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Discussione: Dàgli al socialista!

  1. #1
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    Predefinito Dàgli al socialista!

    articolo feroce pubblicato stamane sul "Riformista", quotidiano diretto
    da monsieur antonio polito.
    saluti,
    andrè

    ----------------------------------------------------------------------------------------------

    autore Fabrizio d'esposito

    Dal famigerato spot con «Gesù primo socialista della storia» al numero due del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani (Goi), la maggiore loggia massonica del nostro paese, quella per intenderci in cui si annidò la P2 di gelliana memoria. Per le elezioni politiche di metà aprile, il candidato-premier del Ps Enrico Boselli non si è davvero negato nulla: in Toscana, nella lista per il Senato, alle spalle della capolista Mariella Magi Dionisi, c'è il livornese Massimo Bianchi che nel Goi è secondo solo al gran maestro Gustavo Raffi.

    La candidatura del gran maestro aggiunto Bianchi ha però spaccato la massoneria di Palazzo Giustiniani, provocando la rivolta della gran parte delle logge italiane del Goi, che in tutto vantano 19mila iscritti. Nella storia secolare dei "grembiulini", non solo italiani, è infatti la prima volta che un componente del governo dell'ordine scende in politica. Sinora tutti i casi registrati (un nome per tutti: l'ex liberale poi Pd Valerio Zanone, senatore uscente) riguardavano singoli iscritti poi "messi in sonno" in caso di elezione.

    Stavolta, invece, è diverso: Bianchi è un gran dignitario del Goi e la sua scelta rischia di impegnare politicamente la principale massoneria italiana. Per questo, alla vigilia del raduno annuale del Grande Oriente che si apre domani a Rimini, è finito sotto accusa il gran maestro Gustavo Raffi, colpevole agli occhi dei ribelli anti-Bianchi di non aver chiesto le dimissioni del suo aggiunto. Anche perché, la discesa in campo di un gran maestro infrange la regola tradizionale più importante delle logge mondiali: mai occuparsi o discutere di politica e religione perché considerate entrambe elementi di divisione secondo gli otto punti basici della massoneria moderna emessi a Londra nel settembre del 1929.

    Non a caso, i "grembiulini" schieratisi contro Raffi - in particolar modo quasi tutti i toscani, ancora oggi fieri dell'importanza massonica della loro regione, dove nel 1731 venne fondata a Firenze la prima loggia italiana - sono preoccupati che la candidatura di Bianchi possa mettere in pericolo il tanto atteso riconoscimento del Goi da parte delle grandi logge d'Inghilterra, Scozia e Irlanda, perso nel 1993 a causa delle conseguenze dello scandalo P2 e delle infiltrazioni di mafia e 'ndrangheta nell'ordine di Palazzo Giustiniani.

    Del resto, nel novembre scorso, al meeting europeo di Londra il pro-gran maestro inglese, ossia il marchese di Northampton (il gran maestro, invece, è per tradizione il re o un principe di sangue reale che non partecipa mai: oggi è il duca di Kent) ha messo al centro della sua allocuzione «la proibizione delle discussioni di politica e religione e il divieto imposto alle grandi logge e ai singoli massoni di esternare in pubblico su questi argomenti nella loro qualità di membri dell'ordine».

    Attualmente, in Italia, al netto delle numerose logge fai-da-te, gli ordini massonici sono tre. Oltre al Goi, riconosciuto solamente dalla Gran loggia nazionale di Francia, ci sono la Gran loggia d'Italia degli Antichi liberi accettati muratori (Alam) con 8.500 iscritti e la Gran loggia regolare d'Italia con 3mila. Quest'ultima nacque nel 1993 da una scissione del Goi e nel tempo è riuscita a guadagnarsi il consenso e il riconoscimento degli importanti fratelli inglesi.

    Domani, allora, quando a Rimini si aprirà la Gran Loggia 2008 dal titolo «Tu sei mio fratello» e con tanto di mostra su uno dei più illustri massoni del Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, sarà soprattutto uno l'interrogativo che animerà il dibattito durante i rituali non pubblici: perché il gran maestro Raffi ha autorizzato la candidatura di Bianchi contravvenendo alla regola tradizionale?

    Le voci che circolano riportano a galla i ricordi poco piacevoli su politica e massoneria ai tempi di Gelli. Già vicesindaco di Livorno, Bianchi è ritenuto vicino all'ex ministro socialista Gianni De Michelis, che con Boselli e Bobo Craxi ha ricostituito il Ps. In Toscana, il Ps vanta tre consiglieri regionali, tra cui Riccardo Nencini, e alle ultime politiche, con la Rosa nel pugno, ha raccolto il 2,4 per cento. Una cifra ben lontana dal quorum previsto per Palazzo Madama, l'8 per cento. Perché, quindi, spaccare il Goi per una candidatura difficilmente vincente, nonostante il numero due in lista? Se lo chiedono in molti nel Grande Oriente d'Italia, dove qualcuno storce il naso, poi, perché come grande archivista figura ancora Vittorio Gnocchini, storico collaboratore del venerabile Licio Gelli, naturalmente iscritto alla vecchia P2.
    ------------------------------------------------------------------

  2. #2
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    Aahahahahahahahahah mò Gelli avrebbe imposto a Raffi la candidatura del suo vice nel PS ?? Non rileva, vero, il fatto che il GOI sia l'unica Massoneria italiana rimasta a difendere la laicità dello Stato e il legame storico che questa ha col PSI, vero ??

    Ma vedi te che tocca leggere ...

  3. #3
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    Comunque è bello vedere come il PS sia pieno di fratelli.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano Visualizza Messaggio
    Comunque è bello vedere come il PS sia pieno di fratelli.
    Direi che per il Congresso possiamo mandare a Boselli il tuo avatar ...

  5. #5
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    Ho conosciuto di persona Massimo Bianchi è una ottima persona.
    Nel caso specifico , a mio avviso , ha sbagliato. La massoneria nulla c' entra e nulla deve c entrare con la politica. Poteva farsi mettere in sonno se fosse stato un semplice fratello , essendo gran maestro aggiunto doveva avere la delicatezza formale di non candidarsi

    Detto questo che il riformista mi venga a citare la P2 quando i partiti che sostiene ( pd e pdl ) ne stanno fedelmente mettendo in atto il programma è ridicolo..

  6. #6
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    Sono comunque contento si sia candidato, se non altro per riaffermare la comunanza storica di valori. Spero non usino la sua mossa in funzione delegittimatoria sia del Partito che della Massoneria anche se credo sia una esile speranza ... .fru

  7. #7
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    Chi è Massimo Bianchi , intervista del 2003

    La tua esperienza in Massoneria.

    Sono entrato in Massoneria nel 1967, a 23 anni, perché i valori propri dalla Massoneria italiana sono quelli che mi sento di condividere: la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà. Fu una scelta morale di un giovane che era già funzionario del Partito Socialista. Nonostante le travagliate vicende di alcune parti della Massoneria italiana, oggi, nel 2003, non ho ancora avuto motivo di pentirmi di questa appartenenza spirituale. Sono fiero del fatto che per raccontare la storia della Massoneria italiana si debba per forza passare da Livorno e da Firenze, dalla nostra Toscana. Nemmeno la storia dell'Italia, almeno dall'unificazione ad oggi, la si può comprendere senza i Massoni.



    E' una scelta riservata a pochi?

    La Massoneria ha una base popolare. Non è un "service club" per ricchi. Ha avuto logge di minatori di Rio Marina all'Elba. Ha sempre avuto una forte componente artigiana. Del resto, io non vengo certo dagli Accademici della Crusca... Se uno come me può far parte, per un certo periodo, della dirigenza nazionale del Grande Oriente d'Italia, la più grande, la più vecchia, la più riconosciuta associazione massonica italiana, vuol dire che c'è speranza per tutti...



    Sei fra i fondatori dell'associazione Italia-Israele di Livorno (AIIL) e da poco hai accettato di partecipare al suo consiglio direttivo. Due parole su questa esperienza.

    Potrei ancora partire dalla mia scelta di vita come socialista riformista... Il socialismo riformista è parte dell'esperienza storica fondativa dello stato di Israele. Non a caso Israele ha avuto molti leader, Ben Gurion a Peres, che sono stati vicepresidenti dell'Internazionale Socialista. Inoltre, in una zona del mondo dove valgono solo gli interessi del petrolio e dove ci sono solo dittature, Israele è l'unica esperienza democratica. Ed anche l'unica esperienza multietnica. Multietnica davvero: Israele ha dato ospitalità a centinaia di migliaia di profughi e a molti altri che sono potuti andare là con la legge del ritorno, da decine di paesi e regioni diverse del mondo. Nonostante sia stato aggredito dai suoi vicini arabi sin dai tempi della sua fondazione, e sia rimasto sotto la loro minaccia per tutta la sua esistenza, è rimasta ed anzi è diventata ancora di più, se possibile, una società libera e aperta. Questo fazzoletto di terra, perché di questo si tratta, è esemplare, tanto più in una regione in cui sceicchi e dittatori, investendo percentuali minime dei proventi del petrolio, avrebbero potuto portare libertà e benessere ai loro popoli, e invece non ci sono riusciti. Voglio ricordare in particolare il destino infelice di quegli Arabi della Palestina che sono stati dislocati dalle vicende dei conflitti arabo-israeliani. Sono stati tenuti nei campi e nella miseria dai loro capi, invece che aiutati a ricostruirsi una vita. Sono stati una massa di manovra per i fini politici dei loro dittatori. Questi sono i fatti che commuovono e indignano chi ha una coscienza umanitaria e socialista come me e, spero, ogni persona libera.



    Che cosa può significare l'amicizia con Israele nella Livorno di oggi?

    Restare fedeli a se stessi in questi anni difficili. Livorno ha un vecchissimo gemellaggio con Bat Yam, una bella città sul mare, vicino a Tel Aviv. E poi Livorno, senza la sinagoga e il rabbino (come anche senza il pastore e la comunità protestante...) non sarebbe Livorno, sarebbe una altra città. Livorno è anche Ebrea. La nostra amicizia con il mondo ebraico e la solidarietà con Israele ci viene spontanea. Torno a dire che quel fazzoletto di terra, perché di questo si tratta, che è stato strappato al deserto, in cui non c'era nulla prima che gli Israeliani lo trasformassero, che ha permesso una vita e dato una patria ai superstiti di una delle più atroci scelleratezze della storia moderna, che ha mantenuto salde basi democratiche, è importante per tutti.



    C'è qualche persona, nella vita pubblica di oggi, che ammiri o stimi?

    Gente di valore in giro ce n'è. Ma mi limito a ricordare Ablondi. il precedente vescovo di Livorno. Una figura civile e spirituale di grande rilievo. Poi ho stima per Ciampi, e non solo perché è livornese di origine.



    Vedo che hai sempre molto presenti le radici ebraiche, cristiane e laiche che alimentano la comunità della Toscana... A proposito di Toscana, devo strapparti una riflessione sul governatore Martini, sul suo potere che, come dici te, in questo maggioritario imperfetto e privo di giusti contrappesi, è ovviamente crescente.

    Eccola: mi sembra che Martini sia più preoccupato degli equilibri politici, di costruire un laboratorio per la sinistra, che non di governare la Toscana.



    Troppa politica nazionale, poco buongoverno per la Toscana, intendi dire?

    Tieni conto che governare la Toscana non è poi così difficile... Si governa tanto bene da sola. E' una terra di tradizioni, di cultura, di senso civico diffuso, con immensi patrimoni culturali e ambientali, con una imprenditorialità diffusa e ancora ricca di potenzialità... Sì, mi sembra che con Martini la Toscana va sulla cronache nazionali più come laboratorio della sinistra che dovrebbe venire, che per opere e azioni di buongoverno.



    Sei reduce da un impegno particolare della Massoneria durante Effetto Venezia. Com'è andata?

    Come sai presso la Fratellanza Artigiana, nel quartiere della Venezia, la Massoneria ha un palazzo storico. Fu un dono di Francesco Domenico Guerrazzi. Era la sua casa di città. E' stato la sede della Massoneria fino a quando non ci fu requisita dal fascismo. Il palazzo ci fu poi restituito dal sindaco di Livorno dopo la liberazione. Durante le manifestazioni di Effetto Venezia abbiamo deciso di aprirlo al pubblico. Il nostro rinnovamento e l'apertura all'esterno che ci ha caratterizzato in questi ultimi anni, hanno spinto centinaia di cittadini a visitare la nostra sede storica. Abbiamo avuto curiosità e interesse e anche qualche vocazione. La fraternità massonica vuole essere una delle famiglie spirituali e culturali di Livorno e ci sentiamo di vivere la nostra storia e la nostra identità, apertamente, in questa Livorno che è storicamente una delle città più libere del mondo e che, tolta la cappa dei conformismi che rischiano di soffocarla, tornerà ad esserlo.



    Si avvicinano i giovani, al vostro rinnovamento?

    Ci sono stati momenti in cui si è rischiato l'invecchiamento. Devo dire che in questi anni c'è un ritorno di vocazioni, sempre entro i numeri di una piccola realtà. A Livorno oggi siamo circa 140 membri. Siamo stati più numerosi, in passato. Diciamo che La Massoneria ha bisogno di nuove adesioni per trasmettere grandi valori a una generazione diversa.

  8. #8
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    Bellissima intervista.

  9. #9
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    Ovviamente è nell'associazione amici di Israele...

  10. #10
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    Mi sembra che il Riformista abbia voluto sollevare una polemicuccia in maniera estremamente pretestuosa.
    All'inizio viene citata addirittura la solita P2 che, però, continuando a leggere l'articolo, si scopre non avere assolutamente alcun legame logico con l'attuale Partito Socialista.
    Quindi trattasi di una citazione inutile e fuorviante.
    Quanto alla storica vicinanza tra la libera muratoria e i movimenti politici laici e socialisti è cosa notoria, ma ovviamente parliamo non di vicinanza strategica ma semplicemente ideale e filosofica.
    Villetti risponde a questo articolo con una lettera pubblicata sul medesimo quotidiano: http://www.partitosocialista.it/Port.../VILL7FC8A.pdf

 

 
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