Presentato ieri lo studio sulla legislatura.
«L’esecutivo non coinvolge i cittadini e spesso elude con deroghe le norme Ue»
Critiche all’83% degli interventi. «Friuli Vg indietro rispetto al resto del paese»
TRIESTE. Regione tra le più arretrate d'Italia sull'ambiente, che non coinvolge i cittadini nelle scelte e spesso elude con deroghe le norme europee e nazionali. È molto negativo il report con cui il Wwf valuta gli interventi regionali nel settore. «Dal 2004 si scende da 4 a 0», dice Vinicio Collavino, responsabile regionale del movimento. Una battuta, aggiunge poi, ma si sa che le battute vengono dal cuore.
«Fummo critici anche nel precedente documento, ma allora Illy era insediato da poco; un anno dalle nuove elezioni, rileviamo come il quadro sia cambiato in peggio», aggiunge il vicepresidente nazionale Enzo Venini. «Abbiamo studiato approfonditamente dieci campi di intervento e ventitré casi. Per il'83% del campione il giudizio è negativo», conclude Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio legislativo. Lunga la lista delle “faccine piangenti” (con cui si segnalano le carenze): dalla Cartiera di Tolmezzo alla Ferriera di Trieste, dagli elettrodotti ai rigassificatori, dall'Alta Velocità alla gestione dell'acqua, alle casse di espansione del Tagliamento, alla riforma urbanistica, alla caccia e all'uccellagione. “Ridono” solo le centrali elettriche, per la riconversione a gas di Monfalcone, e la collaborazione transfrontaliera sui grandi carnivori. Facce inespressive per la Valutazione ambientale strategica e il volontariato ambientale. «Si è persa l'occasione per fare del Fvg un laboratorio d'eccellenza, in cui sperimentare le scelte dei Paesi più avanzati, dove l'ambiente non è un orpello, ma una risorsa base per il futuro», rileva il Wwf. «Si è preferito derogare spesso dalle norme europee e nazionali, per perseguire scelte contestate e discutibili in campo energetico, urbanistico e industriale». Tra i bersagli, Promotur («interventi turistici basati principalmente su insediamenti immobiliari»), Pramollo («lottizzazioni in quota») l'Alta velocità («nascosta la bocciatura di un progetto, uno dei pochi cassati, il che la dice lunga sulla qualità»), la Burgo («ignorati problemi posti non dagli ambientalisti, ma dalla magistratura»), l'Autostrada Carnia-Cadore («Perché insistere su un'opera che i cadorini hanno già bocciato?»). Stigmatizzate anche la soppressione della Direzione regionale Parchi e foreste e dell'Istituto faunistico («ingiustificabile») e la riduzione degli strumenti operativi di Rete Natura 2000 («le risorse sono state tagliate dal 2001 del 90%»). Un accenno anche all'assenza di un Piano energetico, pur promesso da tempo.
(24 gennaio 2007)




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