"Se vinciamo, via dai libri la Resistenza" con questo diktat, il senatore forzista Marcello Dell'Utri annuncia l'inizio di una nuova campagna revisionistica; tornano i libri da mettere all'indice, da riscrive e vietare.
Dietro queste parole, rifulge la luce delle fiamme degli oltre 20.000 libri bruciati la notte del 10 maggio 1933 davanti all'Università di Berlino dalla propaganda nazista. Quella notte, opere di pensatori come Freud, Marx, Zola, Proust, Mann, Hemingway, London furono messe a rogo, in una nuova Santa Inquisizione degna di Papa Lucio III.
Oggi, Dell'Utri ripercorre quegli slogan, minacciando di estirpare le radici della Nostra Storia Repubblicana e della Nostra Costituzione, che già oggi troppo spesso viene calpestata ed infangata.
Come Radicali di Sinistra, riconoscendoci in quell'antifascismo che è uno dei pilastri dell'Italia, della sua Liberazione e della sua Rinascita, non possiamo tollerare che simili affermazioni passino sotto silenzio. Qui non si tratta di sparate occasionali iperboliche come quella dei fucili di Bossi o dei cannoni di Calderoli, ma di un chiaro intento antistorico e anticulturale; con quelle basse affermazioni Dell'Utri getta alle ortiche un pezzo di storia che rappresenta il nostro orgoglio nazionale di fronte al mondo intero.
Enea Melandri
Comitato Politico dei Radicali di Sinistra
Responsabile Politiche Sociali




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