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  1. #1
    Nazione e Popolo
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    Predefinito Fiamma Tricolore contro la NATO

    <<«Da Alitalia al Dal Molin»
    Il segretario Romagnoli per Primon

    Vicenza, 6 aprile 2008

    «Il Dal
    Molin? Sosteniamo fermamente che l'Italia debba curare i propri
    interessi, che debba uscire dalla Nato e che debba essere indipendente
    dagli Usa. Questo ragionamento lo estendiamo anche alla base Usa bis».
    A dirlo è il segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli
    che ieri, da una saletta di via Napoli, ha parlato del programma del
    suo partito.

    Roberta Labruna, Il Gazzettino di Vicenza

    FIAMMA
    TRICOLORE: L'ON. LUCA ROMAGNOLI A VICENZA

    Vicenza, 6 Aprile 2008

    «Sì
    alla nuova base, ma per i militari italiani»

    «Se base dev’essere che
    sia al servizio dei militari italiani, magari paracadutisti. L’Italia
    deve imparare a curare i suoi interessi e, soprattutto, uscire dalla
    Nato. Siamo contrari all’aumento della presenza militare americana in
    città, e se mai arriveremo in Consiglio comunale, saremo lì a
    sorvegliare e a tutelare la tranquillità e la sicurezza di Vicenza». Il
    primo a parlare ieri mattina in sala decentrata dell’hotel Cristina in
    via Napoli - che accoglieva l’on. Luca Romagnoli, segretario nazionale
    della Fiamma tricolore e candidato al senato in varie circoscrizioni -
    è stato Piero Puschiavo (a sua volta candidato alla Camera per il
    Veneto 1, e nel consiglio comunale di Vicenza). «Il Dal Molin rimane
    uno degli argomenti più caldi di questa campagna elettorale - ha
    ribadito Puschiavo -, ma le nostre posizioni al riguardo sono chiare.
    Simili a quella della sinistra? Non direi, ma nel rispetto dei
    cittadini, affinché i loro diritti non vengano calpestati».
    Chiara
    Roverotto, Il Giornale di Vicenza>>
    Voglio proprio vedere adesso cosa ha da dire chi accusava la Fiamma di essere filoamericana.

  2. #2
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    Ottimi Puschiavo e Romagnoli!

  3. #3
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    A diciotto anni dalla caduta del muro di Berlino, quando ogni parvenza strutturale di comune politica “occidentale” difensiva dal dissolto blocco imperialista dell’Est europeo è decisamente inutile, gli Stati d’Europa che continuano ad inseguire “l’unità economica” delle Nazioni, sono più che mai lontani dal perseguire una solidale unità politica.
    I governi dell’UE impongono sacrifici ai popoli, demoliscono lo stato sociale appiattendosi ancora una volta sul modello statunitense, tagliano i portafogli dei rispettivi ministeri - tra i primi quelli della difesa -, attingono con iniqui balzelli ai redditi dei cittadini, rimandano investimenti di medio e lungo termine in nome della riduzione del deficit pubblico, lasciano annaspare nelle acque della disoccupazione o della disoccupazione consistente parte della popolazione attiva e rendono sempre più precaria l’esistenza di quella che non lo è più.

    E mentre trionfalmente i governi starnazzano del ruolo dell’Unione Europea nel quadro degli equilibri strategici, in termini di geopolitica internazionale e, quel che è peggio, addirittura per le competenze prettamente continentali, la politica difensiva europea si rivela ancora ferma ad un modello asservito agli interessi dell’imperialismo americano. Non solo; la dipendenza in termini di politica estera, il confronto con gli altri Stati cointeressati agli equilibri con i Paesi del meridione d’Europa e del medio oriente, la difesa degli interessi economici, degli equilibri sociali minacciati dall’immigrazione affermano il tramonto dell’Europa. Quel tramonto avviatosi all’alba del XX secolo e che ha visto l’asse dell’occidente spostarsi vieppiù sull’Atlantico, via via lasciando spazio all’affermazione emisferica di una civiltà “globalizzante”, di originaria radice europea ma che ha vinto l’Europa, rendendola subalterna e confinandola alla periferia del mondo.
    La ruota della storia sembra aver invertito il senso del suo girare, tanto che l’ironia del destino si estrinseca anche attraverso l’iconografia: le carte geografiche tendono ad essere pacificocentriche, con il Giappone ad occidente della California e l’appendice europea del continente asiatico confinata ai margini della carta. Il tramonto d’Europa ha assunto i colori via via più cupi del crepuscolo nel mondo disegnato da Yalta, quando la logica dei due blocchi ha sancito che non c’era posto per l’Europa. Ora che il garante della globalizzazione liberista è rimasto solo dominatore, l’Europa ha la possibilità di tornare meta identificando e proteggendo la sua vera identità.
    L’Europa deve ritrovare il senso attivo e costruttivo del suo passato senza la consapevolezza del quale non si costruisce alcun futuro, attraverso la solidarietà di un cammino politico e sociale in cui il demenziale “sistema ultraliberista” che ha conquistato Destra e Sinistra non deve trovare posto.
    L’unità d’Europa si fa con le grandi idee, con la tradizione culturale, con l’indipendenza delle scelte in termini di politica estera e certo, anche di difesa comune. Continuare nell’asservimento agli interessi americani di cui la NATO è garante è ne più, ne meno che illudersi di poter fare l’Europa attraverso le banche, le grandi imprese, le quote latte. Noi rivendichiamo il diritto dei Popoli europei ad una vera autodeterminazione politica, economica e di strategia difensiva, in tale senso continuiamo a respingere quell’alleanza atlantica che ha asservito ad interessi extracontinentali il destino della civiltà fulcro delle idee e delle passioni che hanno fortemente segnato e segnano il cammino dell’uomo.

    Dunque, non si comprende perché, ancora oggi, soprattutto l’Italia, come grande parte dell’Europa Occidentale, sia “militarmente occupata” da truppe straniere, che godono non di semplice ospitalità, si badi bene, ma di uno status e di garanzie troppo simili a quelle degli “eserciti occupanti” (ricordate il Cermis? Avete presente cosa accade, quando nelle aree delle basi in Italia accadono episodi di illegalità o disordine sociale di cui sono attori o in cui sono coinvolti soldati americani?).
    Dunque siamo contrari all’ampliamento della base USA di Vicenza, per motivi di impatto politico (in termini di interessi, dignità, e sovranità nazionale) oltre che di forte impatto ambientale e sociale. Si, sociale, perché già la forte presenza dei militari statunitensi ha più volte provocato frizioni sociali, turbamento dell’ordine pubblico e altri problemi nel vicentino. L’Alleanza Atlantica rappresenta per la Fiamma un esempio di “archeologia politico militare a forte carattere antieuropeo e antinazionale”. Questo governo é succube degli interessi USA più di quello precedente, anzi alla sudditanza aggiunge l’ipocrisia e la demagogia”.

    Luca Romagnoli (Segretario Nazionale MSFT)

  4. #4
    Grâce aux prisonniers
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    «Se base dev’essere che
    sia al servizio dei militari italiani, magari paracadutisti.

    Perché proprio i paracadutisti? E perchè non i bersaglieri ?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da M.de Bonchamps Visualizza Messaggio
    «Se base dev’essere che
    sia al servizio dei militari italiani, magari paracadutisti.

    Perché proprio i paracadutisti? E perchè non i bersaglieri ?
    Forse perchè il DalMolin è un aereoporto ? Forse, eh..

  6. #6
    Grâce aux prisonniers
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano_Trento Visualizza Messaggio
    Forse perchè il DalMolin è un aereoporto ? Forse, eh..
    Giusto. Ma allora perchè R. dice "magari" ? sottintendendo una preferenza e non una necessità ?
    A parte poi che il Dal Molin é anche una base militare dove qualunque reparto potrebbe essere aqquartierato.

  8. #8
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    stavolta ne ha detta una giusta. Ben fatto!
    La domanda sorge spontanea, la signora è d'accordo?
    Ad ogni modo, una buona uscita quella di Romagnoli. Ogni tanto...
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  9. #9
    Assassino
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    Peccato che la Santanchè, Storace e La Destra's company si sono tutti dichiarati estremamente favorevoli alla realizzazione della base USA Dal Molin.
    E non dimentichiamo che sono stati loro, prima di Prodi, nel pieno governo di CENTRO destra Berlusconiano a stringere patti segreti con i capitalisti americani. Ora Fiamma lecca il sedere a Storace e ha svenduto la sua identità al peggiore dei partiti rappresentanti di una destra alternativa... è stato come tornare con Alleanza Nazionale dopo Fiuggi...

    Fiamma ha tradito. Io no,per questo voterò FORZA NUOVA che per assurdo rappresenta quel briciolo di dignità della destra Italiana... pensateci

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da PointBreak Visualizza Messaggio
    A diciotto anni dalla caduta del muro di Berlino, quando ogni parvenza strutturale di comune politica “occidentale” difensiva dal dissolto blocco imperialista dell’Est europeo è decisamente inutile, gli Stati d’Europa che continuano ad inseguire “l’unità economica” delle Nazioni, sono più che mai lontani dal perseguire una solidale unità politica.
    I governi dell’UE impongono sacrifici ai popoli, demoliscono lo stato sociale appiattendosi ancora una volta sul modello statunitense, tagliano i portafogli dei rispettivi ministeri - tra i primi quelli della difesa -, attingono con iniqui balzelli ai redditi dei cittadini, rimandano investimenti di medio e lungo termine in nome della riduzione del deficit pubblico, lasciano annaspare nelle acque della disoccupazione o della disoccupazione consistente parte della popolazione attiva e rendono sempre più precaria l’esistenza di quella che non lo è più.

    E mentre trionfalmente i governi starnazzano del ruolo dell’Unione Europea nel quadro degli equilibri strategici, in termini di geopolitica internazionale e, quel che è peggio, addirittura per le competenze prettamente continentali, la politica difensiva europea si rivela ancora ferma ad un modello asservito agli interessi dell’imperialismo americano. Non solo; la dipendenza in termini di politica estera, il confronto con gli altri Stati cointeressati agli equilibri con i Paesi del meridione d’Europa e del medio oriente, la difesa degli interessi economici, degli equilibri sociali minacciati dall’immigrazione affermano il tramonto dell’Europa. Quel tramonto avviatosi all’alba del XX secolo e che ha visto l’asse dell’occidente spostarsi vieppiù sull’Atlantico, via via lasciando spazio all’affermazione emisferica di una civiltà “globalizzante”, di originaria radice europea ma che ha vinto l’Europa, rendendola subalterna e confinandola alla periferia del mondo.
    La ruota della storia sembra aver invertito il senso del suo girare, tanto che l’ironia del destino si estrinseca anche attraverso l’iconografia: le carte geografiche tendono ad essere pacificocentriche, con il Giappone ad occidente della California e l’appendice europea del continente asiatico confinata ai margini della carta. Il tramonto d’Europa ha assunto i colori via via più cupi del crepuscolo nel mondo disegnato da Yalta, quando la logica dei due blocchi ha sancito che non c’era posto per l’Europa. Ora che il garante della globalizzazione liberista è rimasto solo dominatore, l’Europa ha la possibilità di tornare meta identificando e proteggendo la sua vera identità.
    L’Europa deve ritrovare il senso attivo e costruttivo del suo passato senza la consapevolezza del quale non si costruisce alcun futuro, attraverso la solidarietà di un cammino politico e sociale in cui il demenziale “sistema ultraliberista” che ha conquistato Destra e Sinistra non deve trovare posto.
    L’unità d’Europa si fa con le grandi idee, con la tradizione culturale, con l’indipendenza delle scelte in termini di politica estera e certo, anche di difesa comune. Continuare nell’asservimento agli interessi americani di cui la NATO è garante è ne più, ne meno che illudersi di poter fare l’Europa attraverso le banche, le grandi imprese, le quote latte. Noi rivendichiamo il diritto dei Popoli europei ad una vera autodeterminazione politica, economica e di strategia difensiva, in tale senso continuiamo a respingere quell’alleanza atlantica che ha asservito ad interessi extracontinentali il destino della civiltà fulcro delle idee e delle passioni che hanno fortemente segnato e segnano il cammino dell’uomo.

    Dunque, non si comprende perché, ancora oggi, soprattutto l’Italia, come grande parte dell’Europa Occidentale, sia “militarmente occupata” da truppe straniere, che godono non di semplice ospitalità, si badi bene, ma di uno status e di garanzie troppo simili a quelle degli “eserciti occupanti” (ricordate il Cermis? Avete presente cosa accade, quando nelle aree delle basi in Italia accadono episodi di illegalità o disordine sociale di cui sono attori o in cui sono coinvolti soldati americani?).
    Dunque siamo contrari all’ampliamento della base USA di Vicenza, per motivi di impatto politico (in termini di interessi, dignità, e sovranità nazionale) oltre che di forte impatto ambientale e sociale. Si, sociale, perché già la forte presenza dei militari statunitensi ha più volte provocato frizioni sociali, turbamento dell’ordine pubblico e altri problemi nel vicentino. L’Alleanza Atlantica rappresenta per la Fiamma un esempio di “archeologia politico militare a forte carattere antieuropeo e antinazionale”. Questo governo é succube degli interessi USA più di quello precedente, anzi alla sudditanza aggiunge l’ipocrisia e la demagogia”.

    Luca Romagnoli (Segretario Nazionale MSFT)
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