User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 2 aprile (1° aprile) - S. Maria Egiziaca

    Dal sito SANTI E BEATI:

    Santa Maria Egiziaca

    1 aprile

    Il racconto della sua vita confina spesso con la leggenda. Di sicuro era nata nel IV secolo ad Alessandria d'Egitto e si guadagnava da vivere facendo la prostituta. Fuggita da casa a 12 anni, a 29 si imbarcò su una nave di pellegrini diretta in Terra Santa. Arrivata a Gerusalemme, volle partecipare alla festa dell'Esaltazione della croce al Santo Sepolcro. Prima di entrare però fu come trattenuta da una forza invisibile mentre una voce dentro di lei diceva: «Tu non sei degna di vedere la croce di colui che è morto per te tra dolori inenarrabili». Convertitasi, andò a vivere solitaria nel deserto oltre il Giordano dove restò per 47 anni. Là fu trovata dal monaco Zosimo che le porse la santa Comunione, promettendole di tornare l'anno successivo. Quando fece ritorno la trovò però morta. Era probabilmente il 430. Secondo la tradizione la tomba sarebbe stata scavata da un leone con i suoi artigli. (Avvenire)

    Patronato: Prostitute pentite

    Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico

    Emblema: crocifisso

    Martirologio Romano: In Palestina, santa Maria Egiziaca, che, famosa peccatrice di Alessandria, per intercessione della beata Vergine nella Città Santa si convertì a Dio e condusse in solitudine al di là del Giordano una vita di penitenza.

    Martirologio tradizionale (2 aprile): In Palestina la deposizione di santa Maria Egiziaca, detta la Peccatrice.

    (4 aprile): In Palestina san Zosimo Anacoreta, che si prese cura delle esequie di santa Maria Egiziaca.

    Cercare di riassumere la vita di Maria, che si presenta come una composizione di Sofronio, vescovo di Gerusalemme, attribuzione contro la quale non si è potuto portare alcun argomento decisivo, è farle perdere tutto il suo sapore, la qualità principale per cui questo racconto ha potuto avere qualche interesse; in effetti il suo carattere storico è quasi inesistente anche se, come si dirà piú oltre, è stato costruito intorno ad un iniziale nucleo reale: l'esistenza di una tomba di una santa solitaria palestinese, forse proprio di nome Maria.
    Zosimo, ieromonaco di qualche laura palestinese, va, secondo l'abitudine, a trascorrere una parte della Quaresima nelle profondità del deserto. Credendo dapprima ad un'allucinazione si rende ben presto conto della realtà della sua visione: una forma femminile cui l'ardore del sole ha disseccato la pelle, senza altra veste che la sua capigliatura bianca come la lana. Vedendo in questo incontro la volontà della Provvidenza, Zosimo cerca di avvicinarla e vi riesce solo sulla riva di un torrente, ma la sua interlocutrice non consente ad iniziaré ia conversazione prima che il monaco le abbia lanciato il suo mantello per coprire la sua nudità. Dopo essersi reciprocamente benedetti si mettono a pregare e Zosimo vede Maria che levita nell'aria. Il monaco dubita allora di trovarsi di fronte ad una macchinazione diabolica, ma Maria lo tranquillizza chiamandolo per nome. Incitata da lui Maria comincia a raccontare la sua vita.
    Egiziana di origine, a dodici anni era fuggita dalla casa paterna per condurre a suo agio ad Alessandria la vita di peccato che l'ardone dei suoi sensi reclamava. Per diciassette anni visse in questo stato. Un giorno, vedendo dei pellegrini che s'imbarcavano per Gerusalemme, spinta dalla curiorità ed in cerca di nuove avventure, si uní al gruppo, convinta che il suo fascino le avrebbe permesso facilmente di pagarsi il prezzo del viaggio. I suoi piaceri ebbero termine a Gerusalemme il giorno della festa della Croce: ella voleva infatti come gli altri, entrare nella basilica, ma ogni volta che tentava di varcarne la soglia una forza interiore glielo impediva.
    A questo punto sentí il richiamo del Giordano.
    Uscendo dalla città uno sconosciuto le diede tre pezzi d'argento che le sarebbero serviti. ad acquistare pani che dovevano essere il suo ultimo nutrimento terrestre duratole per almeno diciassette anni. Giunta a sera sulle rive del Giordano ed avendo scorto il santuario di S. Giovanni Battista, ella vi fece una visita per pregare e quindi si recò al fiume per purificarsi. In seguito ricevette la Comunione eucaristica e con questo viatico iniziò il suo lungo cammino nel deserto cammino che al momento dell'incontro con Zosimo durava già da quarantasette anni.
    Giunta al termine del suo racconto autobiografico Maria pregò Zosimo di ritornare l'anno dopo, la sera del giovedí santo in un luogo che ella gli indicò sulle rive del Giordano, per portarle l'Eucarestia. Zosimo fu fedele all'appuntamento e Maria traversò miracolosamente il fiume per raggiungere il monaco. Dopo essersi comunicata ed avere rinnovato l'appuntamento per l'anno successivo nel luogo del primo incontro presso il torrente, Maria riprese la sua marcia nel deserto.
    Tornando l'anno dopo sulla riva del torrente Zosimo si credette da principio solo, poi scorse a terra il corpo di Maria morta, rivestito ancora del vecchio mantello da lui datole due anni prima. Una scritta sulla terra gli rivelò alcuni aspetti del mistero: "padre Zosimo sotterra il corpo dell'umile Maria; restituisci alla terra ciò che è della terra, aggiungi polvere a polvere ed in nome di Dio prega per me; sono morta nel mese di pharmouti, secondo gli egiziani, che corrisponde all'aprile dei Romani, la notte della Passione del Salvatore, dopo aver partecipato al pasto mistico".
    Zosimo capí che Maria era già morta da un anno, il giorno stesso in cui le aveva dato la s. Comunione. Si mise subito all'opera per seppellire il corpo di lei, ma non aveva altro utensile che un pezzo di legno; aveva appena cominciato a scavare che ebbe la sorpresa di trovarsi a lato un leone che si dimostrò subito in grande familiarità con lui e che in breve tempo, su richiesta del monaco, scavò una fossa sufficiente a deporre Maria. Dopo aver ricoperto di terra il corpo della santa, Zosimo ritornò al suo monastero, dove raccontò tutta la storia all'abbà Giovanni l'egumeno e ai suoi confratelli per loro edificazione.
    Tutti sono concordi nel vedere in questa storia soltanto una pia leggenda, come ha scritto H. Delehave: "una creazione poetica, senza dubbio fra le piú belle di quante ci abbia lasciato l'antichità cristiana".
    Questa creazione letteraria, tuttavia, non è tutta pura invenzione, essa non è che lo sviluppo di una tradizione palestinese che vide la luce intorno alla tomba di una solitaria locale esistita realmente. In effetti, nella Vita di Ciriaco, opera di Cirillo di Scitovoli, l'autore racconta di una sua passeggiata nel deserto in compagnia di un certo abbà Giovanni.
    F. Delmas, dopo un accurato controllo tra la Vita di Maria opera di Sofronio e, contemporaneamente la Vita di Paolo di Tebe, scritta da s. Girolamo (in cui la parte di Zosimo è sostenuta da un Antonio), ed il racconto del monaco Giovanni nella l'ita di Ciriaco, cosí riassume le conclusioni del suo studio: "1) il quadro generale della vita di s. Maria Egiziaca mi sembra ricalcato sulla vita di s Paolo eremita. 2) la vita di s. Maria Egiziaca mi sembra non essere altro che uno sviluppo retorico della vita di Maria inserita negli Atti di s. Ciriaco".
    Giovanni Mosco, cronologicamente posteriore a Cirillo, presenta uno svolgimento diverso della leggenda di Maria, ma malgrado le divergenze, le grandi linee dei due racconti sono abbastanza simili perché si possa concludere per l'unicità del fatto originario. al quale entrambi fanno riferimento. Sofronio, di cui abbiamo già sottolineata la dipendenza da Cirillo, ha anche preso in prestito qualche dettaglio da Giovanni Mosco, in particolare la localizzazione della scoperta di Maria nel deserto al di là del Giordano.
    Non minore fu la popolarità di Maria in Occidente.

    Culto liturgico.

    I sinassari bizantini venerano Maria al 1° aprile, qualcuno al 3 o al 4 dello stesso mese. Questa data è in relazione con il supposto giorno della morte di Maria, un giovedí santo nel mese di pharmouthi. A1 1° aprile Maria figura anche nel Typikon della laura di S. Saba. I calendari palestino-georgiani fanno di lei menzione il 1°, il 4 o il 6 dello stesso mese. Il Sinaiticus 34 (X sec.) la nomina per la terza volta il 2 dicembre. Qualche calendario siriaco la menziona ancora il 1° aprile. Il Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atr?b e Mal?g le dedica una lunga notizia proveniente dalla Vita di Sofronio al 6 barmudah e la traduzione geez di questo Sinassario ha conservato la stessa notizia al giorno corrispondente del 6 miyaziya. Il Calendario marmoreo di Napoli menziona Maria al 9 aprile. I primi martirologi occidentali medievali la ignorano e, a quanto sembra, Usuardo fu il primo ad introdurla al 2 aprile nel suo Martirologio con lo stesso breve elogio di s. Pelagia all'8 ottobre Pietro de' Natalibus le ha dedicato un lungo capitolo de] suo Catalogus.
    Il 2 aprile divenne quindi la data tradizionale della commemoraziohe di Maria in Occidente.

    Autore: Joseph-Maria Sauget


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    St. Mary of Egypt

    Born probably about 344; died about 421. At the early age of twelve Mary left her home and came to Alexandria, where for upwards of seventeen years she led a life of public prostitution. At the end of that time, on the occasion of a pilgrimage to Jerusalem for the Feast of the Exaltation of the Holy Cross, she embarked for Palestine, not however with the intention of making the pilgrimage, but in the hope that life on board ship would afford her new and abundant opportunities of gratifying an insatiable lust. Arrived in Jerusalem she persisted in her shameless life, and on the Feast of the Exaltation of the Cross joined the crowds towards the church where the sacred relic was venerated, hoping to meet in the gathering some new victims whom she might allure into sin. And now came the turning-point in her career. When she reached the church door, she suddenly felt herself repelled by some secret force, and having vainly attempted three or four times to enter, she retired to a corner of the churchyard, and was struck with remorse for her wicked life, which she recognized as the cause of her exclusion from the church. Bursting into bitter tears and beating her breast, she began to bewail her sins. Just then her eyes fell upon a statue of the Blessed Virgin above the spot where she was standing, and in deep faith and humility of heart she besought Our Lady for help, and permission to enter the church and venerate the sacred wood on which Jesus had suffered, promising that if her request were granted, she would then renounce forever the world and its ways, and forthwith depart whithersoever Our Lady might lead her. Encouraged by prayer and counting on the mercy of the Mother of God, she once more approached the door of the church, and this time succeeded in entering without the slightest difficulty. Having adored the Holy Cross and kissed the pavement of the church, she returned to Our Lady's statue, and while praying there for guidance as to her future course, she seemed to hear a voice from afar telling her that if she crossed the Jordan, she would find rest. That same evening Mary reached the Jordan and received Holy Communion in a church dedicated to the Baptist, and the day following crossed the river and wandered eastward into the desert that stretches towards Arabia.

    Here she had lived absolutely alone for forty-seven years, subsisting apparently on herbs, when a priest and monk, named Zosimus, who after the custom of his brethren had come out from his monastery to spend Lent in the desert, met her and learned from her own lips the strange and romantic story of her life. As soon as they met, she called Zosimus by his name and recognized him as a priest. After they had conversed and prayed together, she begged Zosimus to promise to meet her at the Jordan on Holy Thursday evening of the following year and bring with him the Blessed Sacrament. When the appointed evening arrived, Zosimus, we are told, put into a small chalice a portion of the undefiled Body and the precious Blood of Our Lord Jesus Christ (P. L. LXXIII, 686; "Mittens in modico calice intemerati corporis portionem et pretiosi sanguinis D.N.J.C." But the reference to both species is less clear in Acta SS., IX, 82: "Accipiens parvum poculum intemerati corporis ac venerandi sanguinis Christi Dei nostri"), and came to the spot that had been indicated. After some time Mary appeared on the eastern bank of the river, and having made the sign of the cross, walked upon the waters to the western side. Having received Holy Communion, she raised her hands towards heaven, and cried aloud in the words of Simeon: "Now thou dost dismiss thy servant, O Lord, according to thy word in peace, because my eyes have seen thy salvation". She then charged Zosimus to come in the course of a year to the spot where he had first met her in the desert, adding that he would find her then in what condition God might ordain. He came, but only to find the poor saint's corpse, and written beside it on the ground a request that he should bury her, and a statement that she had died a year before, on the very night on which he had given her Holy Communion, far away by the Jordan's banks. Aided, we are told, by a lion, he prepared her grave and buried her, and having commended himself and the Church to her prayers, he returned to his monastery, where now for the first time he recounted the wondrous story of her life.

    The saint's life was written not very long after her death by one who states that he learned the details from the monks of the monastery to which Zosimus had belonged. Many authorities mention St. Sophronius, who became Patriarch of Jerusalem in 635, as the author; but as the Bollandists give good reasons for believing that the Life was written before 500, we may conclude that it is from some other hand. The date of the saint is somewhat uncertain. The Bollandists place her death on 1 April, 421, while many other authorities put it a century later. The Greek Church celebrates her feast on 1 April, while the Roman Martyrology assigns it to 2 April, and the Roman Calendar to 3 April. The Greek date is more likely to be correct; the others may be due to the fact that on those days portions of her relics reached the West. Relics of the saint are venerated at Rome, Naples, Cremona, Antwerp, and some other places.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. IX, 1910, New York

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 28-04-19, 23:59
  2. 24 aprile - S. Maria di santa Eufrasia Pelletier, fondatrice
    Di Augustinus nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-04-08, 07:05
  3. Risposte: 54
    Ultimo Messaggio: 25-04-06, 09:31
  4. 20 Aprile 1889 - 20 Aprile 1945 - 20 Aprile 2005
    Di Ante Pavelic nel forum Destra Radicale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 22-04-05, 17:10

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226