Nel programma del pdl in tema di federalismo si prevede di approvare in Parlamento la proposta di federalismo fiscale approvata dal Consiglio Regionale Lombardo nel 2007.
Il contenuto di questa proposta è più o meno quello riportato nell'articolo, anche se in realtà la proposta lombarda prevede anche altri punti, in merito alla revisione totale del fondo di solidarietà nazionale, che qui non sono menzionati o lo sono di sfuggita. Sulla revisione del fondo di solidarietà nazionale, la sinistra radicale in Lombardia si è opposta fermamente, in quanto in base alla legge lombarda i fondi da destinarsi alle regioni del sud dovranno essere vincolati a un impegno di rigore da parte delle regioni beneficiarie nell'amministrazione di quei fondi.
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FEDERALISMO FISCALE, LA SPALLATA LOMBARDA
Il documento, che prevede di trattenere l'80% dell'Iva e il 15% dell'Irpef, verrà inviato al Parlamento
La Lombardia schiaccia l’acceleratore sul federalismo fiscale, inviando a Parlamento e Governo un segnale forte per darsi da fare e attuare al più presto l’articolo 119 della Costituzione. Martedì 19 giugno il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge al Parlamento avanzata dalla Lega Nord per poter trattenere in Lombardia più risorse economiche in modo da rendere concreta una maggiore autonomia amministrativa. Hanno votato a favore Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale, mentre Ds, Margherita, Verdi e Unione si sono astenuti, per dare un segnale di condivisione sul tema, anche se non concordano nel merito. Contrari, invece, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
Il documento, che adesso verrà inviata ai due rami del Parlamento, prevede di trattenere l’80% dell’Iva, il 15% dell’Irpef statale e l’intero gettito delle accise sulla benzina, dell’imposta sui tabacchi e quella sui giochi. Risorse aggiuntive stimabili, per quanto riguarda solo Iva e Irpef, in quasi 15 miliardi di euro. E’ previsto inoltre che gli Enti locali possano tassare autonomamente i redditi fondiari e la revisione dell’impostazione del fondo di solidarietà nazionale, mentre un’altra novità riguarda il versamento dei tributi regionali la cui erogazione dovrebbe avvenire direttamente in capo alle Regioni competenti. Previsto anche un sistema che andrà a premiare le Regioni più virtuose, mentre per quelle che non lo saranno sono definite norme sanzionatorie.
Quarantuno gli emendamenti presentati, di cui nove sono stati accolti. I sette presentati da Ds e Margherita prevedono l’istituzione di una «Cabina di regia» composta da Governo, Conferenza delle Regioni e delle Autonomie locali, il rispetto dei limiti imposti dai vincoli comunitari e da trattati e accordi internazionali, la possibilità per Comuni, Province e Città metropolitane di istituire tributi locali, introdurre variazioni alle aliquote e agevolazioni.
L’emendamento presentato dalla Commissione Bilancio assegna alle Regioni il gettito dell’imposta che i residenti pagano in qualità di iscritti a fondi pensione complementare su base regionale, mentre l’altro, avanzato dalla Lega Nord, stabilisce che i bilanci di Stato, Regioni ed Enti locali, per un periodo non superiore ai cinque anni, possano eventualmente prevedere oneri aggiuntivi per esigenze legate alla perequazione.
Durante il dibattito in aula è intervenuto l’assessore regionale al Bilancio Romano Colozzi (nella foto a sinistra), in prima linea nel confronto con il Governo e le altre Regioni su questo tema. «Non sono le “Tavole della legge”, ma si tratta di un contributo e uno stimolo per passare dalle parole ai fatti. Condivido i principi, anche se nel merito siamo di fronte a un dibattito aperto, quindi non bisogna fermarsi alle singole frasi, ma ai capisaldi della proposta. Se il federalismo fiscale non lo spingiamo noi, non va avanti».
Prima della votazione finale, è stato approvato un ordine del giorno del centrosinistra che richiama l'intesa interistituzionale sottoscritta dalla Regione con l'Associazione dei Comuni, l'Unione delle Province e delle Comunità montane.
Il governatore Roberto Formigoni, la cui assenza durante la discussione in aula ha fatto storcere il naso a tutta l'opposizione, ha così commentato il risultato: «La Lombardia dà un altro colpo di acceleratore verso il federalismo: Governo e Parlamento battano un colpo e diano finalmente l'avvio all'attuazione del Titolo V della Costituzione».
Articolo pubblicato il 25/06/07 Marco Gibell




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