Restare in Italia da immigrati non è un diritto acquisito, ma qualcosa che si deve conquistare in primo luogo rispettando i doveri.
Accanto alla disponibilità di un lavoro, di una abitazione, di un reddito sufficiente, è necessario introdurre un meccanismo che tenga conto della condotta quotidiana di vita dell'immigrato.
Si potrebbe pensare che ogni immigrato riceve 20 punti all'ingresso in Italia, da cui si decurta
-1 punto per ogni comportamento incivile ma non illegale (sputare in terra, non fare la fila al supermercato, ascoltare musica a tutto volume, lasciare in strada le birre vuote, pisciare sui muri...)
-2 punti per ogni violazione amministrativa (viaggiare sui mezzi pubblici senza biglietto, non pagare regolarmente le bollette...)
-5 punti per ogni comportamento antisociale (ubriacarsi, attaccare briga nei locali pubblici, molestare le donne, rifiutarsi di imparare l'italiano...)
-10 punti per ogni comportamento che denota volontà di non integrarsi (burqa, poligamia, prediche estremistiche in moschea, togliere i crocifissi...)
-15 punti per ogni reato penale contro il patrimonio (furti, truffe, ricettazione, abusivismo commerciale...)
espulsione per ogni reato penale contro la persona (spaccio di droga, stupro, rapina, aggressione, risse, omicidio...)
Una volta esaurito il bonus, l'immigrato viene espulso a vita. In caso di rientro clandestino in Italia, condanna a 5 anni di carcere.
Per i clandestini privi di documenti: rimpatrio immediato in un Paese a loro scelta, in alternativa detenzione a tempo indeterminato nei CPT fino a quando non si scopre chi sono e/o il loro paese di origine se li riprende.
Per i Paesi che favoriscono l'immigrazione clandestina in Italia o rifiutano di riprendersi i clandestini: embargo commerciale




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