di sviluppare una dipendenza da cannabis in chi la usa saltuariamente è stimato nel 10%.
    Rischio di passare all'uso di altre droghe illecite: i soggetti dipendenti da cannabis hanno una probabilità 28 volte superiore rispetto ai non consumatori di passare ad altre droghe illecite e i soggetti che avevano usato cannabis almeno 50 volte in un anno hanno una probabilità di 60 volte superiore rispetto ai non consumatori di usare altre droghe illecite; questa associazione è più forte per l' età di 14 -15 anni.

    Memoria e attività cognitive-intellettuali: gli studi effettuati dimostrano che l'assunzione acuta di cannabis compromette la memoria recente, l'attenzione, la vigilanza , l'apprendimento verbale e altera l'orientamento nello spazio e nel tempo; questi effetti persistono a lungo nel consumatore abituale e sono più forti negli adolescenti, e possono compromettere il rendimento scolastico facilitando l'abbandono precoce della scuola.

    Capacità psicomotorie: la coordinazione muscolare, la capacità di orientamento, il tempo di reazione , l'elaborazione della informazione visiva sono tutti alterati, per cui è compromessa in primis la guida di auto e moto veicoli.

    Effetti psichiatrici: in particolare con preparazioni di cannabis più potenti sono possibili attacchi acuti di ansia o di panico; il consumo frequente di cannabis a 14-15 anni favorisce l'insorgenza di crisi ansiose a 20-21 anni, e anche il manifestarsi di disturbi psichiatrici più gravi.

    Danni alla salute fisica: i danni del fumo di cannabis sono superiori a quello del tabacco perchè il catrame contiene più sostanze cancerogene e resta nei polmoni più a lungo; 3-4 sigarette al giorno di cannabis equivalgono a 20 sigarette di tabacco per i danni polmonari. Il cuore viene sottoposto a un aumento di lavoro e il sistema immunitario viene depresso favorendo le infezioni.
    http://www.stradanove.net/news/testi...pc0403031.html

    legalizzarla bene, sapere che fa meglio,cmq come per le sigarette

  4. #4
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    Giustissimo l'uso consapevolo, ma questo è un articolo dal sapore piuttosto "terroristico" e dissuasivo, oltre che piuttosto esagerato...

    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    Composizione e meccanismo di azione: la cannabis contiene più di 400 composti chimici, tra cui 61 cannabinoidi, tra i quali il delta 9 -tetraidrocannabinolo (THC) è il più potente come attività psicoattiva; inoltre nel fumo di cannabis sono presenti più di 350 sostanze chimiche simili a quelle del fumo di sigaretta.
    I cannabinoidi, molto liposolubili, attraversano rapidamente le membrane cellulari ed entrano nel cervello dopo pochi minuti dalla inalazione del fumo di uno spinello ed entro un'ora dalla ingestione orale. Nel cervello il THC e altri cannabinoidi si legano sulle cellule nervose a strutture particolari, dette recettori endogeni, che normalmente servono come punto di azione per sostanze naturalmente presenti nel nostro cervello (gli endocannabinoidi o anandamidi, una delle nostre " droghe " naturali che il cervello produce abitualmente).
    Gli endocannabinoidi sono coinvolti nella regolazione dei sistemi cerebrali che controllano il tono dell'umore, la memoria, le funzioni intellettuali e cognitive, il dolore, il controllo dei movimenti, la attività delle ghiandole endocrine, il sistema cardiovascolare e altre funzioni vitali. Il THC distrugge in pratica questo delicato sistema recettore-anandamide e,
    Qui ad esempio è il tono ad essere esagerato: disrugge il delicato equilibrio...bha...l'effetto dura e poi passa, stop, dopo di che riprende l'attività quotidiana normalmente.

    mentre gli endocannabinoidi vengono prodotti solo quando servono in punti precisi del cervello e poi rapidamente distrutti, il THC si distribuisce a tutto il cervello e viene eliminato molto lentamente per cui la sua azione dura parecchie ore : possono servire fino a trenta giorni perché il THC contenuto in un singolo spinello venga eliminato completamente dal corpo. Un uso regolare di cannabis anche una volta alla settimana comporta un accumulo di cannabinoidi nell'organismo.
    Anche qui i concetti sono scritti in maniera ambigua: si lascia intendere che gli effetti possano durare per addirittura 30 giorni!
    Di sicuro il THC si accumula, ma, salvo i casi abuso eccessivo, l'effetto è assolutamente temporaneo e non lascia strasichi. Anche in caso di abuso se ne può blandamente risentire al massimo per un paio di giorni...

    Tolleranza agli effetti, sospensione e dipendenza da cannabis: gli effetti euforizzanti della cannabis si ritiene derivino dalla stimolazione da parte del THC delle vie nervose dello stesso sistema cerebrale coivolto nello sviluppo della dipendenza da eroina, cocaina, amfetamine, nicotina e alcool, tutte sostanze in grado di dare grave tossicodipendenza.
    Qui la forzatura è eclatante: si mette su lo stesso piano della marjuana l'eroina e la cocaina! Il grado di dipendenza è infinitamente inferiore...
    Non voglio dire che non esista: nell'abuso continuo la dipendenza esiste, ma sono eccezzioni. E oltretutto, anche dove esiste la dipendenza, essa è comunque inferiore a quella da sigarette o da alcool, sia per il grado di dipendenza (inferore) che per gli effetti dovuti ad un consumo pur eccessivo (effetti blandi e comunque passeggeri [scompaiono una volta che si smette] apparte quelli dovuti al tabacco, ossia gli stessi danni fatti dalle sigarette, ne più ne meno).

    E' stata inoltre dimostrata la tolleranza agli effetti della cannabis, termine tecnico che in farmacologia ha un significato esattamente contrario al pensare comune: significa che per ottenere lo stesso effetto della prima volta bisogna nel tempo aumentare le dosi e la frequenza d'uso;
    Vero, ma vale solo per un consumatore accanito (3-4 al giorno ogni santo giorno). Un consumatore da una al giorno, un paio a settimana non ha di sti problemi.
    Ad ogni modo si tratta sempre di dipendenza quasi esclusivamente psichica, e non fisica.

    nei 16-29% dei consumatori abituali alla brusca sospensione dlla cannabis può comparire una sindrome da astinenza con agitazione, ansia, aggressività, insonnia, tremori; il rischio di sviluppare una dipendenza da cannabis in chi la usa saltuariamente è stimato nel 10%.
    Bha, mi sembra una bella esagerazione...
    Se è vero, comunque anche qui vale per gli accaniti.

    Rischio di passare all'uso di altre droghe illecite: i soggetti dipendenti da cannabis hanno una probabilità 28 volte superiore rispetto ai non consumatori di passare ad altre droghe illecite e i soggetti che avevano usato cannabis almeno 50 volte in un anno hanno una probabilità di 60 volte superiore rispetto ai non consumatori di usare altre droghe illecite; questa associazione è più forte per l' età di 14 -15 anni.
    Questa è la cazzata più grossa!
    Esiste una correlazione statistica tra droghe leggere e droghe pesanti, ma va capito a cosa è dovuto.
    Dal punto di vista strettamente biologico non vi è alcuna correlazione.
    Sono invece vere due cose: 1) chi è portato a cercarsi "lo sballo" certamente passerà prima da qualcosa di più leggero come la marjiuana, come del resto prima ancora avrà iniziato a fumare, a bere alcool...significa che chi fuma sigarette è destinato a passare all'eroina..? 2) Il passaggio è sicuramente facilitato dalla stessa illegalità del mercato: il pusher che vende il fumo probabilmente avrà anche modo di (e interesse a) proporti qualcosa di più forte e, per lui, più redditizio. Se invece la cannabis fosse legale non esisterebbe più un simile collegamento.

    Memoria e attività cognitive-intellettuali: gli studi effettuati dimostrano che l'assunzione acuta di cannabis compromette la memoria recente, l'attenzione, la vigilanza , l'apprendimento verbale e altera l'orientamento nello spazio e nel tempo; questi effetti persistono a lungo nel consumatore abituale e sono più forti negli adolescenti, e possono compromettere il rendimento scolastico facilitando l'abbandono precoce della scuola.
    Idem come sopra: se vale, vale per i consumatori acuti, e sono comunque effetti tempranei.
    Ma è chiaro: se sei sempre stonato come cazzo fai a studiare?

    Capacità psicomotorie: la coordinazione muscolare, la capacità di orientamento, il tempo di reazione , l'elaborazione della informazione visiva sono tutti alterati, per cui è compromessa in primis la guida di auto e moto veicoli.
    Assolutamente vero.

    Effetti psichiatrici: in particolare con preparazioni di cannabis più potenti sono possibili attacchi acuti di ansia o di panico; il consumo frequente di cannabis a 14-15 anni favorisce l'insorgenza di crisi ansiose a 20-21 anni, e anche il manifestarsi di disturbi psichiatrici più gravi.
    Raro ma possibile: dipende ovviamente dalla quantità (e dalla "potenza")

    Danni alla salute fisica: i danni del fumo di cannabis sono superiori a quello del tabacco perchè il catrame contiene più sostanze cancerogene e resta nei polmoni più a lungo; 3-4 sigarette al giorno di cannabis equivalgono a 20 sigarette di tabacco per i danni polmonari. Il cuore viene sottoposto a un aumento di lavoro e il sistema immunitario viene depresso favorendo le infezioni.
    Uno che fuma 3-4 canne al giorno ogni giorno per quello che so non è il consumatore tipo. In ogni caso quelli riportati sono gli stessi danni delle sigaretta. Se sono maggiorati è perchè non c'è il filtro.
    http://www.stradanove.net/news/testi...pc0403031.html

    legalizzarla bene, sapere che fa meglio,cmq come per le sigarette[/QUOTE]

    D'accordo ma le informazioni devono essere equilibrate, non "terroristiche".

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pablyto_87 Visualizza Messaggio
    Giustissimo l'uso consapevole, ma questo è un articolo dal sapore piuttosto "terroristico" e dissuasivo, oltre che piuttosto esagerato...
    quoto.

  6. #6
    Signore di Trieste
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    Citazione Originariamente Scritto da pablyto_87 Visualizza Messaggio
    Giustissimo l'uso consapevolo, ma questo è un articolo dal sapore piuttosto "terroristico" e dissuasivo, oltre che piuttosto esagerato...

    Qui ad esempio è il tono ad essere esagerato: disrugge il delicato equilibrio...bha...l'effetto dura e poi passa, stop, dopo di che riprende l'attività quotidiana normalmente.

    Anche qui i concetti sono scritti in maniera ambigua: si lascia intendere che gli effetti possano durare per addirittura 30 giorni!
    Di sicuro il THC si accumula, ma, salvo i casi abuso eccessivo, l'effetto è assolutamente temporaneo e non lascia strasichi. Anche in caso di abuso se ne può blandamente risentire al massimo per un paio di giorni...

    Qui la forzatura è eclatante: si mette su lo stesso piano della marjuana l'eroina e la cocaina! Il grado di dipendenza è infinitamente inferiore...
    Non voglio dire che non esista: nell'abuso continuo la dipendenza esiste, ma sono eccezzioni. E oltretutto, anche dove esiste la dipendenza, essa è comunque inferiore a quella da sigarette o da alcool, sia per il grado di dipendenza (inferore) che per gli effetti dovuti ad un consumo pur eccessivo (effetti blandi e comunque passeggeri [scompaiono una volta che si smette] apparte quelli dovuti al tabacco, ossia gli stessi danni fatti dalle sigarette, ne più ne meno).

    Vero, ma vale solo per un consumatore accanito (3-4 al giorno ogni santo giorno). Un consumatore da una al giorno, un paio a settimana non ha di sti problemi.
    Ad ogni modo si tratta sempre di dipendenza quasi esclusivamente psichica, e non fisica.

    Bha, mi sembra una bella esagerazione...
    Se è vero, comunque anche qui vale per gli accaniti.

    Questa è la cazzata più grossa!
    Esiste una correlazione statistica tra droghe leggere e droghe pesanti, ma va capito a cosa è dovuto.
    Dal punto di vista strettamente biologico non vi è alcuna correlazione.
    Sono invece vere due cose: 1) chi è portato a cercarsi "lo sballo" certamente passerà prima da qualcosa di più leggero come la marjiuana, come del resto prima ancora avrà iniziato a fumare, a bere alcool...significa che chi fuma sigarette è destinato a passare all'eroina..? 2) Il passaggio è sicuramente facilitato dalla stessa illegalità del mercato: il pusher che vende il fumo probabilmente avrà anche modo di (e interesse a) proporti qualcosa di più forte e, per lui, più redditizio. Se invece la cannabis fosse legale non esisterebbe più un simile collegamento.

    Idem come sopra: se vale, vale per i consumatori acuti, e sono comunque effetti tempranei.
    Ma è chiaro: se sei sempre stonato come cazzo fai a studiare?

    Assolutamente vero.

    Raro ma possibile: dipende ovviamente dalla quantità (e dalla "potenza")

    Uno che fuma 3-4 canne al giorno ogni giorno per quello che so non è il consumatore tipo. In ogni caso quelli riportati sono gli stessi danni delle sigaretta. Se sono maggiorati è perchè non c'è il filtro.
    http://www.stradanove.net/news/testi...pc0403031.html

    legalizzarla bene, sapere che fa meglio,cmq come per le sigarette
    D'accordo ma le informazioni devono essere equilibrate, non "terroristiche".[/quote]
    l'articolo che ho postato ho trovato interessante, perche è una risposta a un ragazzo che chiedeva spiegazioni al riguardo sul uso e se fa male, la risposta è del Dr. Claudio Ferretti, SERT di Carpi, Risposta a cura del Sert Ausl di Modena e del Progetto BuonaLaNotte (Comune di Modena - Assessorato Politiche Giovanili)

    certe cose direi che potranno anche essere vere ma credo che l'articolo descrive se uno fuma ogni giorno una quantita elevata, per la cronaca conoscevo un ragazzo che se ne faceva minimo un 20 al giorno, sono casi limite credo

  7. #7
    giovane idealista
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    l'articolo che ho postato ho trovato interessante, perche è una risposta a un ragazzo che chiedeva spiegazioni al riguardo sul uso e se fa male, la risposta è del Dr. Claudio Ferretti, SERT di Carpi, Risposta a cura del Sert Ausl di Modena e del Progetto BuonaLaNotte (Comune di Modena - Assessorato Politiche Giovanili)

    certe cose direi che potranno anche essere vere ma credo che l'articolo descrive se uno fuma ogni giorno una quantita elevata, per la cronaca conoscevo un ragazzo che se ne faceva minimo un 20 al giorno, sono casi limite credo
    Da pazzi...
    E' vero anche che a quel livello si entra nella dipendenza tolleranza...quindi non è che faccia nemmeno un gran che...

    Minchia ma...20???
    Allucinante...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    D'accordo ma le informazioni devono essere equilibrate, non "terroristiche".
    l'articolo che ho postato ho trovato interessante, perche è una risposta a un ragazzo che chiedeva spiegazioni al riguardo sul uso e se fa male, la risposta è del Dr. Claudio Ferretti, SERT di Carpi, Risposta a cura del Sert Ausl di Modena e del Progetto BuonaLaNotte (Comune di Modena - Assessorato Politiche Giovanili)

    certe cose direi che potranno anche essere vere ma credo che l'articolo descrive se uno fuma ogni giorno una quantita elevata, per la cronaca conoscevo un ragazzo che se ne faceva minimo un 20 al giorno, sono casi limite credo[/quote]
    Come detto da PAblyto sono esagerazioni, e anche belle grosse.
    Per esempio non c'è il catrame nella canapa, si trova nel tabacco. Se viene assunta senza tabacco non inali catrame.

    Mikbologna il ritorno all'eroina c'è e bello grosso, i ragazzini dai 14anni in su ne fanno un uso sempre più frequente. Questo è dovuto alla disinformazione, al parificare tutte le sostanze senza fare distinzioni. Unica differenza ora è più probabile che la tirino come la coca, solo che costa meno. O se la fumano.

    E io non sono d'accordo nel legalizzare tutte le droghe. Appunto perchè non sono tutte uguali, se la cannabis è simile ai superalcolici. L'extasy la cocaina creano dannni seri al cervello, e non con quantità estreme come per la cannabis ma con quantita molto inferiori. L'eroina non la considero neanche. Queste sostanza se trattate male possono uccidere anche con quantita ridotte, la cannabis no.
    E prima di parlare di legalizzazione meglio una depenalizzazione, e coltivarsi da se i propri interessi.

  9. #9
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    Uccidono molto di più le sigarette delle canne....perchè uno se non è proprio drogato se ne fa una ogni tanto..le sigarette invece un pachetto al giorno

  10. #10
    Signore di Trieste
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    Citazione Originariamente Scritto da LeoGanja Visualizza Messaggio
    Come detto da PAblyto sono esagerazioni, e anche belle grosse.
    Per esempio non c'è il catrame nella canapa, si trova nel tabacco. Se viene assunta senza tabacco non inali catrame.

    Mikbologna il ritorno all'eroina c'è e bello grosso, i ragazzini dai 14anni in su ne fanno un uso sempre più frequente. Questo è dovuto alla disinformazione, al parificare tutte le sostanze senza fare distinzioni. Unica differenza ora è più probabile che la tirino come la coca, solo che costa meno. O se la fumano.

    E io non sono d'accordo nel legalizzare tutte le droghe. Appunto perchè non sono tutte uguali, se la cannabis è simile ai superalcolici. L'extasy la cocaina creano dannni seri al cervello, e non con quantità estreme come per la cannabis ma con quantita molto inferiori. L'eroina non la considero neanche. Queste sostanza se trattate male possono uccidere anche con quantita ridotte, la cannabis no.
    E prima di parlare di legalizzazione meglio una depenalizzazione, e coltivarsi da se i propri interessi.
    cambio articolo allora

    cmq il catrame ce


    Marijuana e Hashish : i fatti


    Cos'è la Marijuana?

    La Marijuana (foglie essiccate) e l'Hashish (resina dei fiori pressata) si ottengono dalle piantine di Marijuana (canapa). A seconda della provenienza e della qualità, esistono grosse differenze relativamente al contenuto di agente stupefacente. Grazie alla coltivazione mirata, oggi la Marijuana ha un contenuto dell'agente stupefacente Tetraidrocannabinolo (THC) fino a 10 volte maggiore rispetto a 20 anni fa. La dimensione del danno alla salute è quindi proporzionalmente più grande.

    La Marijuana consta di oltre 360 sostanze chimiche differenti. Fino ad ora si conoscono dettagliatamente gli effetti solo di un numero ridottissimo di queste ultime. La più importante delle sostanze stupefacenti è il Tetraidrocannabinolo. Il THC viene immagazzinato nel tessuto adiposo e pertanto resta molto più a lungo all'interno del corpo umano rispetto, ad esempio, all'alcool. Serve un'intera settimana per eliminare la metà del THC contenuto in un'unica sigaretta di Hashish. La completa distruzione di questa sostanza nociva avviene dopo circa un mese. Questo significa che anche i consumatori del "week-end" non sono mai completamente "puliti".

    Come agisce il THC?

    Il THC si lega nel cervello ai recettori per l'anandamide, una sostanza organica; questi recettori si trovano nel cervello, nel cervelletto ed in alcuni nuclei del mesencefalo. Queste strutture partecipano ai processi di percezione e riconoscimento, alla memoria, allo stato d'animo e a funzioni intellettive e motorie superiori. Si capisce pertanto come mai il consumo di Marijuana si ripercuota negativamente e in modo dannoso proprio su queste funzioni.

    I recettori dell'anandamide sono presenti anche nel sistema immunitario, nel cuore, nei polmoni, negli organi che producono ormoni e negli organi riproduttivi. Molti di questi effetti collaterali sono ancora sconosciuti alla Ricerca, ma alcuni sono ben noti. Essi vengono descritti nel prosieguo e sono dimostrati da una ricerca e da una esperienza decennali.

    La Marijuana è più pericolosa del tabacco

    Il fumatore di Marijuana inala molto più profondamente e trattiene il fumo più a lungo nei polmoni rispetto ad un fumatore di tabacco, per poter assumere la maggiore quantità possibile di agente stupefacente. Per lo stesso motivo, non utilizza alcun filtro nonostante il fatto che il contenuto di catrame nel fumo di uno spinello sia molto superiore rispetto a quello di una normale sigaretta. Il fumo dello spinello contiene il doppio di sostanze cancerogene rispetto al fumo del tabacco. Questo aumenta il rischio di tumore.

    La Marijuana è uno stupefacente, cioè una sostanza nociva per la salute che toglie lucidità e genera tossicodipendenza.

    Induce una dipendenza. Il fatto che i sintomi di dipendenza siano lievi è da ricondurre ai lunghi tempi di permanenza nell'organismo. La disintossicazione dalla Marijuana è un processo lento, nel quale il consumatore, prima cronico, spesso per mesi deve confrontarsi con ripercussioni psichiche negative.

    I consumatori di Marijuana passano molto più facilmente al consumo di altre droghe rispetto ai loro coetanei non "iniziati". Almeno l'80 percento dei successivi eroinomani o cocainomani ha iniziato la propria carriera nella droga con Hashish o Marijuana.

    Ripercussioni nocive sul corpo

    Cervello

    Lo stordimento dato dal consumo di Marijuana è espressione di un disturbo delle funzioni cerebrali. Il THC si lega ai recettori dell'anandamide, provocando i seguenti disturbi:

    - la percezione viene limitata e distorta, non è più possibile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. I "fumatori di Hashish" scambiano questo effetto per una "estensione della consapevolezza", non realizzano che si tratta di un disturbo.

    - Anche la memoria a breve termine viene disturbata, compremettendo fortemente l'apprendimento.

    - L'attenzione e la concentrazione restano compromesse anche per ore dopo la scomparsa dello stordimento.

    Addirittura 24 ore dopo aver fumato una sigaretta di Marijuana, piloti esperti non erano più in grado di atterrare in modo sicuro al simulatore di volo. Le loro prestazioni erano così fortemente diminuite che, in situazioni di voli reali, si sarebbe potuto giungere alla catastrofe. In sintesi, per ore dopo la scomparsa dello stordimento, l'attenzione, la concentrazione, la coordinazione e la prontezza di reazione dell'interessato restano compromesse. Da alcuni anni si sono moltiplicati i casi di incidenti causati da fumatori di Marijuana, non "solo" incidenti stradali o in fabbrica, ma anche sulle piste da sci.

    Vie respiratorie

    Molti fumatori abituali di Marijuana soffrono di tosse, mal di gola e infiammazioni delle cavità nasali in forma cronica. Queste sono le conseguenze del contenuto di catrame e dei lunghi tempi di inalazione. Tali affezioni scompaiono quando si smette di fumare Marijuana.

    Il fumo di Marijuana, se confrontato con il fumo di tabacco, contiene una miriade di sostanze cancerogene. Il cancro delle vie respiratorie superiori (cavità orale, faringe, laringe) si manifesta già in consumatori tra i 20 ed i 40 anni. Nei fumatori di tabacco, questi tipi di tumore si manifestano 20-30 anni più tardi.

    Sistema immunitario

    Il sistema di difesa dell'organismo (sistema immunitario) combatte i batteri, i virus e le cellule cancerogene. La Marijuana ne compromette il regolare funzionamento.

    Sistema ormonale

    Spesso, nelle fumatrici di Marijuana il ciclo mestruale è disturbato. Negli uomini può verificarsi una riduzione della produzione dell'ormone sessuale, il testosterone, nei testicoli. Le conseguenze sono un desiderio sessuale ridotto, l'impotenza o un ritardo nello sviluppo puberale. Le cellule seminali (spermatozoi) vengono danneggiate e in gran numero subiscono malformazioni, cosa che può portare alla temporanea impossibilità a procreare.

    Gravidanza e nascita

    Come per le fumatrici di tabacco, anche nelle fumatrici di Marijuana, durante la gravidanza, non è raro che subentrino complicazioni. I neonati hanno spesso un peso corporeo inferiore ed anche dopo la nascita si sviluppano più lentamente rispetto ai figli delle non-fumatrici. Inoltre, il THC si trasmette anche attraverso il latte materno, cosa che mette a rischio la salute del neonato di una fumatrice di Marijuana anche durante l'allattamento.

    Ripercussioni nocive sulla psiche

    Il consumo regolare di Marijuana può influenzare negativamente lo sviluppo psichico dei giovani: calano l'interesse e la disponibilità per lo studio e per il lavoro, risultano disturbati i rapporti famigliari, il circolo delle amicizie e le relazioni sentimentali. Inoltre, non di rado si manifestano depressione, stati d'ansia e manie di persecuzione. Tra i fumatori cronici il suicidio si presenta relativamente più spesso.

    Capacità e disponibilità all'apprendimento ridotte

    Dal momento che l'attenzione e le risorse intellettive sono disturbate, il giovane non è più in grado di seguire correttamente la lezione a scuola. A farne le spese maggiori è la memoria a breve termine. Le manifestazioni collaterali più ricorrenti sono la trascuratezza e l'indifferenza nello svolgimento dei compiti dati, nonché un calo delle prestazioni più o meno repentino. Spesso, tutto ciò porta a marinare la scuola e ad interrompere prematuramente gli studi scolastici e professionali.

    Estraniamento dalla famiglia e dal giro di amicizie

    Quanto maggiore è il consumo di Hashish da parte di un giovane, tanto più indifferente diverrà nei confronti dei rapporti sociali e delle amicizie positivi avuti fino a quel momento. Spesso si estranierà anche all'interno della famiglia e le liti con i genitori diventeranne sempre più frequenti.

    Abbandono delle attività ricreative

    Troppo spesso il giovane perde qualsiasi interesse per le attività che svolgeva prima, come lo sport. Al posto die spontaneità, creatività ed impegno subentra una crescente passività ed un generale stato die abbandono.

    Sindrome amotivazionale

    Il fumatore di Hashish diventa progressivamente sempre più spento e passivo, si intorpidisce, gli manca la carica. Le sfide quotidiane come alzarsi, apprendere e lavorare vengono recepite come troppo faticose e prive di senso. Si diffondono una sensazione di vuoto, apatia, accidia e mancanza di interesse. Questo cambiamento psichico viene anche definito Sindrome Amotivazionale.

    Il consumo regolare di Marijuana può dare luogo a psicosi

    Non di rado subentrano gravi malattie psichiche come le psicosi schizofreniche. Tali malattie richiedono spesso il ricovero ospedaliero e non di rado compromettono l'intera vita dell'interessato. Non è possibile prevedere in quali persone e in quale momento può manifestarsi una simile ripercussione del consumo di Marijuana.

    Per la Marijuana vale quanto detto per tutte le altre droghe: nuoce alla salute fisica e psichica dell'uomo. La salute della mente umana ed il nostro punto di vista medico ci impongono pertanto di sconsigliare vivamente il consumo di tali sostanze.
    http://www.jod.ch/03it_inh/21canait.htm

    Erba assolta per mancanza di prove

    E' difficile immaginare che il prodotto di una qualsiasi combustione a caldo, vale a dire il fumo, lasci indifferente l'apparato respiratorio nel momento in cui viene respirato. E questo è buon senso. Ma la scienza ha bisogno di prove provate e di certo non ne mancano per dimostrare che il fumo di sigarette, lo smog cittadino, l'inquinamento industriale, gli incendi danneggiano i polmoni. Lo stesso non si può dire per le sostanze stupefacenti che si assumono bruciandole perché a riguardo, i dati scientifici sono pochi, poco sistematici e nemmeno certi. Un riferimento particolare non si può non fare alla marijuana, sia per l'elevata prevalenza del suo consumo sia perché, per sua natura, somiglia molto al tabacco. Ma a differenza del fumo di tabacco, sugli effetti negativi del fumo della marijuana non ci sono prove incontrovertibili.

    Alla ricerca degli effetti
    Per cercare di tirare le fila sono stati revisionati tutti gli studi disponibili sull'argomento che avessero indagato su maggiorenni che tra il 1966 e il 2005 avevano fatto uso di marijuana e che avessero esaminato variazioni polmonari cancerose o pre-maligne. Quando effettivamente gli autori andavano a valutare i fattori di rischio si evidenziava un'associazione tra un peggioramento della salute dei polmoni ed esposizione al residuo particolato, aumento dello stress ossidativo, anomalie nei tessuti della mucosa bronchiale, rispetto a fumatori di tabacco o a non fumatori. Ma quando gli studi erano semplicemente osservazionali diventava difficile dimostrare tale associazione anche dopo aver depurato i dati dal consumo di fumo di tabacco. Volendo discutere le metodologie adottate dagli studi, ci si potrebbe soffermare sulle dimensioni limitate dei campioni, sul tempo di monitoraggio non sufficientemente ampio per identificare un esito maligno. Ma nonostante le controversie tuttora aperte i medici non possono smettere di raccomandare attenzione ai potenziali effetti negativi del fumo di marijuana, perché questi, a livello sperimentale, sono stati verificati. Infatti alcuni degli studi selezionati ne forniscono le evidenze biologiche.

    Prove biologiche
    Il primo fattore incriminato è il residuo particolato catramoso che contiene sostanze di natura cancerogena, ed è stato dimostrato che il rilascio è maggiore quando si fuma marijuana rispetto a quando si fumano sigarette. Questo probabilmente è dovuto al modo diverso con cui si consumano le due sostanze: il fumo di marijuana di solito viene trattenuto più a lungo aumentando la percentuale di ritenzione del catrame inalato. Non a caso quando la marijuana conteneva più cannabinoidi, quindi era più forte, l'esposizione al catrame risultava inferiore. In due studi sono stati registrati dei cambiamenti patologici nelle popolazioni di cellule rinvenute nello sputo di consumatori di marijuana, che non comparivano nei fumatori e nei non fumatori. Anche a livello alveolare si verificavano alterazioni: con l'uso di marijuana, i macrofagi, le cellule del sistema immunitario addette all'aggressione di agenti esterni, perdevano, parzialmente la loro abilità di distruggere le cellule tumorali. Affinando le metodologie di analisi, quelle istologiche e molecolari dei tessuti bronchiali hanno più volte evidenziato, nei fumatori di marijuana, iperplasie cellulari basali, mucinose e squamose, disorganizzazione cellulare, stratificazioni, ispessimento delle membrane basali, eccessiva espressione di un fattore di proliferazione. Variazioni tutt'altro che benefiche per la salute dei polmoni. Gli unici studi che fallivano nel trovare risultati erano quelli che esaminavano l'associazione tra il consumo di marijuana e la diagnosi di tumore polmonare. Questo non significa che non potrà essere dimostrato, ma forse con tempi di monitoraggio più lunghi, e il dato prettamente scientifico per ora disponibile resta questo. E per evitare di consumare la marijuana si possono trovare altri motivi.
    http://www.dica33.it/argomenti/tossi.../cannabis4.asp

 

 
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