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Originariamente Scritto da
EL ROJO
Sai quel'è la informazione (che sarà per te sorprendente) che ti voglio dare?
E' che qui nessuno ha mai detto che in Cina c'è il comunismo.
Semplicemente si cerca di analizzare e valutare quel modello con occhi liberi dai condizionamenti politically correct propri dell'egemonia culturale dominante.
p.s. non sono molto piu' giovane di te.
Mmmh... very interesting. Questo si che è il tipo di analisi che mi interessa.
Valutiamo questo fatto: a New York sino a qualche lustro fa c'erano gli showroom di tutte le più grosse aziende USA. Ora sono tutti a Hong Kong. Io ho vissuto di persona il passaggio di una azienda, ma vedevo che altri si muovevano nello stesso senso.
Un giorno ci hanno mandato a fare le spie nei supermercati per vedere i prezzi della concorrenza e vedere i vari "made in" per rapportarli ai prezzi. Dopo tre ore siamo tornati in sede: inutile continuare, quota fissa attorno al 97/98% di made in china e il resto, a parte prodotti tradizionali come l'intimo di cotone fatto come una volta (cioè le mutande o i corpetti che non si disintegrano dopo 3 lavaggi, ma durano addirittura qualche anno!!!) si spartivano il 2% rimanente india e filippine.
Questo mi sembra un fatto abbastanza chiaro da non meritare commenti. La Cina che era partita come semplice "reparto fordista" per il primo mondo, ora ha acquisito know-how (pensiamo all'acquisizione del settore personal computer IBM da parte di Lenovo, che non è neanche il più grosso polo informatico cinese) e tiene per le palle l'occidente.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
LaMonte Young
Mmmh... very interesting. Questo si che è il tipo di analisi che mi interessa.
Valutiamo questo fatto: a New York sino a qualche lustro fa c'erano gli showroom di tutte le più grosse aziende USA. Ora sono tutti a Hong Kong. Io ho vissuto di persona il passaggio di una azienda, ma vedevo che altri si muovevano nello stesso senso.
Un giorno ci hanno mandato a fare le spie nei supermercati per vedere i prezzi della concorrenza e vedere i vari "made in" per rapportarli ai prezzi. Dopo tre ore siamo tornati in sede: inutile continuare, quota fissa attorno al 97/98% di made in china e il resto, a parte prodotti tradizionali come l'intimo di cotone fatto come una volta (cioè le mutande o i corpetti che non si disintegrano dopo 3 lavaggi, ma durano addirittura qualche anno!!!) si spartivano il 2% rimanente india e filippine.
Questo mi sembra un fatto abbastanza chiaro da non meritare commenti. La Cina che era partita come semplice "reparto fordista" per il primo mondo, ora ha acquisito know-how (pensiamo all'acquisizione del settore personal computer IBM da parte di Lenovo, che non è neanche il più grosso polo informatico cinese) e tiene per le palle l'occidente.
Pensa che invece io seguo dinamiche economiche inverse.
Io gli store checkings li ho fatti in Cina per raffrontare "made-in" europei.
E' sfidante entrare nella bocca del drago direttamente dalle fauci...entri con soggezione e ti aspetti di essere stritolato dalle sovrastrutture burocratiche.
Poi ti accorgi che:
- l'autorita' e' pronta a condannare (e l'ha fatto) un produttore nazionale per concorrenza sleale nei confronti dei prodotti che importi;
- l'atmosfera che respiri a Shanghai non e' per niente un'atmosfera di repressione...ti aspettavi di vedere una Cina militarizzata ed invece ti trovi di fronte una Cina laboriosa e sorridente;
- le autorita' fiscali e doganali ti ricevono e cercano di capire i tuoi flussi (attuali e forecast) per consigliarti come comportarti;
- ti obbligano a scrivere nello statuto della societa' che costituisci in suolo cinese una clausola di salvaguardia per i lavoratori.
- non riesci ad individuare, tra le persone con cui entri in contatto, quelle iscritte al PCC (sono qualche decina di milioni).
Chissa' come mai in Tibet non investe nessuno.
p.s. dimenticavo...le cinesi, quando son belle, son veramente belle!
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Citazione:
Originariamente Scritto da
EL ROJO
Pensa che invece io seguo dinamiche economiche inverse.
Io gli store checkings li ho fatti in Cina per raffrontare "made-in" europei.
E' sfidante entrare nella bocca del drago direttamente dalle fauci...entri con soggezione e ti aspetti di essere stritolato dalle sovrastrutture burocratiche.
Poi ti accorgi che:
- l'autorita' e' pronta a condannare (e l'ha fatto) un produttore nazionale per concorrenza sleale nei confronti dei prodotti che importi;
- l'atmosfera che respiri a Shanghai non e' per niente un'atmosfera di repressione...ti aspettavi di vedere una Cina militarizzata ed invece ti trovi di fronte una Cina laboriosa e sorridente;
- le autorita' fiscali e doganali ti ricevono e cercano di capire i tuoi flussi (attuali e forecast) per consigliarti come comportarti;
- ti obbligano a scrivere nello statuto della societa' che costituisci in suolo cinese una clausola di salvaguardia per i lavoratori.
- non riesci ad individuare, tra le persone con cui entri in contatto, quelle iscritte al PCC (sono qualche decina di milioni).
Chissa' come mai in Tibet non investe nessuno.
p.s. dimenticavo...le cinesi, quando son belle, son veramente belle!
E anche furbe. Mandavano sempre delle donne a trattare il prezzo. Anzi, di solito una coppia (quella giovane caruccia + la vecchia volpe).
Ma allora sei un buyer? (scusa, ormai siamo in confidenza, io faccio il designer - che forse s'era capito).
In ogni caso i cinesi mi sembrano particolarmente temibili: una tradizione unitaria di 5000 anni (altro che il nostro secolo e mezzo), sono un miliardo e mezzo, dove abito io metà dei bar sono di proprietà di cinesi immigrati. Io, che ritengo le masse migranti una benedizione in un mondo chiuso nelle sue assurdità localistiche, e anzi credo siano l'unico modo per forzare tutti a mollare sul fronte razzista, sono un po' preoccupato. Anche gli indiani non scherzano, ormai hanno fatto quello che da noi NON HANNO VOLUTO che facessimo: inventarci uno spazio importante in settori merceologici globali magari più moderni dell'edilizia abusivistica e lo sfruttamento dei latifondi (il nostro top: da noi si fanno i soldi con le immondizie).
Ma vedo i cinesi particolarmente determinati, forse perchè sono meno rincoadagiati di noi flaccidi girotondisti a tempo perso, abituati a sopportare qualsiasi porcata che avrebbe generato rivolte civili in ogni paese - appunto - civile.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
EL ROJO
Pensa che invece io seguo dinamiche economiche inverse.
Io gli store checkings li ho fatti in Cina per raffrontare "made-in" europei.
E' sfidante entrare nella bocca del drago direttamente dalle fauci...entri con soggezione e ti aspetti di essere stritolato dalle sovrastrutture burocratiche.
Poi ti accorgi che:
- l'autorita' e' pronta a condannare (e l'ha fatto) un produttore nazionale per concorrenza sleale nei confronti dei prodotti che importi;
- l'atmosfera che respiri a Shanghai non e' per niente un'atmosfera di repressione...ti aspettavi di vedere una Cina militarizzata ed invece ti trovi di fronte una Cina laboriosa e sorridente;
- le autorita' fiscali e doganali ti ricevono e cercano di capire i tuoi flussi (attuali e forecast) per consigliarti come comportarti;
- ti obbligano a scrivere nello statuto della societa' che costituisci in suolo cinese una clausola di salvaguardia per i lavoratori.
- non riesci ad individuare, tra le persone con cui entri in contatto, quelle iscritte al PCC (sono qualche decina di milioni).
Chissa' come mai in Tibet non investe nessuno.
p.s. dimenticavo...le cinesi, quando son belle, son veramente belle!
rojo, mi spaice ma ti devo contraddire
prima di tutto shanghai è un caso particolare in tutta la Cina. la sua storia la rende la città nettamente più occidentale (più di hong kong e macao, probabilmete) da quelle parti. in sostanza, mai confonere shanghai con la cina
poi, sulla militarizzazione, bisogna anche sapere dove guardare;). a shanghai si vedono già tante divise rispetto ad altre città, ma il numero di poliziotti in borghese è notevole. abbiamo un po' l'idea che uno stato autoritario debba presentarsi con guardia ad ogni angolo, ma si può essere molto più raffinati
per quanto riguarda l'appartenenza al partito, non la si sventola in giro ma è molto importnte, ancor di più l'essere collegati all'esercito, che è la rete di guanxi più forte nel paese e una delle fonti di capitale maggiore
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Citazione:
dal PdCi con i lquale ti accingi a flirtare in attesa della costruzione della radiosa costituente comunista. Avanti capital-comunisti!
leggendo ciò che scrivi a me - rispolverando il titolo di una popolare commedia di serie b - verrebbe da dire invece "vieni a vanti cretino"
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ops
"vieni avanti cretino" con Lino Banfi e Moana Pozzi se non sbaglio
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Kowalsky
rojo, mi spaice ma ti devo contraddire
prima di tutto shanghai è un caso particolare in tutta la Cina. la sua storia la rende la città nettamente più occidentale (più di hong kong e macao, probabilmete) da quelle parti. in sostanza, mai confonere shanghai con la cina
poi, sulla militarizzazione, bisogna anche sapere dove guardare;). a shanghai si vedono già tante divise rispetto ad altre città, ma il numero di poliziotti in borghese è notevole. abbiamo un po' l'idea che uno stato autoritario debba presentarsi con guardia ad ogni angolo, ma si può essere molto più raffinati
per quanto riguarda l'appartenenza al partito, non la si sventola in giro ma è molto importnte, ancor di più l'essere collegati all'esercito, che è la rete di guanxi più forte nel paese e una delle fonti di capitale maggiore
Kowalsky ho riportato un'esperienza.
Non conosco personalmente la parte rurale e agricola della Cina.
Non mi aspetto pero' di trovare troppe differenze da Shanghai nelle altre grandi citta'.
Certo e' che si costruisce un piano di grattacielo alla settimana...mentre altrove si fa girare un cilindro colorato per ore, ore, ore....
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Originariamente Scritto da
LaMonte Young
Ma allora sei un buyer?
No mi occupo di operazioni straordianarie e corporate governance.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
EL ROJO
Kowalsky ho riportato un'esperienza.
Non conosco personalmente la parte rurale e agricola della Cina.
Non mi aspetto pero' di trovare troppe differenze da Shanghai nelle altre grandi citta'.
Certo e' che si costruisce un piano di grattacielo alla settimana...mentre altrove si fa girare un cilindro colorato per ore, ore, ore....
non tanto tra shanghai e la cina rurale, ma tra shanghai e anche città come hangzhou o nanjing;)
anche sol oa livello di conoscenza dell'inglese, è forse l'unica città (insieme alle zone turistiche di beijing) in cui puoi opravvivere senza conoscere una parola di cinese...
comunque, ti mando un pvt;)