Cna. Il 64% a imprese di fuori
Appalti, escluse le aziende sarde


«La Sardegna
è terra
di conquista
e il nostro
sistema
non lavora
fuori dall'isola»
La Sardegna superata in casa dalle altre regioni nel settore dell'edilizia. Nel 2007, quasi il 64% dei bandi di gara per lavori pubblici (valore comples¬sivo un miliardo di euro) è stato aggiudicato a impre¬se non sarde, di cui il 2,1% estere. Il dato è emerso ieri nel corso del convegno "Aggregarsi per competere, strumenti e forme per rispondere al mercato che cambia", promosso dalla Cna sar¬da. Sul podio della con¬correnza isolana, inchio¬data al 36,6%, ci sono il Lazio, che si è aggiudica¬to il 17,3% del mercato regionale, e la Lombar¬dia, con il 14,1%; segue il Veneto, che ricopre il 10,3%. Oltre al danno, vi¬sta la contrazione del 10% del mercato dei ban¬di tra gennaio e ottobre dello scorso anno, la beffa: «La Sardegna è diventata terra di con¬quista per le imprese ester¬ne», ha detto Francesco Porcu, segre¬tario regionale della Cna. Ma non è tutto. L'acquisizione da parte dèlie imprese di al¬tre regioni di unni segmen-ì del mercato lon può che Esultare anco-:a più cocente »e si prendono n esame i da-i sulla cresci-a delle impre-f sarde olirei confinim-fùlarì. «Le imprese isola¬le realizzano il 98,5% dei propri lavori in Sardegna,, estimonianda che la ca-lacità di espansione del nostro sistema inprenditoriale è quasi nufla». Si-" nifica che solo 1' 1,5% del >tale dei cantieri seguiti a imprese saitìe supera mare.

AZIENDE. In questo quadro assetato di una nuova oganizzazione, non con¬cia, ma complica la si-lazione, l'aumento del umero delle imprese: Negli ùltimi cinque anni», ha messo in evidenza aqlo Pomi, presidente regionale Cna Costruzionì, «a fronte dì una situazione del mercato, il saldo attivo di nuove imprese edili è stato pari a 500 unità. Ogni anno, fatti, si è registrato l'inngresso di quasi mille nuove imprese. Da gennaio 2002 al mese di dicembre 2007 si è così passati da 17.247 a 21.749 aziende». La lettura dell'incre¬mento non è consolatoria. Tra le consegueze dirette c'è «l'abbassaménto qualitativo del sistema, caratterizzato da una concorrenza di bassa qualità». È scattato così il pericolosissimo effetto-domino, che ha messo a nudo tutti i teliti e le criticità del settore: «Questo tipo di concorrenza», ha semplificato Francesco Forai, «ha gonfiato a di¬smisura il fenomeno del subappalto, che nega all'impresa locale margini di remunerazione per crescere. Questi ultimi, invece, risiedono proprio nella possibilità di acquisire i lavori di prima mano».

SOLUZIONI.
La necessità di attrezzarsi per invertire la tendenza va di pari passo con l'aggregazione e Fmnpvazìo-ne tecnologica, tematiche al centro del convegno, a cui hanno preso parte anche rappresentan¬ti dell'Università, del Cre-sme (Centro ricerche eco-nomiche, sociali di mercato per l'edilizia e il territorio), e di alcune fra le più rappre¬sentative realtà consortili italiane, a testimonianza del successo dei processi di unione del¬le aziende: Secondo Lo-renzo Bellicini, direttore del Cresme, sono tre i fronti principali su cui si deve agire: «È necessario che il partenariato tra pubblico e privato, estremamente debole in Sardegna, assuma un peso più rilevante. Bisogna poi guardare a forme di ge¬stione innovativa, con una maggiore conoscenza dei prodotti. Infine, un siste¬ma edilizio di qualità do¬vrà confrontarsi in misu¬ra sempre più rilevante con il prodotto-energia». Proprio il tema dell'ener¬gia, secondo le previsioni di Cna, diventerà il motore del processo edilizio, traducendosi nell'esigenza da proporre nuove idee.