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  1. #1
    laico progressista
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    Predefinito Povera Italia, condannata allo sfascio

    Povera Italia, condannata allo sfascio.

    L'esito di queste elezioni è deprimente.
    Gli italiani, per la prima volta dopo tanti anni, avevano di fronte un ventaglio di proposte da scegliere. Proposte diverse. Poco importa, alla fine, che tra queste non ce ne fosse una buona. Erano tante opzioni, in concorrenza tra loro.
    Questa occasione era grande, per uscire dal tunnel bipolare in cui siamo finiti, e che ormai da quindici anni ci ha condannato alla costante del malgoverno o dell'ingovernabilità.
    Sarebbe bastato premiare le alternative alla polarizzazione, dal centro di Casini a Bertinotti, da Boselli finanche alla Santanché.
    Sarebbe bastato avere un parlamento multipolare per porre fine a quella ricerca del consenso fine a se stesso che ha caratterizzato le ammucchiate improduttive da un lato e la politica delle vacue promesse dall'altro. E per dare vita ad un nuovo assetto, capace di far maturare e far crescere proposte politiche chiare, distinte, serie, coerenti. Tra loro alternative, ma solide, capaci poi di governare in base alla propria visione del Paese.
    Una visione chiara ce l'aveva la Sinistra Arcobaleno. Un'altra, diversa, l'aveva l'UdC. Un'altra ancora la Destra. I socialisti l'avevano perlomeno in termini di laicità e diritti civili. Poi la Lega, unica tra le forze di governo ad essere portatrice di un modello di Paese (lei sì premiata, ma a rimorchio di Berlusconi).

    Ma gli italiani non hanno capito, non hanno saputo leggere il fenomeno, rimanendo schiavi di una logica logora e letale, la stessa che li ha condannati alla regressione costante di tutti questi ultimi anni: hanno premiato PDL e PD, cioè tutto quello che non serve al Paese.
    In un sistema bipolare, la partita è un braccio di ferro. Io contro di te. Per vincere, devo incamerare il massimo del consenso, la metà più uno del consenso, possibilmente.
    E le tecniche adottate sono le solite: quella prodiana (oggi berlusconiana) di affastellare cartelli di partiti e partitini diversi, spesso rissosi e in cerca di visibilità, senza essere poi strutturalmente in grado di mettere mano alle riforme vere del Paese; quella berlusconiana (oggi veltroniana) di promettere mari e monti, cielo e terra, in barba alle reali possibilità e alle vere necessità del Paese. Promesse volte ad accumulare consenso facile e quindi non utili a definire scelte coraggiose e indispensabili per la comunità, che ha invece bisogno di una severa dose di impopolarità, se si vuole seriamente pensare di cambiare il Paese.
    L'Italia c'è cascata ancora. Si è dimostrata cronicamente impreparata e immatura. La politica stessa non è stata in grado di partorire proposte convincenti e sufficientemente forti, vittima anche di una legge elettorale penalizzante. Ma l'Italia ha definito ancora una volta se stessa: un Paese incapace di cambiare.

    Così ci ritroviamo in un sistema a forte tendenza bipartitica. Con larga parte del Paese non rappresentata, perché dei tanti che si sono prestati al gioco muscolare, molti lo hanno fatto "contro" qualcuno, e non convinti di votare "per" qualche cosa in cui credevano. La débacle della Sinistra Arcobaleno ci racconta anche questo, infatti. Così come il mancato decollo della Destra estrema.
    In questo scempio, con più morti che feriti, l'unico che resiste è un barlume di centro. Cattolico, certo. Ma alternativo, e serio sotto il profilo della proposta economico-sociale.

    Se vogliamo ancora pensare di cambiare il Paese, dobbiamo sperare che questo centro resista alle sirene polarizzanti. Dobbiamo aiutarlo, da laici, immaginando di poter dare il nostro contributo.

    Ci aspettano cinque anni di disgrazie. Ma disgrazia peggiore sarà quella di assistere, dopo l'ennesima lunga nottata, ad un nuovo duello tra due partiti pigliatutto, preoccupati soltanto di vincere sulla pelle dell'Italia e degli italiani. Se così sarà (e lo capiremo presto, anche a partire dai prossimi mesi), vorrà dire che il cancro è arrivato all'ultimo stadio e che le sorti del Paese (oltre che della sua democrazia) saranno presto sul letto di morte.
    Compiangeremo l'Italia, rassegnati. Piangeremo un malato che non ha saputo curarsi. Ma le sorti del malato, purtroppo, saranno anche le nostre.

  2. #2
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    il PD non non prende voti dal centro, anzi ne perde. Contemporaneamente drena voti dai partiti comunisti, come forse voleva, ma non si aspettava di doverne assumere la responsabilità e la piena copertura. In questa divaricazione, e senza più bisogno da parte del Vaticano di un aggancio a sinistra, il PD non può reggere e nemmeno serve più. Torneranno un partito cattolico e un partito operaista, anche se non riuscirà mai ad essere/definirsi socialista.
    Vedremo; e se durerà, avremo la nostra consolazione: l'unico partito in Parlamento che si definisca di sinistra è... il PRI

  3. #3
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    Non c'è solo il PRI, ma ciso anche Luciana Sbarbati e Adriano Musi dell'MRE.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da G. Simoncelli Visualizza Messaggio
    Non c'è solo il PRI, ma ciso anche Luciana Sbarbati e Adriano Musi dell'MRE.
    Sempre nell'ipotesi auspicata che il MRE mantenga la sua autonomia e non confluisca nel PD; spero non si instauri il sistema dlla doppia tessera considerando il MRE npn in partito ma un semplice movimento d'opinione

  5. #5
    L'auriga
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Povera Italia, condannata allo sfascio.


    Ma gli italiani non hanno capito, non hanno saputo leggere il fenomeno, rimanendo schiavi di una logica logora e letale, la stessa che li ha condannati alla regressione costante di tutti questi ultimi anni: hanno premiato PDL e PD, cioè tutto quello che non serve al Paese.
    Sei tu che non hai capito nulla di nulla; sono io che non ho capito nulla di nulla; sono molti di quelli che scrivono in questo ed altriforum che non hanno capito nulla di nulla.
    Io non capisco perchè è successo quel che è successo: però è successo, e io non ho uno straccio di chiave intepretativa convincente che mi aiuti a capirlo. E' questo che mi angoscia. Non è vero, Paolo, che gli italiani non hanno capito: gli italiani hanno capito ciò che c'era da capire, siamo noi a non capire gli italiani. Nel mio caso, la deficenza è gravissima, perchè non ho proprio gli strumenti ermenutici per farlo, l'impresa va nettamente al di là delle mie possibilità. E questo aumenta la sensazione, già pesante in passato, di vivere in Italia come un indiano in una riserva indiana.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Sempre nell'ipotesi auspicata che il MRE mantenga la sua autonomia e non confluisca nel PD; spero non si instauri il sistema dlla doppia tessera considerando il MRE npn in partito ma un semplice movimento d'opinione
    Il sistema della doppia tessera vige nell'MRE fin dalla sua nascita e cioè dal 2001.Complimenti per non essersene ancora accorti nel 2008.E complimenti ancora per non essersi ancora accorti che l'MRE si è sempre definito anche nel nome, un movimento e non un partito e questo sempre dal 2001.
    Ad Arsena che dice; "hanno premiato PDL e PD, cioè tutto quello che non serve al Paese",vorrei chiedere che cosa avrebbero dovuto votare gli elettori per essere utili al Paese.Forse che il voto utile al Paese era quello dato a Bertinotti,Diliberto ecc..o forse alla Santanchè,o forse a quel nanetto politico di Boselli?Per non parlare di tante altre liste.
    Questo era quello che passava il convento politico di questa nostra Italia.Non un grande menù ne convengo anche perchè, permeato di un disegno sull'assetto politico che ci convince ancora meno,ma questo era...
    E se questo era il menù,gli italiani hanno fatto una scelta saggia.Intanto dando una sonora e meritatissima lezione, a quelli che hanno governato(malissimo) il Paese fino a ieri, relegando nella pattumiera della politica il ricordo stesso di Prodi e della maggioranza che lo sosteneva.
    Avrei preferito una vittoria un pò meno imponente di Berlusconi questo sì ma tant'è...
    Poi,attribuendo comunque un consenso rilevante al PD che possa- è questo il mio augurio al quale però non credo molto-incoraggiare Veltroni a proseguire lungo la via di quell'ancora timido tentativo di smarcarsi da una certa sinistra e di dare al PD un profilo politico più in linea con quello di una moderna forza di sinistra tipico non dico di una democrazia anglosassone perchè sarebbe sperare troppo,ma di un normale Paese europeo.
    Credo inoltre che gli italiani abbiano finalmente dato un segnale chiaro, relegando ai margini della vita politica ed istituzionale dove devono stare e rimanere,quei residui(oggi forse grazie al cielo li si può chiamare così)comunisti,massimalisti,radicaloidi vari che tanto danno hanno fatto al Paese specie in questi ultimi anni.Non fosse altro che per questo motivo che rende il nostro Paese un pò più normale nel confronto con le altre grandi democrazie, queste elezioni andrebbero benedette e santificate altrochè...
    Mi fa piacere inoltre e lo sottolineo con piacere,che l'UDC abbia resistito alla campagna di annientamento che gli è stata lanciata contro(perchè di questo si è trattato)e che l'elettorato abbia capito l'importanza e l'utiilità politica data dalla presenza di una forza come quella di Casini.
    Altre espressioni partitiche più direttamente riferibili alla cultura politica liberale o a quella dell'ELDR come va di moda dire oggi,l'elettore sulla scheda non le aveva se si eccettua la presenza più simbolica che altro del PLI di De Luca.
    Quanto allo tanto sbandierata(il più delle volte a sproposito)questione della laicità,se era quella interpretata da Boselli, è un bene che sia rimasta fuori anche perchè se si devono scimmiottare Pannella e soci,allora preferisco l'originale...
    Ho sentito ieri sera quello squallido personaggio(si fa per dire personaggio...)di Grillini che qualche allegro mattacchione vorrebbe addirittura eleggere sindaco di Roma, dire una serie di scemenze colossali a raffica un pò su tutto e non solo sulla laicità(che non credo sappia nemmeno cosa sia...),la Chiesa ecc...
    Se questa è l'alternativa per il Campidoglio,God Save Rutelli!
    omar proietti

  7. #7
    laico progressista
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    Per noi, Arsenio, parlano i risultati.

    Dal '94 ad oggi l'Italia ha centrato l'obiettivo europeo. E lì si è fermata.
    Il costo della vita è aumentato, le riforme non sono arrivate, l'economia ristagna, l'occupazione è precaria, le spese sono lievitate e con esse le tasse.
    L'Italia è più indietro di Paesi europei che prima ci inseguivano. Vedi la Spagna. Ha gli stipendi più bassi d'Europa.
    Accumula ogni ora che passa un debito per l'inquinamento ambientale che si preannuncia enorme alla saldatura del conto e dipende dal petrolio e dal gas, sotto padronato straniero. Vive diseguaglianze profonde tra vecchi e giovani, tra la minoranza statale privilegiata, tutelata e poco produttiva, e i tanti lavoratori comuni non protetti che stentano ad arrivare a fine mese. I giovani si indebitano per comprare la casa, o non ce la fanno a costruirsi un futuro, un nucleo familiare. Il Paese è in balia di sindacati autoreferenziali e sclerotizzati che bloccano ogni ipotesi di riforma salutare, dalle pensioni alle contrattazioni decentrate. Perde competitività con le proprie imprese, perde gioielli di famiglia (Alitalia è solo l'ultimo di una lunga serie). E' costretta al monte dei Pegni col proprio patrimonio immobiliare (e forse, ambientale, tra un po'). E' un Paese in cui continua a dilagare la malavita, in cui la popolazione autoctona non cresce e il rapporto con l'immigrazione non è gestito. Non funziona la giustizia, e permane l'illegalità diffusa. Il nostro è un Paese che si divide tra un nord produttivo frenato da uno Stato pesante e inefficiente, e un sud anchilosato a stili di vita e standard economici e culturali da terzo mondo. La ricerca è ferma, le infrastrutture ancora inadeguate, e tutto questo pesa gravemente sulle prospettive di rilancio futuro. Infine, impera una cultura di retroguardia sul piano dei diritti civili, inginocchiata ai voleri della dottrina religiosa.

    Basta guardarsi indietro: nessuno, nella Prima Repubblica, avrebbe scommesso che le nuove generazioni regredissero rispetto alle precedenti. Eppure è accaduto questo. Oggi viviamo peggio dei nostri padri. In qualche caso anche molto peggio.
    Cosa è successo? Perché siamo arrivati a questo punto?
    Colpa anzitutto dei governi. Del primo Berlusconi, che ha rovinato la giustizia e aggravato il deficit pubblico. Del quinquennio successivo di centrosinistra, che ha cambiato quattro governi, navigando a vista senza riformare.
    Del quinquennio berlusconiano, in cui il Cavaliere ha rilanciato illegalità e affari privati, ha svenduto immobili, aggravato il debito e mancato le riforme necessarie. Poi dell'ultimo Prodi, schiavo dei sindacati e di una sinistra anacronoistica, che ha propiziato solo reazionarie controriforme.
    Quindici anni sono tanti. E questi pessimi governi sono frutto di un sistema marcio, che non ha mai funzionato. Quello del bipolarimo italiano.

    Possiamo anche prendere atto di non aver capito, e dire che hanno ragione gli italiani. Ma il risultato non cambia, ed è lì a parlare.
    E' un risultato che non dà ragione alle maggioranze conformiste, che non dà ragione nemmeno alla politica così come si è evoluta, indirizzando l'opinione pubblica e le masse.

    Se anche noi ci convinciamo di aver sbagliato, e che la maggioranza decide per il meglio, non ci resta che chiudere gli occhi e immaginare intorno a noi l'Eldorado. A patto però di non aprirli più, gli occhi.

  8. #8
    laico progressista
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    Citazione Originariamente Scritto da Lincoln Visualizza Messaggio
    Ad Arsena che dice; "hanno premiato PDL e PD, cioè tutto quello che non serve al Paese",vorrei chiedere che cosa avrebbero dovuto votare gli elettori per essere utili al Paese.Forse che il voto utile al Paese era quello dato a Bertinotti,Diliberto ecc..o forse alla Santanchè,o forse a quel nanetto politico di Boselli?Per non parlare di tante altre liste.
    Questo era quello che passava il convento politico di questa nostra Italia.Non un grande menù ne convengo anche perchè, permeato di un disegno sull'assetto politico che ci convince ancora meno,ma questo era...
    E se questo era il menù,gli italiani hanno fatto una scelta saggia.
    No Lincoln. Oggi non c'era un voto utile per governare bene, perché tra proposte ingannevoli, scadenti o inadeguate c'è poco da scegliere, nel merito.
    Ma c'era un voto utile per cambiare il sistema, per uscire dal bipolarismo.
    In questo senso, tutto andava bene, al di fuori di PD e PDL.
    Il mantenimento di un assetto multipolare avrebbe scongiurato definitivamente riforme elettorali maggioritarie o bipolarizzanti, e avrebbe dato spazio alla costruzione di nuovi poli omogenei, e di conseguenza, anche di proposte politiche più serie. Guarda per esempio Casini: sulla politica economica ha avuto spazio per diversificare l'offerta, e parlare di cose serie a dispetto delle ridicole (ma efficaci) promesse dei due blocchi.
    Oggi si è invece verificato quello che temevo: la reversibilità immediata della parentesi multipolare. Ci condanniamo (con o senza appello lo vedremo) ad uno schema bipolare o bipartitico che replicherà all'infinito il copione seguito finora, e i suoi risultati.
    Il perché l'ho detto prima: il braccio di ferro si vince sul consenso di larghe masse. E le larghe masse (che sono sempre varie e differenziate) le ottieni per cooptazione e per somma algebrica, o per affabulazione.
    Non le ottieni se applichi una politica contropelo. Proprio quella di cui abbiamo disperato e urgente bisogno.
    Per questo è assolutamente necessaria l'esistenza di minoranze di qualità e di peso. Lo sappiamo benissimo noi repubblicani, pensando al ruolo determinante svolto dal PRI nel dopoguerra, per una politica di rigore e di sviluppo che la sola DC non avrebbe mai potuto fare, in quanto partito di massa preoccupato di mantenere il proprio bacino elettorale. Solo un sistema multipolare può salvare l'Italia, garantendo diritto di tribuna e potere di incidenza a minoranze serie.

  9. #9
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    caro paolo e cari amici, a me sembra che la maggioranza degli italiani riconosca nel bipartismo una soluzione allo sfascio, a torto o a ragione, così come nell 20 ritenne che il fascismo era una soluzione alla ripresa dell'Italia e lo stesso il sostegno alla dc nel '48. Può darsi che sbaglino, che si restringano i termini di democrazia - nessuno ha mai notato che l'attuale sistema elettorale ricalca quello che propose la dc negli anni 50 e che venne chiamato legge truffa -, ma il punto di partenza è che lo sfascio del paese è prima, non dopo il maggioritario.Non è detto, io non credo, che ikl maggioritario bipartitico sia la soluzione, ma intanto ci siamo arrivati e andrà messo alla prova. La forza di berlusconi è data dal fatto che egli è visto in questo schema più credibile degli altri nell'affrontare i problemi concreti per le sue caratteristiche personali. E' un dato con il quale mi pare che bisognerà fare tutti i conti invece di continuare a parlare di conflitti di interessi o altro che pure ci possono essere, ma non sembrano siginificativi agli occhi degli italiani. Ora noi possiamo anche perseguire una strategia volta a fare saltare questo sistema per tante ragioni. Credo che però prima lo si vorrà vedere alla prova. Se non produce risultati, se c'è un qualche incidente di percorso, si riaprono i giochi. Ma fino a quel momento mi pare un azzardo dire dobbiamo boicottarlo. Io non credo che lo farà nemmeno casini che immagino si senta irrilevante nel nuovo parlamento quando non lo sarebbe stato in maggioranza. Comunque il pri non farà parte del gruppo unico, non so cosa faranno la sbarbati e musi e cosa esattamente rappresentano nel pd, e vedrà di capire se ha un filo da tessere in questa situazione che a naso mi pare molto difficile e poco incoraggiante. E' chiaro che se berlusconi si offre per risanare il paese, ridurne i costi spazzare via i rifuti, rilanciarlo economicamente, lo si sostiene fino in fondo. Se il suo problema è spiegare che mangano fosse un eroe e far guadagnare i titoli mediaset, è un altro paio di maniche.

  10. #10
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    la lettura di paolo sull'esperienza della prima repubblica ha ovviamente un suo valore, ma il ruolo delle minoranze mi pare più interessante a costruire un blocco atalntico che a misure di rigore. Il centrosinistra di ugo la malfa fu fallimentare agli occhi di lui stesso e noi non abbiamo mai voluto riflettere fino in fondo su quell'esperiennza, il pentapartito ne riprodusse in peggio i difetti e ne siamo usciti troppo tardi anche se il momento era felice perchè era caduto il muro di berlino. Ma gli italiani hanno preferito forze antisistema fosse l'0ex pci, l'sx msi, berlusconi, la lega.

 

 
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