Premetto che queste considerazioni personali sono la base per la mia scelta elettorale
primo problema euro:
con l'entrata in vigore dell'euro si sono sbilanciati gli equilibri produzione- grossisti-distributori al dettaglio
ovvero sono cresciuti enormemente le percentuali di ricarico dei dettaglianti, trainati da un disegno, forse progettato a tavolino dai grossi distributori, che hanno portato al rialzo dei prezzi al dettaglio con enormi ricarichi ingiustificati sulle merci
naturalmente il piccolo dettagliante ha seguito la corrente imposta con il risultato di perdere la maggior parte dei clienti, ora attirati dalla politica di (falsa) offerta promozionale ad hoc del supermarket
il risultato e' sotto gli occhi di tutti: chi distribuisce, per il solo fatto di mettere una merce nel proprio magazzino, ha ricarichi unitari maggiori di chi produce
ora i costi di produzione stanno crescendo e tocca all'industria aumentare i prezzi....ma pare che il sistema distributivo non sia d'accordo a ridurre i propri ricarichi unitari e l'effetto sul cliente finale e' che ogni aumento alla fonte di 10 centesimi si traduce in un aumento finale di 40 e piu' centesimi piu' l'iva relativa
purtroppo se l'industria non incassa di piu' non potra' aumentare i salari ed i consumi interni sono destinati a peggiorare
una sola forza politica ha fatto una proposta sensata in tal senso: l'unione dei consumatori che chiede di istituire per tutti i dettaglianti il cartellino con il doppio prezzo, quello di acquisto e quello di vendita....basterebbe questo a riequilibrare davvero il mercato restituendo alla filiera il corretto ricarico ed agli stipendi il loro potere d'acquisto
problema 2: conti dello stato
nel tentativo di risanare i conti dello stato il governo uscente ha calcato la mano su regole e lotta all'evasione fiscale, aumentando nel contempo i costi burocratici del fare impresa
l'intento, sulla carta e' lodevole, ma se la cura uccide l'ammalato e' meglio non praticarla....
il risultato e' che, dalle statistiche, aumentano i dipendenti e diminuiscono le piccole imprese, semplicemente perche' e' veramente rischioso ed oneroso avviare una nuova piccola azienda....oggi per poter cominciare occorre una mole di fatturato "previsto" notevole che raramente possiede chi davvero comincia
eppure la nascita di piccole aziende artigiane e' il patrimonio della nostra nazione che crea la vera ricchezza, sono le aziende produttive che iniziano dal micro, e poi possono crescere generando nuovi posti di lavoro e ricchezza distribuita
chiediamoci seriamente se oggi sia accettabile e conveniente per la collettivita' che sia cosi' difficile aprire un'attivita' in proprio e perche' la maggior parte della gente propenda per un posto da dipendente
Partendo dall'assunto che viviamo in un sistema capitalistico e che ogni altra ipotesi sociale per ora e' pura utopia, occorre un progetto di ampio respiro per restituire l'iniziativa imprenditoriale agli italiani e per raddrizzare la barra del timone e tornare a crescere veramente in produzione (non in servizi)
quale forza politica propone una ricetta per questo problema?
punto terzo: Il mercato della casa ed il falso PIL
Ci attende una dura e lunga crisi, questa volta indipendente da chi governa, dovuta al falso pil prodotto dal mercato immobiliare: infatti l'aumento del pil dell'immobiliare e' tale solo per le nuove costruzioni, ma non per il passaggio di proprieta' di costruzioni esistenti....
se ho una casa che cinque anni fa valeva 100mila euro e la rivendo oggi a 300mila, il pil registra un incremento di valore di 200mila euro che in realta' e' fittizio essendo il bene=ricchezza sempre il medesimo, se a questo aggiungiamo il costo del danaro utilizzato per acquistarlo con il mutuo, il costo ipotecario, il costo di trascrizione notarile e la percentuale dell'agenzia immobiliare assistiamo ad un giro di denaro basato sul nulla prodotto.
Oggi questo meccanismo, portato all'accesso, si sta sgonfiando ed il crollo del mercato immobiliare fara' contrarre i prezzi delle case moltissimo
Questo, se da una parte e' una buona notizia per chi sta cercando casa, dall'altra portera' ad un forte rallentamento dei settori produttivi ed economici legati al mondo delle costruzioni e quindi si riflettera' su tutti noi ed inoltre portera' ad una futura contrazione del pil non piu' alimentato da questa bolla
l'intera edilizia ne sta gia' cominciando a soffrire, a partire dai piccoli artigiani, che in questi anni di boom edile non hanno realizzato lauti guadagni (che gli avrebbero permesso di affrontare la crisi successiva), perche' i prezzi di chi produce "realmente" sono gli stessi da molti anni e l'incremento del costo al mq di acquisto della casa e' stato intascato da chi aveva i soldi per speculare e non da chi materialmente produceva il bene
Gia' in questi primi mesi dell'anno si sta assistendo alla chiusura di moltissime micro aziende operanti nell'edilizia
Quale forza politica propone una soluzione a questa situazione?
Quarto problema: I tassi d'interesse non sono piu' determinati da una politica nazionale, ma europea in una logica quasi privatistica, se saliranno ancora, la gia' allarmante quota di persone che non riescono piu' a pagare le proprie rate salira' ancora(non solo per i mutui)
se queste persone, al di la' del giudizio o delle motivazioni, saranno troppe il sistema del credito e' destinato a crollare e se dovesse succedere:ricordiamoci che gli insolventi debbono pur mangiare e qualcosa farebbero........
C'e' la consapevolezza che la situazione puo' portare a disastri sociali collegati a catena e trascinare all'interno del vortice anche chi le rate riesce a pagarle (ad esempio un eccesso di case pignorate reimmesse sul mercato porterebbe ad una brusca svalutazione dei beni immobili e anche le persone che riescono a pagare il proprio mutuo si vedrebbero richiedere dalla banca l'integrazione del valore del proprio immobile dato a garanzia)
Quale forza politica propone una soluzione a questo pericolo?
Quinto problema export: il rischio concreto di fallimenti a catena di aziende che esportano i propri prodotti per l'eccessivo rialzo dell'euro coniugato al costo dell'energia sempre piu' elevato, fino a che l'euro non esisteva, anche se l'energia aumentava di prezzo di pari passo si svalutava la nostra lira e permetteva l'incremento delle esportazioni dei prodotti italiani divenuti piu' convenienti...ora questo meccanismo non c'e' piu' e la crescita del valore dell'euro e dell'energia e di conseguenza dei trasporti, puo' portare il made in italy ad essere inarrivabile come prezzo per i compratori extracomunitari con brusco rallentamento dell'economia e sbilancio ulteriore della bilancia dei pagamenti...con un fortissimo alto rischio di fallimento delle aziende
Quale forza politica ha in programma un rimedio?
Sesto problema il nero:Sappiamo tutti che nel nostro paese una fetta consistente di economia e' in nero e questo a livello concettuale e' decisamente negativo, pero' non si prescinde dalla realta' se non si vuole portare alla distruzione gli equilibri del sistema.....questa fetta di economia che genera guadagni in nero, in realta' non si sottrae totalmente al fisco ma solo in parte e cioe' non appare durante la fase di produzione del reddito ma poi riappare nel pil durante il consumo......questa considerazione fa comprendere come anche questa parte di societa' concorra al benessere complessivo del sistema paese, seppure in misura molto inferiore a quel che dovrebbe....pero' a questa fetta sommersa appartengono non solo grossi capitalisti o persone che generano ingenti guadagni, ma anche persone che probabilmente non potrebbero lavorare se non in modo sommerso o semi sommerso......il volere in pochi anni cambiare radicalmente questa situazione, puo' portare all'emersione di una piccola fetta ed alla chiusura delle piccole attivita' che non sono in grado distare sul mercato in modo ufficiale..(tralasciando il giudizio morale questa e' la realta' in essere, volenti o nolenti)
Penso ad esempio al piccolo decoratore che, per le recenti normative sul lavoro non puo' piu' operare da solo e deve per forza avere un dipendente, che magari il suo attuale livello di prezzi e fatturato non gli consente, oppure al fotografo di matrimoni che per poter fatturare tutto e pagare tutto quanto, dovrebbe eseguire un servizio fotografico matrimoniale giornaliero...ma gli esempi sono tantissimi
Ora il problema, su cui volevo focalizzare l'attenzione, non e' la liceita' della situazione ma l'assurdita' del volere intervenire repressivamente e radicalmente su queste situazioni, di fatto esistenti, mentre andrebbero attivati dei provvedimenti che favoriscano l'emersione ed accompagnino le realta' economiche piu' deboli verso la legalita' senza costringerle alla chiusura
La chiusura, inevitabile se si continua ad agire solo in modo repressivo, provochera' innanzitutto un'ulteriore compressione del pil per i consumi inferiori e l'ingresso nella domanda di lavoro dipendente di nuovi soggetti, ora non piu' autosufficienti, ma magari anche bisognosi d'aiuto pubblico, con ulteriori aggravi dei costi collettivi
Quale formazione politica ha un'idea intelligente per salvare capra e cavoli?
Scegliere per chi votare dovrebbe essere fatto sulla base delle risposte ai problemi della nazione e questa volta davvero non trovo nessuno che possa offrire almeno una speranza




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