Firenze e la doppia morale del fustigatore di mendicanti
di Marco Sferini
su redazione del 03/04/2008
da www.lanternerosse.it
La giunta comunale di Firenze non finisce di sorprendere. Dopo la crociata contro i lavavetri, ora costretti a mendicare, ecco l'ultima trovata in materia di presunta sicurezza da parte dell'ormai celebre assessore del PD Cioni: mettere fine all'accattonaggio nelle vie del capoluogo toscano. Cosa ha mosso gli amministratori fiorentini nella ricerca di una soluzione securitaria di un problema, ancora una volta, sociale? Presto detto: alcuni giorni fa un passante ha urtato involontariamente contro un mendicante che era seduto su un marciapiede, è ruzzolato e si è procurato qualche graffio. E così ecco servito il piatto del pretesto: coloro che chiedono degli spiccioli ai bordi delle strade, dove dio sembra realmente morto anche per chi non ha mai avuto una propensione fideistica, divengono un pericolo per l'incolumità fisica dei cittadini. Inutile soffermarsi su quanto vi sia di vero e giusto o di erroneo e sbagliato: è lapalissiano come il comportamento politico della giunta fiorentina sia ispirato da una vera e propria linea anti progressista, fortemente legata ad un concetto di repressione e ormai separata da qualunque elemento di vicinanza, da un cordone ombelicale tra tutti i cittadini, anche i mendicanti, e le istituzioni.
Il luogo istituzionale diventa un riflesso condizionato delle titubanze, delle paure e, peggio ancora, delle ossessioni che ad arte vengono create dagli abili strateghi dell'istruzione all'ipocrisia delle masse. Più populismo cresce tra la gente, più l'incertezza domina e quindi più facilmente si controllano sia le proteste, sia le rimostranze.
Se poi si viene a creare anche una sintonia tra l'ormai consolidato stile repressivo del Partito democratico (basti ricordare Cofferati a Bologna...) e il forcaiolismo popolare allora chi amministra può dire con soave tranquillità che è persino investito in ciò da un mandato popolare, non scritto, ma che aleggia per le vie e le piazze di Firenze: sarebbe quello che, comunemente, si definisce "un sentimento diffuso". Se ne sciacquano la bocca in tanti e in tanti pensano di poter essere la voce della piazza, del singolo come del collettivo, dell'uno come del migliaio.
Ma quello che indigna in questa vicenda dei mendicanti fiorentini è la doppia morale che si intreccia nel discorso niente affatto confuso dell'assessore Cioni: a monte starebbe una esigenza di ripristino di certe condizioni di sicurezza. A valle, invece, si trova un'idea di città "pulita", dove sia espulso qualunque tipo di "rifiuto". Un rifiuto non è semplicemente un pezzo di carta gettato in terra, ma anche un mendicante che si siede sui marciapiede della città e che staziona lì per ore, al sole, al freddo e all'umiliazione degli sguardi di chiunque passa. E comincia così il teatrino delle passioni, della pietà e delle indifferenze: non tutti questi sentimenti sono permeati da uno spirito di generosa sincerità. Qualcuno getta una moneta nel cappello o nel piattino per dare veramente una mano a chi è in estrema difficoltà; qualcuno invece apre il portafoglio, si guarda intorno, aspetta il momento che qualcuno lo veda e poi si china e fa il plateale gesto di mettere la moneta nelle mani del poveraccio dalle gambe indolenzite. Così ci si sente appagati, si è fatta la "buona azione": è quel tipo di elemosina che scalda tanto il cuore alla Chiesa cattolica che, infatti, legittima questo comportamento come una opera pia, come una lodevole carità. La carità, l'elemosina sono gesti che non possono essere propriamente definiti malevoli o ipocriti, se e solo se si è consapevoli che sono una sistematica peculiarità di questa economia che produce sempre più derelitti e poveri e sempre meno soddisfazione dei bisogni sociali. Ma la carità pelosa sarebbe meglio non farla, è falsa e bugiarda, è quanto di più vile vi sia nel rapportarsi con quel mendicante che non chiede pietà, ma solo un aiuto.
"Ma ci sono i mendicanti che sono furbi e si fanno i soldi...". Quante volte l'avrete sentito dire? Molte? Indubbiamente. E' vero, come in ogni ambito di vita, anche nell'accattonaggio c'è chi è costretto a sedersi con un cartello sul marciapiede e a chiedere i soldi agli altri in cambio di niente e chi, invece, ne fa un modo per lucrarci. Ma si può davvero pensare che, oltre al deprecabilissimo uso dei bambini che viene sovente fatto come ulteriore elemento di emozione e di spinta alla generosità del buon cittadino, vi siano così diffuse situazioni di parassitismo sociale mascherate da mendicanti? In fondo, nelle vie delle città si trovano purtroppo anche giovani mendicanti, quindi non quelli che sei abituato a vedere da decenni e che, magari, hanno anche una qual certa "notorietà" tra la gente e sulla quale riscuotono una simpatia che si consolida nel tempo.
I giovani che mendicano non sono neanche tutti punk o fannulloni. Sono generazioni di disperati che, esposti sul più alto gradino della precarietà, senza alcuna prospettiva di futuro, senza una benchè minima attenzione da parte delle istituzioni, passano le loro giornate a vagabondare, a cercare il modo di mangiare un cornetto con un cappuccino prima del mezzogiorno quando, finalmente, si aprono le porte della Caritas (di cui si potrebbe parlare a lungo...) e un piatto caldo viene servito, una doccia è a disposizione e così magari anche qualche vestito usato di ricambio.
E' veramente incredibile che l'assessore Cioni pensi di poter risolvere in chiave securitaria una dinamica di problemi sociali che non possono essere isolati da un contesto e trattati come fatti spiacevoli, come elementi inquinanti una società linda, perfettamente splendende, lucida e non turbata dal disagio economico che è, che si voglia o no, presente tra di noi e che ci dovrebbe interrogare proprio su come metterlo in relazione con gli strumenti che la politica ha per dagli una più che degna soluzione.
Invece si preferisce un'aggiunta al regolamento di polizia municipale, un giro di vite, il pugno duro e la mano ferma contro coloro che non sono "nella norma". Fa paura questo clima che ricorda molto l'etichettatura delle persone che qualche regime europeo circa settanta anni fa aveva messo in pratica per diventare un paese eletto sopra ogni altro e che, invece, ha finito col distruggere sè stesso e milioni e milioni di persone.
Noi possiamo anche prendere un giorno i lavavetri, un altro i mendicanti, e un altro ancora i rom e cacciarli dalle strade, dalle piazze, dai campi nomadi. Possiamo fare tutto questo. Ma ci ritroveremo sempre con davanti una realtà che ci ripiomberà addosso come una nemesi storica, come un boomerang della vendetta, come un giusto ricordo che ci metterà innanzi un tremendo interrogativo: perchè? Buttare la polvere sotto il tappeto non fa la casa pulita, caro assessore Cioni... Ci vuole un piccolo sforzo in più: comprendere il disagio sociale, indagarlo e non trattarlo alla stregua di un problema che esiste e che, siccome ci da qualche noia, è meglio metterlo da parte il prima possibile. Ogni volta che nella storia l'uomo ha evitato analisi e comprensione, e ha scelto la repressione, ha sempre e solo ritardato dei processi di evoluzione che non hanno potuto prima o poi verificarsi. Oggi è il 4 aprile, oggi ricorre l'anniversario della morte di Martin Luther King: come si può ben vedere, gli americani hanno dovuto fare i conti con i neri, con le persone "di colore", con quelle persone che sembravano a loro "strane" e non degne di sedere sugli autobus dei bianchi. Fino a quando Rosa Parks si rifiutò di lasciare il posto ad un bianco... E da lì inizio una grande, bella - e anche tragica - rivoluzione.
Noi speriamo che la giunta di Firenze ci ripensi, e pensi a come poter dare un sostegno istituzionale a tutti i mendicanti, a tutti gli indigenti che si trovano in estreme difficoltà a firenze. Un ordinanza di polizia non li aiuterà di certo a mangiare, a trovare un letto e un pò di quella dignità che deve essere anche loro. Altrimenti finiremo con l'accettare che esistano cittadini di serie A, di serie B e anche di serie C in questo nostro povero, disgraziato Paese.
http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=22615




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