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DA IL GIORNALEDestra, il garante vota Pdl: Storace lo scomunica
Gli elettori della Destra diano il voto al Senato al Pdl per evitare «il rischio grosso del pareggio». L'invito al voto «disgiunto» arriva da Luciano Buonocore, il garante degli iscritti del partito di Storace e Santanchè.
Francesco Storace I dirigenti della Destra smentiscono con forza e puntano il dito su An per la «regia» della sparata di Buonocore. Dal partito di Fini, intanto, arriva il plauso all'iniziativa.
Già da ventiquattro ore negli ambienti della destra milanese filtrava una certa preoccupazione per la conferenza stampa indetta da Buonocore per ieri mattina, perché non era chiaro se quella che avrebbe presentato ai giornalisti sarebbe stata una sua posizione personale o quella del partito. A mezzogiorno, la risposta: «Ho preso la decisione con tanti amici - scandisce Buonocore - visto che secondo i sondaggi non arriverà all'8 per cento al Senato, di votare per la Destra alla Camera e per il Pdl a Palazzo Madama».
Nel partito, nato dalla scissione da An, il disappunto è palpabile, anche se tutti minimizzano la portata dell'iniziativa di Buonocore. «È assolutamente ininfluente» taglia corto Teodoro Buontempo, mentre Francesco Storace si affretta a chiudere il caso: «È l'autorevole opinione di un signore, non è nè la mia nè quella del partito». Ma la candidata premier Daniela Santanchè va giù dura: «Buonocore sarebbe un uomo di partito? Chapeau. Davvero complimenti...». Eventuali provvedimenti, fa sapere Storace, sono rimandati «alla settimana prossima», ma l'ironia della sorte è che lo Statuto della Destra non prevede la possibilità di espellere un tesserato nè di rimandarlo al giudizio di «probiviri». Unica carica di controllo, appunto, proprio il garante degli iscritti.
Buonocore, ex Msi, membro dell'assemblea nazionale di An, fra i leader della maggioranza silenziosa negli anni '70, non è stato candidato nelle liste della Destra ed è da tempo in rotta con la linea «di isolamento» scelta dal partito. Il suo ammiccamento al Pdl, secondo Buontempo, potrebbe essere stato «suggerito» proprio dal partito di Fini, in allarme per la possibilità di un buon risultato della Destra alle prossime elezioni politiche. Ma se l'intento era di «danneggiarci» è andato a vuoto, dice sicuro l'esponente de La Destra, perchè ormai «l'opinione si è formata, e lo dimostra la quantità di gente che partecipa alle nostre iniziative». Così invece, An mette allo scoperto la sua «preoccupazione, è un chiaro segno di debolezza».
Da via della Scrofa intanto arrivano i complimenti per l'atto «di buon senso» di Buonocore. Quelli alla Destra, ripetono gli esponenti di Alleanza nazionale, sono voti «sprecati», per cui ben venga un gesto «che dimostra la voglia di non aiutare - come sottolinea Italo Bocchino - Walter Veltroni». Per Ignazio La Russa Buonocore è stato «anche troppo buono», perché avrebbe dovuto spiegare che anche il voto alla Camera dato alla Destra «è un regalo al Pd». Il presidente dei deputati di An respinge al mittente anche le accuse di pressioni sul dirigente milanese della Destra: «Certo - ironizza - gli abbiamo promesso un viaggio alle Maldive, solo che dobbiamo ancora partire...»
’è malcontento nella Destra. I continui attacchi a Berlusconi di Francesco Storace e della candidata premier, Daniela Santanchè, spaccano il partito dei fuoriusciti da An. E il dirigente Luciano Buonocore lancia un appello al voto utile al Senato, per non avvantaggiare Walter Veltroni. Un invito al voto disgiunto e alla desistenza. «Voterò alla Camera per la Destra e al Senato per la coalizione del Popolo della libertà, raccogliendo la richiesta da tutta Italia di militanti e dirigenti», spiega Buonocore, garante degli iscritti, carica a cui lo statuto della Destra attribuisce l’importante compito di «dirimere questioni e controversie interne». E proprio il garante attacca Santanchè e Storace, colpevoli di aver portato la Destra verso «una deriva politica decisa senza alcuna discussione».
An batte le mani, il candidato premier della Destra, Daniela Santanchè, e il segretario nazionale, Francesco Storace, insorgono contro Buonocore che però non è un caso isolato. Nelle ultime settimane hanno abbandonato la Destra in tre: Nuccio Carrara, sottosegretario alle Riforme del governo Berlusconi, Biagio Cacciola, capo del dipartimento Cultura della Destra e soprattutto segretario amministrativo ed ex parlamentare di An, Giulio La Stazza. Insomma, la polemica è pesante e gli scissionisti di Alleanza nazionale sono in difficoltà.
Buonocore è convinto che andare da soli sia una scelta suicida. «In alcune Regioni il voto alla Destra può essere decisivo per la vittoria, così ci troviamo nell’imbarazzante situazione di poter determinare un successo di Veltroni». Spiega l’esponente della Destra che i sondaggi attribuiscono al partito con la fiamma il 2-2,5 per cento, percentuale ben lontana dallo sbarramento all’8 per cento di Palazzo Madama.
Il segretario Storace si trova nella situazione di non poterlo espellere, proprio perché il teorico del voto disgiunto è il garante della disciplina di partito. Ironizza Ignazio La Russa: «Proprio Storace presentò Buonocore come persona addirittura al di sopra di ogni incarico di partito. Disse che tutto quel che veniva da lui andava preso come oro colato...». E aggiunge: «È stato anche troppo buono: anche alla Camera votare chi non raggiunge il 4 per cento è fare un regalo a Veltroni».
I nomi noti della Destra non condividono. Storace minimizza: «È l’autorevole opinione di un signore, ma non corrisponde alla mia né a quella del partito. In ogni caso non è un grave problema». All’attacco la Santanchè: «E Buonocore sarebbe uomo di partito? Chapeau. Davvero complimenti... Noi siamo certi che supereremo la soglia dell’8% al Senato». Taglia corto il presidente Teodoro Buontempo: «È assolutamente ininfluente, non vale la pena commentarlo».
Buonocore non si perde d’animo. Ricorda che votare Pdl significa perdere una quota di rimborso elettorale ma resta convinto che il gioco valga la candela: «Chi se ne frega dei finanziamenti! Il prezzo politico da pagare, se vincesse la sinistra, sarebbe molto più alto. Qualunque accusa mi lascia completamente indifferente. Non sono stato io a scegliere di portare la Destra nello scellerato isolamento in cui si trova».
La dissociazione di Buonocore piace invece al Pdl. «Il suo appello dimostra buon senso» commenta il deputato di An Italo Bocchino. E Alessandra Mussolini rilancia: «A destra del Pdl ci sono solo formazioni velleitarie. E invece bisogna votare solo chi può governare».




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