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  1. #1
    Anarcocapitalista
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Cool Veltroni è un clone (deviato) del Presidente Berlusconi

    A me pare davvero che questo signore abbia ragione: Veltroni pare proprio una copia poco riuscita del Presidente Berlusconi.


    Così in 2 anni è cambiata la strategia di Silvio



    di Gianni Baget Bozzo





    Berlusconi è a un tempo soggetto e contenuto della campagna elettorale del '94. Ne è soggetto perché vi impone se stesso come problema e obbliga la sinistra a definirsi circa lui. Un caso unico nella storia italiana che un uomo politico sia soggetto e oggetto della campagna elettorale. E non solo è accaduto questo: in modo sistematico il centrosinistra lo ha imitato riproducendolo sino ad annullare la figura partito, che era la sua caratteristica politica fondamentale, il suo termine ideale.
    Nel 2006 Berlusconi si pone come difensore della libertà compressa nella sua stessa persona; la sinistra va all'attacco, sostenuta dalla campagna di delegittimazione della stampa internazionale, del cinema e della cultura che demonizza Berlusconi. Anche questo è un problema singolare: perché egli susciti una tale potenza di rimozione e di contrasto, senza che si possa accettare la credibilità di un pericolo, da lui costituito, per la democrazia o della conquista di voto mediante il possesso delle televisioni. Tutte queste motivazioni non le crede veramente nessuno, meno che mai quelli che le dicono. Ma l'acrimonia della condanna ha reso impossibile l'interpretazione di Berlusconi da parte della cultura italiana tutta inclinata a sinistra, che ha rinunciato a domandarsi perché accadeva ora in Italia un fenomeno unico nella storia delle democrazie. L'unica categoria politica tentata è quella del populismo, ma essa è rimasta il vizio solitario di Ferdinando Casini.
    Ora il Pd ha scelto di mettere in campo Veltroni per non parlare più un linguaggio di sinistra bensì quello di Berlusconi fondato non sui blocchi sociali, ma sulla persona libera e la sua iniziativa. Berlusconi ha parlato un linguaggio così formalmente liberale, il che vale molto di più delle liberalizzazioni proposte dai liberali della cattedra, che però hanno ben compreso di non poterle compiere mediante la sinistra. Veltroni è un'imitazione che risponde al disegno di modellarsi sul primato della società civile, ma essa non ha ancora trovato radici in un popolo che applaude il segretario perché alternativo a Berlusconi, accettando la somiglianza con l'avversario come buon criterio di lotta.

    Berlusconi combatte la campagna del 2008 come il vincitore già in atto, i cui problemi sono come governare un Paese e non come vincere le elezioni. Egli conta sul fatto che gli italiani vogliono uscire dalla grande crisi aperta dagli eventi degli anni duemila: dall'introduzione dell'euro a uno scambio improprio con la lira all'emersione delle potenze asiatiche, all'innalzamento dei prezzi del petrolio dei generi alimentari a causa dei nuovi consumatori, alla crisi finanziaria che ne è nata. Infine è il trauma dell'Europa di fronte a un inatteso assetto dell'economia globale che rischia di emarginarla. Accettare di governare un Paese già in crisi sul piano della legalità, delle immigrazioni, delle istituzioni, su cui giunge la delusione del governo della sinistra come panacea attesa da anni, è un atto di grande coraggio, che si può proporre soltanto ad un uomo che ha assunto la rappresentanza del Paese sulla propria persona come un destino. Nessuno ha mai combattuto le elezioni dicendo di avere già vinto, tutti hanno voluto attendere dagli elettori la causa del successo.
    Berlusconi parte ora invece dalla convinzione che il corpo elettorale comprenda che egli solo può guidarla e che Veltroni è una fata morgana. Perciò rinuncia anche all'argomento con cui il centro ha sempre vinto le elezioni politiche, cioè la volontà di occupazione del potere della sinistra e il suo controllo della società. Veltroni in questo caso è un «doppio», non un’alternativa, una riproduzione, non una differenza. Per circostanze singolari il suo filoamericanismo cinematografico, lo fa credere diverso dai postcomunisti che l'hanno espresso e lo sostengono ora perché «americano» e più in grado di loro di dissimulare quella storia gloriosa su cui si fonda l'identità postcomunista.
    È una rivoluzione questa? La parola è troppo grossa ma è certo un fatto unico, un evento inatteso che giunge a presentarsi come già scritto prima del voto. E la fine della sinistra italiana come fatto politico e come progetto di governo è un evento che compie il lungo percorso dell'Italia repubblicana e inaugura veramente un nuovo tempo che il Popolo della libertà si candida a scrivere, colmando il vuoto di futuro della sinistra italiana.


    Gianni Baget Bozzo
    bagetbozzo@ragionpolitica.it


    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=253130&START=0&2col=

  2. #2
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    Presidente di che?
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  3. #3
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    -Per Veltroni la legge elettorale non si fa senza Berlusconi

    -Per Veltroni la legge elettorale si fa senza gli italiani

    -Per Veltroni la legge elettorale non si fa in Parlamento

    -Per Veltroni la legge elettorale non deve tenere conto delle tre proposte della legge di iniziativa popolare: “Parlamento Pulito

    -Per Veltroni la legge elettorale si discute nei salotti dei segretari di partito, in segreto

    -Per Veltroni 350.000 italiani che hanno firmato per cacciare i condannati dal Parlamento valgono meno di un prescritto

    -Per Veltroni la legge elettorale è un fatto interno ai partiti e il referendum non si ha da fare

    -Per Veltroni la legge elettorale non va discussa alla Camera e al Senato sotto gli occhi del Paese

    -Per Veltroni chi ha il controllo dell’informazione è il vero interlocutore

    -Per Veltroni la preferenza diretta del candidato è fuori discussione

    -Per Veltroni il limite di due legislature e poi a casa è impraticabile

    -Per Veltroni la Mondadori è legittimamente dello psiconano

    -Per Veltroni Rete 4 non deve andare sul satellite

    -Per Veltroni chi ha il controllo dei media può fare politica

    -Per Veltroni il milione e mezzo di persone che hanno partecipato al V-day può andare a fanculo


    Fonte: BeppeGrillo.it (http://www.beppegrillo.it/2008/01/veltrolusconi.html)

  4. #4
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    veltroni e' impresentabile

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Presidente di che?
    Dei maroni...

    ...ooops! dei Baget Bozzo

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da RossoDOC Visualizza Messaggio
    veltroni e' impresentabile
    Vista l'alternativa che si profila sul fronte opposto, meglio turarsi il naso e appoggiarlo anche per questa volta. Certo, sarebbe auspicabile caricarli tutti e due su un'aereo e paracadutarli nel deserto del Gobi, ma dovendo scegliere tra un tumore della pelle e un neo, preferisco il secondo.

    Firmato: un elettore di sinistra critica

  7. #7
    razzista verso gli imbecilli
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    A me pare davvero che questo signore abbia ragione: Veltroni pare proprio una copia poco riuscita del Presidente Berlusconi.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=253130&START=0&2col=
    certo che il signor Bozzo vede lontano ed è certamente autorevole.

    Era quello che stravedeva per Craxi e il PSI delle tangenti se non sbaglio.

  8. #8
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    beppe grillo dice cose sensate ma gli attacchi all'unica persona che è riuscita ad aggregare una forza può contrastare berlusconi lo relegano tra i cretini che, non sapendo cogliere le necessità del momento, si limitano a tentare di semplificare tutto per cercare di portare le cose complesse alla loro portata

  9. #9
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da RossoDOC Visualizza Messaggio
    veltroni e' impresentabile
    Quoto.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    A me pare davvero che questo signore abbia ragione: Veltroni pare proprio una copia poco riuscita del Presidente Berlusconi.
    Gianni Baget
    CROSTA
    [/COLOR][/U][/URL], perché più che i bozzi, c'ha le croste in testa!
    Si, ha parlato un " SOCIALISTA ", che però è, contemporaneamente, anche uno pseudo-prete: gli manca solo la cittadinanza marziana!

 

 
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