
Originariamente Scritto da
Abbott
In Europa si respira aria di censura. Non si tratta però di quella vecchio stile, para-fascista, pronta a tappare ad ogni esternazione agli oppositori del regime, bensì una versione più democratica, “politically correct”, ma che persegue con gli stessi mezzi gli stessi fini. Accade in Finlandia: con l’accusa di spargere “odio razziale” un giovane blogger, Mikko Elama è stato condannato ad una ammenda di 60 giorni, che corrisponde nella sua condizione di studente non lavoratore a 360 euro.
Nel post incriminato Ellilä aveva sostenuto, sulla scorta di dati ufficiali, provenienti dal ministero della giustizia del suo paese, che la minoranza somala commette reati con un’incidenza procapite 100 volte superiore rispetto alla media finlandese. Questa e qualche altra affermazione “disinvolta” (ha particolarmente influito l’uso sarcastico della parola “negro”) è bastata a far attivare la macchina della giustizia finlandese,
che ha deciso di mettere in testa alle proprie priorità la salvaguardia di un clima sereno verso gli immigrati.
Si può non essere d’accordo con alcune convinzioni di Ellilä, ma
non si può non ravvisare nell’intera vicenda un pesante attacco alla libertà di espressione. Nel corso del processo, la parte civile ha sostenuto che non si intendeva punire il libero pensiero ma “solo” gli abusi:
uno di questo è apparsa essere l’affermazione che dava agli immigrati dei parassiti alle spalle dei contribuenti. Interrogato dall’avvocato se tale definizione non potesse altresì adattarsi a lui, studente che usufruisce dei servizi del welfare senza pagare le tasse, ha risposto affermativamente.
Un ragionamento semplice che dovrebbe essere alla portata dei burocrati: la tassazione, infatti, causa la suddivisione della popolazione in due “classi”: quella che nel gioco ci perde, i tax payers e quella, solitamente più ristretta, dei tax consumers, coloro che usufruiscono molto dei servizi pagati con le imposte, pagando poco o nulla. Dire questo, ed estenderlo alla popolazione immigrata della Finlandia (la cui maggioranza, profughi di varie regioni è stata invitata dal governo e vi è giunta senza un lavoro) da adesso è reato.
Secondo Mikko Puumalainen, membro del governo ed ex garante delle minoranze, l’uomo dietro al giro di vite contro il razzismo su internet, sarebbe addirittura necessario implementare una barriera di firewall in grado bloccare
l’accesso ai siti dai contenuti “razzisti” esattamente come avviene per la pedopornografia.
A stabilire la presenza o meno di razzismo, naturalmente, spetterebbe a uomini di fiducia dello stesso governo.
http://www.movimentolibertario.it/ho...id=18&fn_cid=4