Originariamente Scritto da
Claude
e grazie al cazzo che non hanno la monnezza per strada, quella, la rumenta, legalmente e illegalmente la piazzano nelle terre altrui:
*****
I rifiuti spericolati della Lega
Il no all'immondizia campana e le 40 mila tonnellate di scarti tossici
del nord verso il sud
La Lombardia spedisce in Germania 800 tonnellate di rifiuti al giorno.
Quotidianamente altre 500 tonnellate spariscono nel nulla. E altre
migliaia vengono smaltite illegalmente in Campania. Ma la Lega
smemorata blocca a Trezzo d'Adda i camion della Campania e accende lo
scontro ellettorale
LUCA FAZIO
MILANO
Irifiuti della politica anche ieri si sono soffermati a pochi passi da
una grande pattumiera lombarda, più o meno all'ora del telegiornale
regionale. Fazzoletto verde nel taschino e tanta finta determinazione
per un nonnulla, un gruppetto di leghisti ieri, dopo Dalmine, ha
presidiato anche le discarica di Trezzo d'Adda per impedire lo
smaltimento di 1.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania.
Una quota irrilevante che la Lega sta cercando di trasformare in un
affare di stato: è molto meno di tutta la spazzatura che la Lombardia
produce in due ore scarse. Eppure, bara il sindaco di Lazzate,
Cesarino Monti, «siamo decisi a non fare entrare i rifiuti che
Bassolino e i suoi compari stanno cercando di scaricare nel nord,
perché i sindaci del nord hanno sempre affrontato le emergenze e sono
sempre riusciti a ripianare tutto». Cesarino tuttalpiù è riuscito a
scatenare la fantasia dei radicali al Pirellone che si sono
tragicomicamente proposti per puntellare una maggioranza (fintamente
traballante) a patto che Formigoni approvi, velocemente, «uno statuto
sul modello americano per una liberalizzazione dell'economia».
Comunque. Essendo che la memoria è una funzione generale del cervello,
non si può pretendere che i leghisti ricordino in che modo la
Lombardia ha ripianato e continua a ripianare le 13 mila tonnellate
giornaliere di rifiuti solidi urbani prodotte. Innanzitutto, tanto per
dire che si è sempre in tempo a diventare «terroni» di qualcun altro,
la Lega dovrebbe spiegare come mai Milano spedisce in Germania 800
tonnellate di rifiuti al giorno. E questo è niente se paragonato ai
mille rivoli in cui si disperdono i flussi della gestione dei rifiuti
lombardi, «un buco nero», dicono i Verdi, dove ogni giorno 500
tonnellate di rifiuti mancano all'appello. Una gestione, ricordano i
Verdi, che anche nel recente passato si è mossa senza riguardi verso i
cittadini del sud: come quando nel gennaio 2003, tremila tonnellate di
scarti della lavorazione dell'umido provenienti dall'impianto della ex
Maserati furono spediti nell'impianto di Trentola Ducenta, provincia
di Caserta.
Il problema però non riguarda solo i rifiuti solidi urbani, perché in
quel buco nero sparisce almeno il 30% dei rifiuti industriali e
nocivi. Questo è lo scenario che alimenta il traffico illegale di
rifiuti, un affare che corre spesso lungo l'asse nord sud, partendo
dalla Lombardia per finire nelle pattumerie del sud gestite dalla
malavita. Non a caso, come si legge nell'ultimo Rapporto Ecomafia 2004
pubblicato da Legambiente, proprio la Lombardia è uno snodo
fondamentale del traffico illecito di rifiuti su scala nazionale.
L'elenco delle principali operazioni di polizia giudiziaria rese
possibili dall'articolo 53 bis del decreto Ronchi è impressionante.
Esemplare è l'operazione Eldorado compiuta dai carabinieri del Noe lo
scorso dicembre nelle province di Varese, Como e Milano. L'inchiesta
ha portato all'arresto di 22 persone e ha scoperchiato un traffico
illecito tra nord e sud per trasformare i rifiuti classificati come
speciali e pericolosi in semplici rifiuti urbani: i rifiuti partivano
dalla Campania verso il nord e lì venivano «declassificati» in maniera
truffaldina e rispediti al sud dove finivano in cave esaurite e in
impianti di compostaggio, soprattutto in Puglia.
Ancora più clamorosi gli esiti dell'operazione Re Mida condotta dalla
procura di Napoli che nel novembre 2003 ha sgominato un clan
camorristico: tra la fine del 2002 e il maggio 2003 la banda aveva
gestito un traffico di almeno 40 mila tonnellate di rifiuti per un
giro di affari di 3 milioni di euro. E in questo caso i rifiuti
provenivano proprio dal capoluogo lombardo. Da lì venivano spediti al
sud per essere smaltiti nelle province di Napoli e Caserta. Il
business è talmente grande che c'è posto per tutti, anche per quei tre
pesci piccoli arrestati dalla procura di Firenze il 19 dicembre scorso
perché smaltivano i rifiuti di lavorazione dei cavi elettrici
seppellendoli in alcuni centri ippici e allevamenti equini di Toscana
e Marche. Partivano da dove? Dal cuore della «padania».
La Lombardia - spiega però il Rapporto Ecomafia 2004 - è anche la
regione dove è stata emessa la prima sentenza italiana per traffico
illecito internazionale dei rifiuti. A farne le spese, i titolari
della Milano Maceri: spedivano rifiuti non separati né trasformati in
container sigillati nei porti di Ravenna e La Spezia, direzione Cina e
Hong Kong. Da dove partivano, lo dice il nome della ditta. E non se la
prendano a male i leghisti che in questi giorni cercano pretesti
rovistando nella spazzatura
*********************************