Dal Gazzettino:
Elezioni anticipate In moto la rete civica
Malattia: «Questa volta ci saremo»
Udine
Un anno e mezzo fa furono fermati all'ultimo momento, nonostante i consigli forniti a Romano Prodi dallo stesso Riccardo Illy.
Ora non intendono aspettare alcun via libera esterno e si dicono pronti a scendere in campo a livello nazionale. I promotori della rete nazionale di liste civiche stanno verificando la possibilità di presentare propri candidati alle prossime elezioni politiche.
Il voto anticipato, dopo la caduta del governo Prodi, non li spaventa. Semmai, quanto accaduto in Parlamento è uno sprone per portare propri rappresentanti alla Camera e al Senato.
A confermare l'ipotesi di liste civiche nazionali è l'avvocato pordenonese Bruno Malattia, presidente di Una regione in comune e capogruppo in Consiglio regionale dei Cittadini.
«Nel 2006, il sistema dei partiti dell'Unione aveva ritenuto bene snobbare la nostra offerta di una lista civica nazionale, nonostante avessimo fatto presente che c'era bisogno di noi per ottenere una maggioranza sicura al Senato - ricorda Malattia - questa volta non intendiamo più aspettare. Stiamo ritessendo i rapporti con le realtà civiche regionali e riteniamo che ci possano essere degli interlocutori per fare le nostre proposte e coagulare consensi da utilizzare, dopo il voto, nell'interesse del paese e di un rinnovamento della politica».
Già prima delle Politiche del 2006, un sondaggio attribuiva ad una ipotetica lista civica nazionale il 3/4\% dei voti, pari a un numero di 11/15 parlamentari. L'intenzione sarebbe di portare, nella prossima legislatura, una pattuglia parlamentare che si impegni a rinnovare la politica italiana. «C'è una rivolta contro il sistema dei partiti e delle segreterie romane che grazie all'attuale legge elettorale possono fare quello che vogliono - sottolinea il presidente di Una regione in comune - noi crediamo che la politica possa crescere dalla base, dalle città e dalle regioni. C'è la necessità di esprimere un cambiamento, anche a Roma, nell'interesse del paese.
Sui modi e forme con cui le liste civiche punteranno a partecipare alle elezioni anticipate, la riflessione è appena iniziata. «Bisogna valutare cosa è meglio fare, Il 16 febbraio era già in programma un convegno a Verona con il coordinamento delle liste venete guidato da Carlo De Re - spiega Malattia - dopodichè stiamo riattivando i contatti con le realtà della Lombardia, del Lazio, della Sicilia e di altre parti d'Italia. Non vogliamo fare il partito delle liste civiche, ma trovare una forma innovativa e differenziata rispetto al Partito democratico, che in questi primi mesi di vita ha mostrato di non essere fino in fondo una forza rinnovatrice».
Escluso il Pd e anche la Sinistra, a questo punto è facile immaginare che i possibili interlocutori delle civiche potrebbero essere una parte dei promotori del referendum sulla legge elettorale - nel comitato siede anche Malattia - oltre che con una possibile parte dei delusi dallo stesso Pd, come pure i cattolici di Pezzotta.




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