
Originariamente Scritto da
ordabarbarica
Gli immigrati hanno il diritto, se vivono onestamente, di restare in Italia. Ma l'Italia ha il dovere verso i suoi connazionali di richiedere loro una garanzia, trattandosi di ospiti sconosciuti.
Appare quindi necessario introdurre una cauzione di soggiorno, ad esempio
10.000 euro da versare al primo ingresso in Italia.
Questa somma verrebbe vincolata alla condotta di vita dell'immigrato.
Se l'immigrato è onesto, possiamo immaginare di rivalutarla con un tasso legato a quello dei titoli di Stato, e di permettere all'immigrato di usarla come forma di garanzia patrimoniale, per contratti di locazione immobiliare, piccoli prestiti, acquisti rateali...
Al momento della concessione della cittadinanza italiana, o del rientro volontario al paese di origine, se incensurato, la somma rivalutata viene restituita all'immigrato.
Se l'immigrato invece ha pendenze (ad esempio non paga l'affitto, non paga l'assicurazione, non paga le multe) i suoi creditori possono
richiederne coattivamente la confisca.
Allo stesso modo, se l'immigrato produce danni (incidenti stradali con colpa, vandalismo...) essi verranno
rimborsati coattivamente dalla cauzione.
Associata alla precedente proposta del
permesso di soggiorno a punti (
clicka qui per leggere), nel momento in cui l'immigrato dovesse essere espulso, ne perde qualsiasi diritto.
La somma è interamente confiscata dallo Stato e confluisce in un fondo di garanzia, che dovrà servire a
risarcire le vittime italiane di reati compiuti dagli immigrati