Uno spettro si aggira per l'Europa.E' lo spettro dell'islam.Un graduale processo "d'islamizzazione" che si sta palesemente egemonizzando tanto da rappresentare una concreta minaccia non solo a quelli che sono i nostri valori,le nostre tradizioni,i nostri usi e ai nostri costumi,ma sopratutto a cio' che ci caratterizza e contraddistingue come "occidentali" : la liberta'.Aliena all'islam,essa e' cio' che invece caratterizza l'essenza stessa dell'anima europea incarnata nel cristianesimo.Ma purtroppo l'Europa ha gia' da tempo smarrito questo immenso patrimonio perdendo cosi la sua anima piu' profonda.Le sue radici.Se stessa.Le nostre istituzioni non l'hanno declinato solo recidendolo ignobilmente dalla Costituzione Europea,ma senza opporsi decisamente a quella che e' una vera e propria invasione culturale,anzi in nome di un'astratta concezione(di forte connotato massonica) di "laicita" e di "multiculturalita" vi e' direttamente complice.Come non ricordare le intrepide invettive dell'indimenticabile Oriana Fallaci contro cio' che definiva "Eurabia".Rimaste ancor oggi del tutto inascoltate.Come ampiamente ha dimostrato il recentissimo caso dell'ingiustificabile censura fatta nei confronti del leader olandese Geert Wilders che nel suo film "Fitna" evidenza bene cose' il Corano paragonandolo al "Mein Kampf" e definendolo un «un libro fascista».Ma cosa puo' essere un libro che prescrive guerre sante,di sottomettere le donne e di odiare ed umiliare gli "infedeli".Precetti certamente edificanti quali : "Combattete coloro che non credono in Dio e nel giorno estremo, e che non ritengono illecito quel che Dio e il suo messaggero han dichiarato illecito,e coloro,fra quelli cui fu data la Scrittura, che non s'attengono alla religione della verità.Combatteteli finché non paghino il tributo,uno per uno,umiliati »(Sura IX.29) e "Uccidete i miscredenti ovunque li incontriate".(Sura 2,191).Perle di saggezza che i fautori di quest'Europa apolide di banchieri e di mercanti vorrebbero far passare per concetti appartenenti ad una "religione di pace" con al quale poter stabilire una forma di "dialogo".Neanche a farci caso,e' proprio ponendo l'attenzione a questi insegnamenti islamici che e' assurdo e al limite del paradosso parlare di un islam "moderato" diverso da quello "fondamentalista".Da cio' si evince che tale distinzione e' solo virtuale,retaggio del politically correct e dell'ipocrisia buonista qui imperante che ci ha ridotto allo stato di "dhimmi".Cioe' di sottomessi.In occasione del Sinodo dei Vescovi, nell'ottobre 1999, Mons. Giuseppe Bernardini, vescovo di Smime, Turchia, ha rivolto un durissimo atto di accusa e una denuncia assai esplicita in merito alla chiusura islamica verso i cattolici.Ecco qualche brano del suo intervento: "Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: 'Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo.Basta vedere come sono trattati i cristiani in quei paesi.Privati di ogni legittimita' istituzionale e di diritti civili,essi sono costretti ad una forte pressione ed emarginazione sociale se non ad una vera e propria persecuzione.Come attualmente sta accadendo in Iraq e in altre aree del Medio Oriente.In diversi paesi, la conversione al cristianesimo viene ipso facto punita con la morte per decapitazione.La legge coranica prevede per chi opera conversioni a una religione diversa dall'Islam la stessa pena.La costruzione di chiese è severamente vietata, e anche la pubblica ostentazione di simboli cristiani.E qui le istituzioni nostrane come rispondono ? Con la larga concessione di moschee e altri luoghi d'aggregazione islamici.Quegli stessi da dove l'imam di turno lancia qualche sermone antioccidentale e incita all'odio e si preparano nuove leve al terrorismo.Come si puo' giustificare il comportamento imbelle di chi in nome di un'assurda idea d'integrazione toglie dalle nostre pareti il crocefisso o cancella cerimonie religiose cristiane perche' altrimenti gli "islamici si offendono".A parte il fatti che qui gli unici ad offendersi dovrebbero esserlo i cristiani stessi,di cosa dobbiamo vergognarci ? Delle nostre tradizioni ? Delle nostre radici ? Della nostra cultura ?.Perche' non ci vergogniamo invece di quello che siamo,della nostra vilta',della nostra paura,della nostra vigliaccheria e non prendiamo posizione,non ridestiamo la nostra coscienza assopita gia da troppo tempo.E' di una sorprendente attualita' il monito (qui alterato in relazione al contesto) di Dante :
Siate, Cristiani, a muovervi piú gravi:
non siate come penna ad ogne vento,
e non crediate che ogne acqua vi lavi.
Se mala cupidigia altro vi grida,
uomini siate, e non pecore matte,
sí che l'islamico tra voi non rida!
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