Ministro Pecoraro indagato per truffa e corruzione, nega accuse
Reuters - da 55 minutiBARI (Reuters) - Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio è indagato dalla procura di Potenza insieme ad altre tre persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e corruzione per aver concesso presunti favori a imprenditori in cambio di viaggi e soggiorni gratuiti. Lo riferiscono fonti investigative del capoluogo lucano.
Un portavoce del ministro ha però detto che Pecoraro Scanio ha appreso soltanto dalla stampa di essere sotto indagine e che ha comunque assicurato "massima collaborazione" per chiarire la vicenda.
Titolare del fascicolo aperto presso la procura di Potenza è il pm John Woodock, già protagonista di altre inchieste che hanno avuto forte risalto mediatico su politici e personaggi dello spettacolo, come Fabrizio Corona.
E proprio indagando sulle relazioni di Corona, dicono le fonti, gli inquirenti sono risaliti attraverso intercettazioni a un imprenditore di Policastro e di qui a un'agenzia di viaggi Perugia, la Visetur, che avrebbe ottenuto un appalto per organizzare viaggi, trasferte e soggiorni per conto del ministero. In cambio, ritengono gli inquirenti, il leader dei Verdi avrebbe ottenuto voli e soggiorni gratuiti.
Il coinvolgimento del ministro - contro cui è ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa contro la Pubblica Amministrazione e quello di corruzione - risulterebbe da altre intercettazioni.
Insieme a Pecoraro Scanio - il cui fascicolo è stato trasmesso per competenza al Tribunale dei ministri, dicono le fonti - sono indagate altre tre persone: uno dei titolari dell'agenzia di viaggi, un collaboratore del ministero e un magistrato fuori ruolo che avrebbe lavorato prima a Lagonegro e poi a Salerno.
PORTAVOCE MINISTRO: L'ABBIAMO SAPUTO DALLA STAMPA
I fascicoli relativi ai tre sono stati trasmessi alla Procura di Roma, dicono le fonti. Ma fino a ieri sera il capo della Procura ha smentito la circostanza. Il fratello di uno dei titolari dell'agenzia è un consulente del ministro, come ha confermato in un'intervista al Corriere della Sera lo stesso Pecoraro Scanio.
Nella stessa intervista però il ministro ha detto che la società "se non mi sbaglio, durante la nostra gestione ha perduto l'appalto".
"Il ministro non ha ricevuto alcuna carta , alcuna comunicazione. L'abbiamo saputo dalla stampa - ha detto il portavoce Giovanni Nani - C'era una chiacchiera che girava su un'agenzia di viaggi, ma sembrava un problema amministrativo, non certamente una cosa di queste dimensioni, anche perché questa vicenda avviene a una settimana dal voto".
Il portavoce ha aggiunto che il ministro comunque "ha assicurato la massima collaborazione per chiarire ogni cosa".
L'inchiesta di Potenza, hanno aggiunto le fonti, riguarda anche la questione dello smaltimento dei rifiuti in Campania.
Secondo alcuni quotidiani, gli investigatori stanno indagando sul presunto interessamento di Pecoraro Scanio a un appalto per lo smaltimento di rifiuti campani in Grecia. Appalto che però non sarebbe mai andato in porto.
"E' evidente che il ministro non si è mai occupato in maniera diretta di appalti, e neanche di rifiuti", ha commentato il portavoce.



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