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  1. #1
    Apolide
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    Predefinito Storia del Socialismo Italiano

    Questo thread è dedicato alla grande storia del Socialismo italiano, alle sue battaglie, alle vittorie e alle delusioni, agli uomini che ne hanno abbracciato gli ideali e la passione, alle nuove speranze...

    L'essenza del Socialismo:
    « Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.Questa non è la libertà che intendo io. »
    Sandro Pertini





  2. #2
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  3. #3
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    ci tengo a rammentare una fase fondamentale del PSI che si preparava negli anni '70 a transitare verso un assetto moderno,sociale ed internazionale ad opera di un "giovane dirigente".

    il PSI per anni è rimasto isolato nel limbo della sinistra italiana,scortato dal PCI a volte,oppure sballottato in mezzo alle coalizioni di governo.

    il "nuovo corso" è anticipato da un'azione politica inedita per la sinistra italiana.
    nell'ambiente socialista è nota come "Solidarietà Internazionale",ovvero la linea di sostegno dei partiti socialisti vittime della censura e dell'oppressione delle dittature.

    l'IS incaricò il giovane Bettino Craxi nel portare avanti questo progetto,per sensibilizzare le parti politiche e per sostenere i partiti socialisti in esilio.

    fu il caso del Portogallo,che proprio in quegli anni rivendicava la democrazia ad opera della gloriosa e pacifica "Rivoluzione dei Garofani".
    la sinistra socialista si mobilitò,con il sostegno della solidarietà internazionale,e nel paese ritornò la democrazia.

    fu il caso della Spagna franchista,nella quale il PSOE di Gonzalez fu finanziato in esilio per la sua attività di contrasto al regime.

    fu il caso,sempre in quegli anni,del sostegno dei socialisti greci che ribaltarono la dittatura militare.

    fu il caso del Cile:

    ecco uno spezzone...

    http://it.youtube.com/watch?v=BLbigrTP5kg

  4. #4
    Apolide
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    Bellissimo il video che hai postato...

  5. #5
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    Riccardo Lombardi (Regalbuto, 16 agosto 1901Roma, 18 settembre 1984) è stato un politico, giornalista, partigiano, e ingegnere italiano.
    Crebbe orfano dall’età di 3 anni, figlio di un capitano toscano dei Carabinieri proveniente dalla gavetta e deceduto a causa di servizio in Sicilia, dove aveva sposato Maria Marraro. Ricevette l'educazione media dai Gesuiti presso il Collegio Pennisi di Acireale. Durante gli studi al Politecnico di Milano, dove si laureò in Ingegneria, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo. Simpatizzò poi per il Partito Cristiano del Lavoro, fondato dagli esponenti di sinistra del partito Popolare Italiano nel 1920 nel quale fu seguace di Miglioli.
    Dopo aver partecipato ad alcune azioni degli Arditi del popolo, tra cui la difesa del giornale L'Avanti! dall'assalto dei fascisti, nel 1923 collaborò con Il Domani d'Italia, giornale della sinistra cattolica; in questi anni avvenne lo stacco dalla cultura cattolica e l'avvicinamento al socialismo, che si manifestò con l'adesione al Partito Socialista Unificato di Filippo Turati.
    Nella seconda metà degli anni Venti continuò a partecipare all'attività clandestina, con esponenti antifascisti di varie tendenze. Anche dopo la soppressione dei partiti politici decretata il 5 novembre del 1926 continuò ad opporsi al regime Fascista e di conseguenza una squadra di picchiatori nel 1933, a seguito di un'azione di volantinaggio, lo massacrò di botte rovinandogli per sempre la salute.
    Conoscendo la lingue tedesca e francese trovò lavoro quale direttore tecnico presso la sede di Milano di Weise & Söhne, una società tedesco-olandese di impiantistica chimica, che in pochi anni portò a diventare uno dei maggiori fornitori di Montecatini, SNIA e di tutta l'industria chimica italiana, allora in piena espansione. Raggiunse così un effimero benessere economico.
    Aderì al movimento Giustizia e Libertà e, nel 1942, fu tra i fondatori del Partito d'Azione di cui nel gennaio del 1943 creò assieme a Brenno Cavallari l'organo clandestino di stampa L'Italia Libera. Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 militò nella Resistenza quale tenente generale delle brigate Giustizia e Libertà che, alla vigilia della Liberazione, rappresentó alle fallite trattative di resa con Benito Mussolini e Rodolfo Graziani presso l'Arcivescovado di Milano. Fece parte del CLNAI da cui alla Liberazione fu nominato Prefetto di Milano.

    Partecipò al governo De Gasperi I (dicembre 1945 - giugno 1946) quale Ministro dei trasporti, avviando la rapida ricostruzione della rete ferroviaria. In seguito preferì operare fuori dalle cariche di governo o del parlamento, anche quando il suo partito faceva parte della maggioranza governativa.
    Convinto dell’insufficienza della sola riforma del latifondo a far progredire il Mezzogiorno, nel 1947 ottenne la costituzione dell’Ente Siciliano di Elettricità votato a promuovere l’industrializzazione dell’isola tramite interventi pubblici che ne potenziassero le infrastrutture. Sotto alla sua breve iniziale presidenza l’ESE realizzò nuove centrali idroelettriche (Pelino, Troina e Carboi) ed i grandi impianti termici di Termini Imerese e di Augusta.
    In politica estera si adoperò per la decolonizzazione, in particolare fornendo sostegno internazionale all’amico Pierre Mendès-France impegnato nella liberazione dell’ Indocina francese prima, dell’Algeria in seguito. Successivamente fu instancabile animatore di iniziative contrarie alla Guerra del Vietnam.
    Fu componente della Consulta nazionale, dell'Assemblea Costituente e, ininterrottamente fino al 1983, della Camera dei Deputati. Allo scioglimento del Partito d'Azione nel 1947 aderí al Partito Socialista Italiano, che si sforzò di affrancare dal frontismo. Nel 1948, dopo la sconfitta del Fronte popolare, con Fernando Santi e Vittorio Foa vince il congresso del PSI su posizioni autonomiste, ma è costretto a passare la mano ai frontisti di Nenni e Morandi, forti del sostegno sovietico. Solo nel 1956, dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, Nenni, col suo appoggio, denuncerà il patto di unità d'azione col Partito Comunista Italiano.
    Al Congresso di Venezia del 1957 ottenne poi l'adozione di una nuova politica consistente nel costringere la maggioranza governativa ad operare una svolta a sinistra, incentrata su una serie di riforme di struttura (termine da lui introdotto nel linguaggio politico), la maggiore delle quali, tra quelle realizzate, fu la nazionalizzazione dell'energia elettrica.
    Dirige l'organo ufficiale Avanti! nel 1949-1950 e di nuovo nel 1963-1964. Nel luglio del 1964 la corrente "lombardiana" da lui guidata decide di non partecipare al secondo governo Moro, denunciando l'involuzione conservatrice della politica del centro sinistra, in particolare a seguito del rifiuto della DC, con cui era stata realizzata anche la riforma della scuola media e delle Regioni, a realizzare la riforma urbanistica. Da quel momento, per anni, Lombardi assume una posizione di critica costruttiva nei confronti della maggioranza del suo partito; indicando come prospettiva un governo di alternativa alla Democrazia Cristiana, che la positiva evoluzione in atto nel Partito Comunista Italiano poteva rendere possibile.
    Nel congresso del Midas del 1976 l'apporto della corrente di Riccardo Lombardi fu determinante per l'elezione a segretario di Bettino Craxi. Sostenne il nuovo segretario anche quando fu presentato il "progetto socialista" durante il congresso di Torino del 1978, che doveva essere la "Bad Godesberg" dei socialisti italiani. Negli ultimi mesi di vita fu presidente nazionale del PSI. Si dimise da tale carica nel 1980, a causa dell'isolamento dovuto alla posizione di minoranza in cui si era ritrovato all'interno della stessa corrente della sinistra socialista, di cui pure era stato leader ed ispiratore.

  6. #6
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    ALMENO bettino ebbe le palle per dirne 5 a Regan sul caso Cile...mi ci giocherei la macchina che gli attuali politici non avrebbero avuto le palle nemmeno per fiatare.

  7. #7
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    dopo Sigonella,fra i due si instaurò una certa "confidenza"!

    quello è il periodo dell'Italia quinta potenza economica e decisionista sul fronte intenazionale,anche davanti alla superpotenza americana.

    acquistammo credibilità nelle politiche interne ed estere di fronte al mondo e da li a poco i mondiali del '90 avrebbero dato visione di un'Italia ben amministrata e al passo coi tempi!

  8. #8
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    C'è da dire che di strada ne avete fatta!



  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    C'è da dire che di strada ne avete fatta!
    evidentemente

    anche se quel simbolo e quell'alleanza ci sono costati una scissione dell'8%!

    però tempo dieci anni e Nenni sbatterà la porta in faccia a Togliatti!

    quella fu una bella presa di coscienza che ci fece entrare al governo e ci fece conquistare elettorato,nonostante la scissione della corrente di Saragat (poi divenuta PSDI).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    dopo Sigonella,fra i due si instaurò una certa "confidenza"!

    quello è il periodo dell'Italia quinta potenza economica e decisionista sul fronte intenazionale,anche davanti alla superpotenza americana.

    acquistammo credibilità nelle politiche interne ed estere di fronte al mondo e da li a poco i mondiali del '90 avrebbero dato visione di un'Italia ben amministrata e al passo coi tempi!
    I Mondiali del 90 sono stati una catastrofe per lo stato e un occasione di speculazione per i finanzieri senza scrupoli.
    Il 3°Anello di San siro è costato un occhio della testa rispetto al suo vero valore, che dopo un mondiale quel pvc è stato cambiato 4 volte

 

 
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