`ISRAELE SCONFITTO PERCHE` HA UN ESERCITO DI GAY`
(18/08/2006) E` quanto afferma il terrorista palestinese Abu Odai, che confida in prossimi vari fronti per sconfiggere Israele.
La cosa più importante dimostrata da questa guerra in Libano è che Israele, nonostante la sua potenza, la sua forza aerea, i suoi carri armati, la sua flotta e il suo illimitato budget militare, può essere sconfitto. E se noi avremo la forza di fare quel che ha già fatto Hezbollah, l’esercito israeliano composto di soldati gay, pieno di corruzione, può essere sconfitto anche in Palestina’
Lo ha affermato Abu Odai, coordinatore capo delle brigate ‘Martiri di Al Aqsa’, ala armata del partito palestinese Fatah, confermando così i sospetti che divampano in queste ore in tutte le diplomazie occidentali. E cioè che, nonostante un mese di attacchi senza sosta da parte di Tsahal (l’esercito israeliano), la non-sconfitta dei miliziani sciiti di Hezbollah, armati fino ai denti dall’Iran, attraverso la Siria, con armamenti russi e cinesi , ha compattato i vari fronti estremisti anti-israeliani, tra cui quello storico palestinese. 'La cosa migliore' ha proseguito Abu Odai ‘sarebbe aprire più fronti contro questo esercito di gay israeliani e credo che questo sia uno scenario tutt’altro che impossibile’.
ISRAELE E I SUOI SOLDATI GAY
Il terrorista palestinese pungola Israele per l’apertura che lo Stato ha verso le persone omosessuali, anche in seno all’esercito. La realtà di Israele infatti va oltre quanto raccontato dal celeberrimo film del 2002 “Yossi and Jagger”, del regista Eytan Fox, nel quale i due protagonisti erano militari gay che vivevano la propria relazione in trincea (coincidenza vuole che fosse proprio una trincea in Libano, durante la precedente occupazione), ma di nascosto e con il timore di essere scoperti.
In realtà, in quella che può essere considerata una delle più solide e liberali democrazie del mondo, in quel paese che difende la cultura del diritto dell’individuo contro i fanatismi teocratici mediorientali che considerano l’individuo come semplice addendo di una massa, in Israele la questione dei gay nell’esercito si é evoluta verso un modello di integrazione attualmente assente in qualunque altro paese del mondo. E si è evoluta in tempo di pace (questo per mettere a tacere i maligni che dicono che Israele ha semplicemente bisogno di ‘carne da macello’ e quindi anche i gay vanno bene). Nel 1993 si iniziò con l’abrogazione delle norme che vietavano la presenza degli omosessuali dichiarati nell’esercito. Ma è stato solo il punto di partenza. Con la consueta velocità di estensione dei diritti di cui solo Israele è capace, sulla presenza dei gay nell'esercito sono stati compiuti passi significativi. Nel maggio 2006 il Corriere della Sera raccontò un episodio esplicativo.
CONCORSO DI BELLEZZA TRA I SOLDATI GAY DELLA 8200
Il 13 e 14 marzo 2006, in occasione della festa del Purim (una sorta di carnevale ebraico), il reparto 8200 di Tsahal, che conta il più alto numero di omosessuali tra i suoi militari, ha deciso di eleggere Miss8200; per farlo i partecipanti si sono sfidati a colpi di tacchi a spillo, minigonne e parrucche. I giovani gay in Israele, come ha raccontato un soldato al quotidiano Maariv, sanno di non dover nascondere nulla, poiché anche tra gli ufficiali ci sono molti omosessuali. Oltre alla 8200, ci sono altri gruppi anche nel quartier generale di Kirya (una specie di Pentagono di Tel Aviv), dove può capitare di sentire un capitano rivolgersi ai suoi uomini urlando «sbrigatevi, ragazze».
Giuliano Federico
redazione@gay.tv
fonti: WorldNetDaily, 365gay.com, corriere.it, imdb.com
http://www.gay.tv/ita/magazine/we_li...lio.asp?i=2603
E' bello vedere che il PD ha candidato uno che la pensa come un integralista islamico.![]()





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