'Loro non hanno potuto mettere regole all'immigrazione. Ora vivono nelle riserve! Pensaci'. Il manifesto della Lega Nord per queste elezioni politiche è ormai diventato un simbolo. Tutti lo vogliono e infatti spopola dal Piemonte al Friuli, passando per Lombardia e Veneto. Le richieste da parte delle sezioni locali a Via Bellerio hanno superato di gran lunga le più rosee aspettative. Tanto che il Carroccio è stato costretto a ristampare migliaia di manifesti, proprio perché i militanti e i cittadini vogliono portarsi a casa il ricordo dei pellerossa made in Padania. Ma da dove nasce questa brillante idea? Secondo quanto Affari ha saputo direttamente dai massimi vertici della Lega, il manifesto è stato copiato da quello della Lega dei Ticinesi, il movimento guidato dal vulcanico Giuliano Bignasca. A fine marzo il Senatùr è andato a Locarno proprio per incontrare i cugini svizzeri e da lì è nata l'idea di utilizzare anche in Italia lo slogan degli indiani. Secondo Bossi si tratta di una trovata "intelligente". Il leader del Carroccio, in terra elvetica, ha citato i problemi occupazionali delle officine di Bellinzona. "Sto seguendo la delocalizzazione delle officine, il Ticino anticipa i tempi storici, la globalizzazione è fallita e con essa la mitica età dell'oro che hanno sostenuto i massoni e i comunisti in questi anni. Noi siamo contrari a veder delocalizzare le nostre imprese".
Ma non sono soltanto gli indiani a caratterizzare la campagna elettorale padana. Il rapporto con il territorio e la distribuzione capillare delle sezioni sono il punto di forza del Carroccio. Che al Nord ha addirittura quasi il doppio di sedi di Forza Italia (pur avendo meno della metà dei voti, in base ai dati del 2006) e certamente molte più di Alleanza Nazionale. I manifesti elettorali sono ideati e scelti direttamente dal segretario federale, poi realizzati in casa, senza l'ausilio di nessuna costosa agenzia pubblicitaria. Messaggi chiari, precisi, che colpiscano direttamente il cuore, la testa e la pancia degli elettori.
http://canali.libero.it/affaritalian...opdl080408.htm





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