Quest'anno la morte del nostro conterraneo patriota e letterato Gabriele D'Annunzio fa settant'anni, Gabriele D'Annunzio è morto il 1° marzo 1938. Eppure questo nostro grande personaggio è stato dimenticato, anche a livello locale, anche perché la maggior parte non gli ha perdonato l'adesione al Fascismo, e invece a altri personaggi come Palmiro Togliatti hanno fatto tanti elogi pure se dell'allora PCI e vicino all'allora Urss. Da ultimo né la sua città Pescara, che, nata dalla fusione tra Castellammare Adriatico e Pescara (allora comuni separati dal fiume Pescara, è diventata capoluogo di provincia nel 1927, né la sua Regione, sono riusciti a acquistare le lettere che Gabriele D'Annunzio scriveva a sua madre Luisa che costavano solo 40.000,00 €. Gabriele D'Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863 e morì a Gardone Riviera, nel Vittoriale. Gabriele D'Annunzio ha avuto e ha un grande successo all'estero: l'ultima di Il piacere ha avuto esaurimento della tiratura nel 2006 in un brevissimo tempo. A volte, per omaggiare la nostra terra e anche la sua terra d'origine Gabriele D'Annunzio si firmava Gabbriele. In realtà Gabriele D'Annunzio fu temuto dal Fascismo e il Vittoriale fu una specie di prigione dorata in cui lo aveva chiuso Benito Mussolini, tanto che, quando Benito Mussolini era di ritorno da un incontro con Adolph Hitler a Venezia, si rifiutò di riceverlo nella residenza in cui si trovava negli ultimi anni della sua vita. In realtà il cognome originale del padre non era "D'Annunzio", ma egli si chiamava Francesco Paolo Rapagnetta, che fu adottato da uno zio che aveva il cognome in questione, pertanto poi egli si ritrovò a essere registrato come Gabriele D'Annunzio. Un particolare: Gabriele D'Annunzio si firmava sempre Gabriele d'Annunzio, con la d minuscola, la forma che implicava un'origine nobile. In qualsiasi modo lo si giudica per noi Abruzzesi Gabriele D'Annunzio è stato un grande genio, un grande letterato, un grande politico, che pensa al bene della gente e fa politica con passione, un grande patriota e un grande uomo e così lo abbiamo amato, lo amiamo e lo ameremo. GAbriele D'Annunzio, dal mondo terreno verso cui tu volgi lo sguardo, ti ringraziamo di quanto hai dato alla nostra Regione Abruzzo e all'intera patria sia in ambito politico, che in ambito letterario e in ambito umano. Come te è difficile che se ne sono trovati e che se ne trovano e che se ne troveranno nei tempi che verranno.