Ero ragazzino quando già si parlava della crisi di Alitalia... e negli anni ho maturato una convinzione (aldilà degli ultimi sviluppi):
-Si dovrebbe fare un confronto tra le varie compagnie di bandiera europee e stabilire (tramite parametri come numero passeggeri, totale impiegati, indotto, numero voli, numero aereoporti etc) il numero totale dei dipendenti "necessari", eventuali rescissioni di contratti non convenienti con aziende di carburanti ed aziende dell'indotto (tipo quelle che gestiscono la manutenzione aerei etc).
Sono fermamente convinto che tanto in Alitalia, quanto in Ferrovie dello Stato, nei Ministeri etc vi sia un surplus di personale dovuto alla allegra gestione partitocratica della prima repubblica (concorsi truccati, raccomandati vari etc).
Il personale in surplus andrebbe eliminato come proposto da Air France (con ammortizzatori sociali, prepensionamenti, ricollocazione lavorativa, bonus per i nuovi concorsi etc)
Il ragionamento dei sindacati, salvare tutti i posti, mi sembra francamente irrealizzabile e direi anche demagogico, per una azienda "pompata" a dismisura durante la Prima Repubblica.
Voi cosa ne pensate?




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