Se il segretario del Partito democratico ha usato soprattutto parole molto nette contro la criminalità organizzata, da parte sua il Cavaliere ha promesso che in caso di vittoria terrà a Napoli la prima riunione del Consiglio dei ministri e che resterà in città fino a quando l'emergenza dei rifiuti non sarà superata. Un punto è chiaro: l'Italia ripartirà davvero quando il Sud troverà finalmente il modo di sfruttare le sue potenzialità. È triste però constatare come nel dibattito in corso si continuino a riproporre vecchie formule già rivelatesi fallimentari. Basti pensare alla proposta - inclusa nel programma del Pd - di garantire un reddito di almeno mille euro a tutti i giovani. È chiaro che si tratta di una scelta demagogica, che farà danni ovunque ma soprattutto dove maggiore è la disoccupazione e più difficile è trovare un lavoro. Ma non migliore è la proposta del Pdl di creare una Banca del Sud, all'insegna di un assistenzialismo deprecabile. Al contrario, il Mezzogiorno ha bisogno di "meno Stato" e di ridurre il soffocante controllo che partiti e malavita esercitano sulla gente comune, la quale per tirare avanti è costretta di continuo a ricorrere all'intermediazione di questo o quel notabile. Se però la situazione non muta, difficilmente avremo davvero crescita e sviluppo. È anche - e forse soprattutto - un problema di prospettiva. Gli schemi dominanti continuano a proporre un'immagine passiva del Sud, come di un problema che altri (la classe politica, il Nord, l'Europa, ecc.) devono risolvere.
Le cose quindi inizieranno a cambiare sul serio quando sarà in primo luogo chi abita a Napoli e a Bari, a Potenza e a Palermo, a costruire davvero - giorno dopo giorno - qualcosa di nuovo e imprevedibile. In questo senso, forse andrebbe meglio conosciuta la proposta dell'Istituto Bruno Leoni. L'idea è di abolire ogni forma di aiuto e finanziamento pubblico, oggi mediati da politici e burocratici, e quindi cancellare quell'assistenzialismo che tanti danni ha fatto al Meridione. Invece che i soldi di Sviluppo Italia e degli altri progetti elaborati sulla falsariga della Cassa del Mezzogiorno, si propone di liberare per un periodo sufficientemente lungo - dieci anni, ad esempio - tutto il Sud da ogni forma di tassazione sulle imprese. Creando una vasta area di esenzione fiscale (no tax region) si libererebbe l'economia dai partiti e si eliminerebbe quel sistema di finanziamenti che nel passato ha foraggiato soprattutto le organizzazioni criminali.
Per i conti dello Stato le cose non cambierebbero, ma grazie alla detassazione le risorse andrebbero a chi nel Sud costruisce posti di lavoro, ricchezza, beni e servizi, vero sviluppo. Non vale la pena di prendere sul serio la proposta?
http://www.iltempo.it/2008/04/06/863..._ricetta.shtml




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